Meglio andarsene in inverno…

Un nostro lettore segnala un episodio che, senza dubbio, è una spia dei nostri tempi. “Nessun rispetto per i morti che hanno la sfortuna di lasciare questa terra nel periodo estivo nel quale i nostri borghi montani pullulano di feste, sagre ed adunate varie”. AGGIORNAMENTO. Il sindaco toanese Lombardi: “Mero errore, ci scusiamo. Non si ripeterà”

L’immagine che documenta il fatto

Ci scrive un lettore, MagisterAndrew: “Volevo segnalare che nel comune di Toano non  c’è nemmeno il rispetto dei cari morti che purtroppo hanno la sfortuna di lasciare questa terra nel periodo estivo, in cui i  nostri borghi montani pullulano di feste, sagre ed adunate varie”. Come mai? ”Ieri mattina, proprio davanti ai miei occhi, un addetto del Comune ha spiaccicato alcuni cartelloni sopra un’epigrafe di un morto, quando i funerali si dovevano ancora svolgere! Ho subito chiamato in Comune e chi mi ha risposto mi ha detto che sì, ovviamente il gesto non era stato dei migliori e che si preoccupava di farlo presente a chi di dovere…”.

Prosegue MagisterAndrew: “Ulteriori parole per descrivere l’accaduto credo siano superflue, basta vedere la fotografia che allego. Mi permetto solo se non sia il caso di porsi due semplici domande: 1) l’addetto comunale sapeva leggere oppure era legittimo il suo gesto? In fondo il suo compito è quello di fare il suo mestiere; 2) il pover’uomo doveva aspettare l’autunno per morire??”.

“A parte le battute di spirito un po’ ‘britannico’ – rileva il lettore – si potrebbe risolvere questo spiacevole inconveniente se l’amministrazione comunale si preoccupasse di installare bacheche apposite per gli avvisi mortuari (del resto in altri comuni ci sono già spazi per questo)… In fondo basta poco: è anche questione di rispetto e di ordine. Credo che  ai cari del defunto dispiacerebbe vedere affissa l’epigrafe del proprio congiunto a fianco di una festa di partito o di una gnoccata in piazza… ma forse il problema sono i ‘fondi!’”.

“Sinceramente – è la conclusione con ironia amara - dispiacerebbe anche a me finire sotto ad una pubblicità del banco dell’oro o della festa delle amarene mature!”.

 

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5 Commenti

  1. Buongiorno. Desidero scusarmi per l’inconveniente verificatosi, scuse che rivolgo in particolare ai familiari del defunto. Non si è trattato di un atto intenzionale, ci mancherebbe, ma di un errore di lettura compiuto dal dipendente della Cooperativa sociale che svolge il servizio affissioni per conto del Comune di Toano. L’incaricato aveva infatti confuso la data, pensando che il funerale si fosse già tenuto. Sono certo che errori del genere non si ripeteranno più.

    (Michele Lombardi, sindaco di Toano)

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  2. Invio questo commento soprattutto per porgere le scuse ai famigliari del defunto per lo spiacevole accaduto, anche a nome del nostro dipendente. Sono sicuro anch’io che episodi del genere non si verificheranno più in futuro, ma ci tengo a ribadire l’assoluta buona fede dell’addetto della cooperativa, anche se di errori, nello svolgere il proprio mestiere, credo ne possano capitare a chiunque (almeno per me è così). Ci scusiamo con l’amministrazione e gli uffici competenti del Comune di Toano e con chiunque sia stato toccato moralmente dall’episodio.

    (Ermanno Tognetti, vicepresidente della cooperativa sociale Il Villaggio)

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  3. Gli errori si possono commettere, anche se spiacevoli, quando si lavora; un plauso al sindaco e al sig. Tognetti che sono prontamente intervenuti per scusarsi. Non sempre capita.

    (Fernando)

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  4. E’ sempre un mondo civile, quello in cui si chiede scusa. Le scuse sono purtroppo fuori moda, non solo per i politici ma anche per la gente comune, per i colleghi al lavoro, per gli automobilisti per strada. Dunque, il mio grazie a chi ha chiesto scusa. E’ un atto di civiltà, di ascolto del prossimo e di buon esempio.

    (Pietro Ragni)

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  5. Bene.. sarebbe bello però vedere anche fatti concreti, non solo scuse… E’ vero che al giorno d’oggi le scuse non sono di moda, ma credo sia anche giusto che i nostri amministratori si diano un po’ da torno… Credo che queste piccole trascuratezze siano un sinonimo di scarsa attenzione verso i cittadini, che pagano le tasse. In fondo mi hanno insegnato che è dalle piccole cose che si vedono le grandi… e non troviamo la scusa di dire sempre che non ci sono fondi!! Un po’ di sincerita credo ci voglia!

    (Guglielmo Ducoli)

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