“Non fare la diga di Vetto è inconcepibile”

Il “taglione” della diga

Riceviamo e pubblichiamo.

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Spett.le Redacon, da anni si fa presente che province e Regione hanno fatto opere per risolvere i problemi irrigui; la realtà è molto diversa e i danni ingenti di questi giorni all’agricoltura stanno a dimostrarlo, grazie a chi dice di no alla diga di Vetto. Chi vuole scaldarsi nel periodo invernale mette via la legna in autunno o dispone di gas o gasolio; chi vuole irrigare ha bisogno di acqua e se in estate non piove dove la prendiamo? Solo invasi come la diga di Vetto possono garantirla.

Il fiume Po che garanzie dà? Che tipo di acque fornisce? Quanta energia spreca il pompaggio di queste acque? Fino a quando si può succhiare il “sangue” delle falde? Tante domande e nessuna risposta. Solo il piccolo invaso di Vetto contribuirebbe a risolvere alcuni problemi.

Alcuni sostengono che bastino i piccoli invasi lungo il fiume. Più che acqua darebbero ghiaia, ma va bene anche la ghiaia, a volte è utile anche quella. Ma sostenere che i piccoli invasi sopperiscono al fabbisogno idrico ad uso irriguo, idropotabile, industriale e in parte energetico è ridicolo solo a pensarlo, a dirlo serve un bel coraggio, ben sapendo che solo l’impianto di sollevamento delle acque del Po a Boretto solleva oltre 200 milioni di metri cubi di acqua all’anno.

“Una diga in inerti naturali identica a quella prevista a Vetto”

Il Comitato ritiene che se qualcuno insieme alla montagna vuole fare morire anche l’agricoltura parmense e reggiana ci stia riuscendo benissimo; non sarà certo il Comitato a ringraziare chi vuole questo.

Distinti saluti.

(Lino Franzini, presidente del Comitato pro diga di Vetto)

 

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13 Commenti

  1. Assolutamente d’accordo con Lino Franzini, io spero infatti che si faccia davvero un’opera simile, ma chissà quanti freni, quante limitazioni…

    (Luca Malvolti)

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  2. Sono perfettamente d’accordo con Luca Malvolti.

    (Alberto Castellari)

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  3. Buongiorno Sig. Franzini, come il caldo e come ogni vigilia elettorale la diga di Vetto ritorna!!! Negli anni tante proposte, piccola, grande, più in là, più in qua!!! Ma la verità e che non si fa, ma perchè??? A mio modesto parere, che esprimo sempre pubblicamente, con la DIGA Vetto sarebbe il paese più fiorente e ricco della montagna, grazie ai proventi derivati dalla diga. E’ stato un suicidio collettivo cassare la diga negli anni 90, il territorio si è impoverito, le case hanno perso valore, gli esecizi hanno chiuso. Le chiedo: perchè non fa un referendum, pro o contro la diga, nei territori che la stessa interesserebbe, con questo alla mano si reca a Bologna, a Roma ma anche a Bruxelles per cercare i fondi per costruirla, da qui bisogna partire, capire se la gente del territorio la vuole!!! Se è pro diga la strada l’ho indicata, se è contro lasci perdere il suo Comitato avrà la palla al piede…
    La saluto e le rinnovo la mia stima, Lei è come me, ci ha esso la faccia a differenza di altri che al BAR esternano le c….e del giorno, ma poi quando si tratta di parlare in pubblico hanno la tessera dei “sordomuti”.

    (Roberto Malvolti)

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  4. Sono pienamente d’accordo con chi sostiene la costruzione dell’invaso. Purtroppo, non si deve fare i conti con quello che fu, ma si deve valutare la situazione per come è e soprattutto pensare a quello che sarà. Le variazioni climatiche a cui stiamo andando incontro, con una tropicalizzazione del nostro clima, sono oramai palesi ed è necessario intervenire con celerità. Fino a pochi anni fa, se la memoria non mi inganna, una delle motivazioni con cui si affossava la costruzione della diga era relativa all’impatto che questa avrebbe avuto sulla flora e fauna del fiume. Oggi ritengo che tali scenari siano completamente mutati in quanto ci troviamo nella situazione di doverci porre la domanda su che impatto possa avere la mancanza totale di acqua. Ho percorso alcuni rii e torrenti che confluiscono nell’Enza e, con mio rammarico, ho potuto constatare solo la morte dei pesci e di tutto ciò che vi è connesso per l’inaridimento delle fonti. Amici pescatori mi hanno poi riferito di situazioni analoghe un po’ lungo tutto il percorso del fiume, oltre a sottolineare come l’Enza sia quasi inesistente dopo S. Polo per via del prelievo massivo di acqua. Costruire l’invaso significherebbe poter gestire situazioni critiche come queste, mantenendo in vita il corso d’acqua principale nei periodi più critici potendo anche supportare la richiesta dei vari utilizzatori (civili, agricoli, industriali).
    Speriamo che la politica dia un colpo di reni per accelerare le pratiche perchè, se dovesse accadere ciò che spesso avviene in Italia, ci troveremo a posare la prima pietra in un greto oramai asciutto.

    (Mattia Davoli)

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  5. D’accordissimo con Franzini, la diga e indispensabile sia per la montagna sia per la pianura.

    (Walter)

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  6. Come sempre nel nostro paese gli investimenti veramente utili non vengono presi in considerazione…. Se posso permettermi una battuta, mi chiedo che utilità abbia (ad esempio) la splendida rotatoria a Gazzolo… Forse serve piu della diga?? Mah… soliti “misteri italici”.

    (Fabio Presenza)

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  7. Solo una spregiuducata e intollerabile “miopia politica” vuole ancora sostenere che la DIGA DI VETTO non è necessaria, anzi superflua, ma intanto continuano a mettere DIVIETI… vietato innaffiare, vietato lavare auto, vietato lavarsi più del solito… e fra un po’, prima di tirare lo sciaquone, in quanto servono dai 10 ai 12 litri di acqua, in bagno dovranno andare almeno tre persone… E poi giù a PIANGERE… povera agricoltura… povere bestie… come andremo a finire… Ma questi incapaci e sprovveduti… CONTRARI… dureranno ancora per molto??.. Spero e mi auguro proprio di NO!!! Anzi, con questo “secco”…

    (Andrea)

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  8. Io non sono un tecnico ambientalista e mi intendo poco di dighe ma lasciare scendere quel ben di Dio che è l’acqua e che la natura ci mette a disposizione senza sfruttarla e sfruttarne l’energia mi sembra una offesa alla natura stessa. Specialmente in questi momenti di crisi!

    (Ermete Muzzini)

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  9. Non c’è che dire, questi amministratori vettesi sono veramente dei Futuristi… Si nota in tutto, negli investimenti, nelle nuove attività create, nelle idee e anche nel confrontarsi con il prossimo sono veramente aperti e mostrano tutta la loro cultura. Ah sì, una giunta così eccellente non s’era mai vista. Ma non c’era il detto che… il gioco è bello fin che è corto…?????

    (AL)

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  10. Non ho mai capito bene il perchè ma la diga di Vetto è considerata “di destra”, per cui, in un territorio “di sinistra” è pressochè impossibile da costruire… Suggerirei al signor Franzini di porsi come obiettivo prioritario quello di dimostrare ai politici emiliani che la diga, in realtà, è di sinistra: come per incanto tutto diventerebbe fattibile!!!

    (Ivano Pioppi)

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  11. E’ ora di smetterla di dare per forza una collocazione politica ad ogni scelta importante che si deve mettere in atto per il miglioramento di un territorio. E’ questione di buon senso, ma gli assessori vettesi, ammesso che mai lo abbiano avuto, ora lo hanno proprio smarrito. Molto meglio far prevalere le proprie idee con arroganza e prepotenza… Ma il problema ancora più grande è che di idee non ne hanno proprio… Forse non hanno più obbiettivi a loro favorevoli da perseguire… Mah?!

    (BZ)

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  12. Chi vuole scaldarsi d’inverno può scegliere due strade: tagliare un bosco intero continuando ad alimentare un sistema inefficiente, oppure realizzare interventi di risparmio energetico per un uso più razionale delle risorse e tagliare solo parte di quel bosco. La prima è più semplice e immediata, la seconda più faticosa ma ragionata e sostenibile a lungo termine. Invece della diga, partiamo ottimizzando i sistemi di irrigazione, le colture utilizzate, il sistema distributivo dell’acqua, realizzando invasi con un impatto ridotto, casse di espansione. Per il beneficio della collettività e non del solito monopolio di pochi.

    (Simone)

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  13. Cari tutti, parto da qualche osservazione: la diga vuol dire semplicemente ingabbiare l’Enza e sotto la diga, specie nel periodo estivo, il deserto, visto che la diga viene realizzata non certo per il benessere del fiume e vallata ma per portare più acqua alla bassa per i campi (e su questo non ci sono dubbi!) e tranne in caso di forti temporali durante il perido estivo per motivi di sicurezza si apriranno gli sbarramenti per ovvi motivi. Il fiume sotto la diga sarà destinato a scomparire. Ditemi quello che volete ma la vallata sarà rovinata, che peccato, in un tempo in cui la politica non brilla certamente di onestà delle vostre rassicurazioni non so che farmene, fin che cade un viadotto di autostrada appena realizzato, dei ponti che crollano in autostrada/statali per la negligenza del nostro sistema Italia e, anzichè semplicemente scusarsi, si rimpalla la Regione la Provincia, il Comune, etc, etc, la responsabilità, bhe, che dire, la nostra vallata non sarà mai più la stessa. Che tristezza! Certo adesso capisco tante cose, perché il frantoio di Vetto che devasta il fiume da anni scavando il letto del fiume per poi sentirsi dire non c’è più acqua lascia il tempo che trova, i progetti, cari lettori, vengono da lontano, da molto lontano. Il Secchia, per esempio: mi risulta che da tempo il frantoio è stato chiuso, certo non dovevano farci una diga, mentre l’Enza se perde di valore meglio ancora, così il progetto della diga avanza meglio! Questa è solo una mia opinione e mi si perdoni i toni, ma credo ogni persona possa esprimersi, se ancora esiste una democrazia! Cordiali saluti.

    (Roberto)

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