“Ecco la mozione”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Castelnovo ne’ Monti 13 gennaio 2010
Al Sindaco Gian Luca Marconi, presidente del Consiglio comunale di Castelnovo ne’ Monti

Mozione

Lo scrivente Alessandro Raniero Davoli, consigliere comunale e capogruppo “Castelnovo libera”

Premesso che

la notte tra martedì e mercoledì 6 gennaio 2010 gravi incidenti sono avvenuti nel centro di Castelnovo ne’ Monti tra alcuni cittadini albanesi (dei quali non si sa se hanno lavoro regolare e a che titolo siano ospiti nel nostro Paese), diversi giovani italiani e appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Quanto segue è dovuto alla cronaca pubblicata sulla stampa locale, Giornale di Reggio del 7 gennaio 2010, Gazzetta di Reggio e L’Informazione dei giorni immediatamente successivi; ho inoltre ricevuto testimonianze da parte di cittadini che hanno seguito direttamente i fatti, pur senza prendervi parte attiva; e in particolare alcuni dettagli, non riportati dalla stampa, si devono alla testimonianza di due cittadini che abitano nell’area prospiciente al luogo teatro delle violenze, il signor G.F. e la signora S.D.

L’inizio degli scontri è stato causato da due albanesi, tali Salmi Mocka, 21 anni, e Edmond Ismailaj, 23 anni, ai quali si è aggiunto poco dopo Emiliano Coku, 20 anni, tutti residenti a Castelnovo ne’ Monti. Costoro, nel tentativo di entrare nel bus navetta in partenza da piazza A. Peretti per condurre alcuni giovani nella discoteca di un comune vicino, aggredivano una giovane italiana. Al rifiuto di far entrare altre persone nel mezzo, poiché ogni posto era già occupato, il cittadino albanese Salmi Mocka ha schiaffeggiato una ragazza italiana residente nel nostro comune. Immediata l’azione degli italiani in aiuto della giovane donna e in contemporanea la chiamata ai carabinieri della locale stazione. Dopo l’arrivo di una pattuglia del nucleo radiomobile intervenivano due militari dell’Arma, cercando di dividere i giovani italiani e gli albanesi che nel frattempo altercavano violentemente.

Alla richiesta di allontanarsi rivolta agli albanesi i militari venivano fatti oggetto di pesanti insulti, spinte e strattoni. Alla successiva richiesta di documenti veniva opposto ostinato rifiuto e iniziavano quindi gli atti violenti, da parte di due albanesi, Salmi Mocka, e Edmond Ismailaj, a cui si aggiungeva ben presto il terzo, Emiliano Coku, contro i militi. Schiaffi, calci, spinte, pugni, sputi e ingiurie. Il tutto osservato dai numerosi giovani italiani presenti, dai cittadini residenti che si affacciavano alle finestre e ai balconi delle case attorno (oltre che da alcuni turisti ospiti del vicino albergo Bismantova). La rissa con i militari, che provavano in tutti i modi a calmare i violenti, si protraeva dall’una e trenta circa sino alle ore tre del mattino del giorno 6 gennaio. Lunga coda di autovetture si formava in via Roma, poiché gli inseguimenti e le violenze avvenivano anche nella sede stradale.

Dopo più di mezz’ora dall’inizio degli scontri altra pattuglia di carabinieri sopraggiungeva (chiamata dai residenti sig. G.F. e signora S.D.) a dar manforte ai colleghi, in evidente difficoltà e in inferiorità numerica. Alcuni giovani italiani rincorrevano un albanese in fuga e aiutavano i militari a contenere le violenze del terzetto. Atti vandalici contro l’auto della pattuglia, calci all’arredo urbano, insulti e minacce rivolte con voce stentorea e ripetutamente ai giovani italiani presenti e a tutta la popolazione montana, in particolare da Emiliano Coku. Si riporta per dovere di informazione: “Montanari figli di puttana”; “Le vostre mamme sono troie”; “Italiani di merda”; “Vi vengo a trovare ad uno ad uno, vi ammazzo”.

Quest’ultima minaccia è stata rivolta a giovani italiani di 16-17-20 anni presenti, che oltre ad osservare cercavano di aiutare i carabinieri. Solo poco dopo le tre del mattino l’arrivo di altra auto con tre agenti in borghese riconduceva alla ragione gli albanesi; nel frattempo uno era stato ammanettato e un altro fermato prima di riuscire a darsi alla fuga;

Considerato che

tra i violenti arrestati almeno uno (E.C.) ha già numerosi precedenti per ingiurie, atti vandalici, noto inoltre alle Forze dell’Ordine per aver minacciato di morte un noto barista di Castelnovo, occorse dopo che quest’ultimo l’aveva sorpreso a prendere a pugni e rompere lo schermo, per la quinta o sesta volta, di una slot machine presente nel locale pubblico. Alla diffida e all’invito a uscire dal locale, E.C., rivolto al signor D.C. ha esclamato “ti sparo in bocca”;

da quello che risulta detta minaccia si è rivelata molto più che una frase proferita in un momento d’ira, quando pochi giorni dopo i carabinieri, durante un normale controllo, sorprendevano E.C. nel centro di Castelnovo ne’ Monti con una pistola dalla matricola abrasa nascosta in tasca;

quanto accaduto è solo l’ultimo atto di una serie di altri numerosi e gravi gesti d’intimidazione, di violenza e di turbativa della quiete pubblica, occorsi per mano di questi soggetti; in conclusione si

chiede al Consiglio comunale di impegnare

1) il sindaco dott. Gian Luca Marconi, l’assessore alla sicurezza sociale dott.ssa Mirca Gabrini, e l’Amministrazione per gli atti di competenza ad attivare tutti gli strumenti previsti dalla vigenti norme, dalla legge 24 luglio 2008 n. 125 (denominata anche pacchetto sicurezza), e in particolare per quanto riguarda l’invio al prefetto e al questore della richiesta di espulsione di tutti coloro che, cittadini dell’Unione europea o extra europea, siano condannati a oltre due anni di reclusione o che siano residenti in Italia senza gli idonei requisiti lavorativi, di studio o per emergenze umanitarie;

2) il sindaco Gian Luca Marconi ad inoltrare immediata richiesta d’espulsione per i cittadini albanesi Salmi Mocka, Edmond Ismailaj ed Emiliano Coku, motivata dai reati commessi: aver promosso disordini, tra i quali l’ostacolo al traffico veicolare, turbato la quiete pubblica, attuato violenze alle persone, commesso atti vandalici al patrimonio pubblico, proferito reiteratamente gravi minacce (minacce di morte) e offese verso appartenenti alle forze dell’ordine, singoli cittadini italiani e l’intera comunità residente.

(Alessandro Raniero Davoli, consigliere comunale e capogruppo “Castelnovo libera”)

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5 Commenti

  1. Bravo Davoli!!
    Concordo pienamente con Davoli, ma fino a quando si continua a fare i buoni samaritani e dare casa a cani e porci che non lavorano, non pagano l’appartamento, i servizi comunali, ma anzi ricevono i soldi dalla comunità… (che poi spendono al bar), non possiamo aspettarci niente di diverso!

    (Commento firmato)

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  2. Il moralista
    Ciao commento firmato… Speriamo che gli extracomunitari da noi smettano di comportarsi da leghisti. Leggetevi prima di scrivere.

    (mn)

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  3. Richiesta
    Ritengo che la vicenda sia meritevole di esame approfondito. A volte vedo al Consiglio omunale sottufficiali dei Carabinieri e il comandante Rocchi. Mi auguro di vederli anche stasera; chissà che non escano nel dibattito anche diverse versioni dello svolgimento dei fatti?!

    (u.g.)

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  4. Per U.G.
    E’ difficile potersi aspettare differenti versioni da parte di spettatori al Consiglio: mica è una seduta aperta, e quindi gli unici con diritto di parlare sono i consiglieri…

    (Commento firmato)

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  5. Replica a commento firmato
    Dibattito è un pubblico confronto su di un tema dato. Il Consiglio omunale solitamente NON si svolge a porte chiuse ma è aperto al PUBBLICO. Se il tema è quanto accaduto la notte del 6 gennaio i diversi consiglieri (di maggioranza e delle diverse opposizioni) possono intervenire (dibattimento pubblico) in base ad un regolamento che fissa di suddetti interventi, tempi e modi, di gruppi consiliari e dei singoli consiglieri. A Castelnovo circolano voci non ben definite riguardo allo svolgimento dei fatti accaduti quella notte. Qualche consigliere avrebbe potuto benissimo farsi portavoce di quelle versioni differenti.
    Scusi, dove ha letto che ho parlato di interventi degli SPETTATORI? Mica era un Consiglio comunale aperto! Ma visto che LEI li cita c’era tra gli SPETTATORI (MUTI) un Maresciallo dei Carabinieri. Ho osservato attentamente le sue espressioni. Sa, alle volte non è indispensabile parlare per comunicare.

    (Umberto Gianferrari)

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