La montagna vuole continuare a camminare

Dopo quello del novembre scorso, giovedì prossimo, 12 aprile, alle ore 20,45, si terrà un nuovo incontro intervicariale montano a Marola. Due i temi sui quali si appunterà l'attenzione: come celebrare il giorno del Signore: valorizzazione della Messa, aiuto tra le diverse comunità, in attesa del presbitero; corresponsabilità dei laici, ministeri di fatto, referenti parrocchiali, partendo dal battesimo e dal sacerdozio comune a tutti i fedeli.

"E' una scelta ristretta - commenta don Luigi Gibellini - tra le tante cose emerse nello scorso incontro di Marola, ma non si poteva riparlare di tutto; per questo abbiamo provato a prendere questi due aspetti, pensandoli come molto importanti ed attuali e soprattutto pensando che ci possano dare l’occasione per crescere e dare vitalità alle nostre parrocchie di montagna".

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PER RIFLETTERE

La Messa centro dellaa vita parrocchiale:

tenere aperte tutte le chiese e celebrare in tutte le comunità è una scelta…

quali criteri darsi per considerare che abbia senso e sia bene celebrare in quella comunità…?

come viverla meglio? come poterla celebrare insieme come comunità… con la partecipazione di tutti?

trovarsi durante la settimana a leggere insieme la Parola di Dio… aprire la chiesa… preparare l’altare… i lettori… le preghiere dei fedeli… i canti… il tempo prima e dopo la celebrazione… il desiderio di celebrare, di celebrare per tutti…

“le domeniche insieme”…

quale complementarietà ci può essere tra le varie parrocchie? come sostenersi ed arricchirsi vicendevolmente? cosa vuole dire essere un’unità pastorale? quale scambio ci può essere tra le parrocchie più grandi e quelle più piccole?… e il vicariato? e tra vicariati?

e quando non è possibile celebrare tutte le domeniche la Messa...?

o quando per celebrare meglio conviene darsi più tempo…?

celebrare il giorno del Signore con la liturgia della Parola può essere un aiuto… una scelta… un cammino…?

Il battesimo fa di noi un popolo nuovo, la Chiesa viva… Abbiamo il dono del sacerdozio comune...

sentirci pietre vive, considerare le nostre comunità non solo come edifici o riti, ma come persone che unite a Cristo pietra angolare e sostenute dal dono dello Spirito Santo e dai sacramenti, formano la Chiesa… abbiamo tanti limiti, abbiamo tanti peccati, ma siamo chiamati a mettere a frutto i nostri doni, a mettere al servizio di Dio e dei fratelli quello che siamo e quello che abbiamo… per vivere ed annunciare il Vangelo, per rendere presente l’Amore di Dio, per far crescere il Regno di Dio…

come valorizzare i doni di tutti? come uscire dall’indifferenza? come diventare partecipi e protagonisti?

la figura del referente parrocchiale… la figura dell’animatore liturgico...

la carità che anima la comunità… la missionarietà…

il prete non delega il suo sacerdozio, ma lo arricchisce e completa con il dono proprio dei laici…

il laico non sostituisce e non imita il prete, ma esprime e vive il suo battesimo e assicura la continuità e la capillarità della pastorale…

preti e laici insieme, in comunione, continuano l’opera di Cristo e formano la chiesa…

POSSIAMO FARE DELLE SCELTE E DEI CAMMINI COMUNI COME PARROCCHIE DELLA MONTAGNA?

 

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