Racconti d’Appennino 1 / “Il vero volto dell’Emilia-Romagna”

Paola Savi

Paola Savi è una ragazza, milanese di nascita ma montanara "di desiderio", che inizia oggi a collaborare al nostro giornale. Le diamo il benvenuto e apriamo con la pubblicazione del primo di 15 racconti brevi - quello che dà il via alla serie, che leggete sotto, più breve degli altri - che hanno per oggetto angoli, eventi e situazioni del nostro Appennino che questa estate ha potuto "fare propri", annotandosi con costanza piccoli diari divenuti quasi delle "fotografie da leggere".

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Premette, presentando qualcosa di sè, Paola: "Scrivere è sempre stata una passione dettata da un’esigenza. Fissare su carta emozioni e immagini è un esercizio introspettivo interessante che ho coltivato nel tempo come attività che unisce corpo e mente in un tutt’uno, come in una sorta di meditazione. L’estate appena passata mi ha offerto il tempo giusto per potermici dedicare senza fretta e con divertimento. Ho passato infatti due lunghi mesi sopra il paese di Vetto, sola nella mia casa di campagna. Da anni sono legata a questi luoghi, all'Appennino reggiano, in cui ho una fetta di famiglia residente. Sono milanese di nascita, ma adoro l’Appennino che fin da piccola mi ha offerto un senso assoluto di libertà e gioia a cui oggi si è aggiunta la consapevolezza di essere una delle ultime oasi di pace e bellezza del nostro Paese, che merita di essere riscoperta e rivalutata per quanto vale, nel rispetto dell’ambiente naturale e delle sue tradizioni. Girando senza meta nelle giornate estive, mi sono resa conto che non deriva solo dalla natura il forte fascino che emana; é una terra piena di storia, cultura, tradizione, lavoro, gente orgogliosa e tosta che provoca in me interesse e curiosità da scoprire. Così quest’estate ho tenuto un diario intitolato 'Racconti d’Appennino', in cui ho descritto luoghi, emozioni, sensazioni e incontri nati nei tanti giorni vissuti in questa terra. Ne sono usciti 15 racconti, che spero susciteranno in chi li leggerà piacere ed interesse".

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E' arrivato un forte vento dal pomeriggio che ha pulito il cielo. Ora é tornato turchese e luminoso. Tutto si muove e suona. Loli, Gandhi e io abbiamo camminato al buio per una stradina bianca, vedendo solo il contorno rosso lasciato dal sole dietro a montagne nere. Tornando sulla strada asfaltata, incontriamo viaggiatori notturni in bicicletta. Hanno pile frontali e approfittano dell'aria fresca per una nuova tappa. Ci salutano per primi e malgrado l'ansimare ci sembrano allegri. Sorridiamo anche noi. Senso di libertà. Restiamo a guardarli fino a che spariscono dopo il tornante. Allora ci salutiamo e Loli mi abbraccia nell'augurarmi la buona notte. É stata una bellissima serata e ci lasciamo dicendo che non avremmo immaginato un'estate così bella e serena, in tempi tanto duri.

Rimasta sola, rientrando alla "base", un'altra immagine mi colpisce: una tavolata di gente in un'aia che parla a voce alta, mangia, ride.... Il volto vero dell'Emilia-Romagna... Mi sembra di essere in un altro tempo e l'idea mi piace da morire...

(Paola Savi)

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25 Commenti

  1. Anch’io sono una montanara d’adozione e non andrei ad abitare in nessun altro posto, nemmeno nel mio luogo di origine. Il “nostro” Appennino è splendido come la sua gente e, visto che io non sono brava a scrivere, leggerò tutti i tuoi racconti.

    (Gloria)

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  2. Ciao Paola, mi chiamo Attilio, sono nato a Rosano ed ho vissuto a Milano per lavoro per ben 38 anni. Finalmente da alcuni anni sono tornato nel nostro splendido Appennino e mi sto dedicando al volontariato per tenermi attivo. Sono rimasto piacevolmente incantato nel leggere il tuo primo breve racconto. Grazie per amare la nostra terra e le nostre tradizioni, sono d’accordo che tanto si debba fare per valorizzare sempre di più il nostro territorio e la nostra storia. La nostra speranza che tanti giovani si innamorino come lo sei tu. La mia generazione purtroppo spesso non sa apprezzare quanta bellezza e ricchezza abbiamo a disposizione. Spero di leggere presto le tue nuove storie, ciao e complimenti.

    (Attilio Giovani)

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  3. Ciao Attilio, sono d’accordo… E’ tutto sotto i nostri occhi, basta saperlo cogliere e liberarsi dai tanti, troppi orpelli di cui pensiamo aver bisogno… Grazie e benvenuto! A presto.

    (Paola Savi)

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  4. io che li ho letti in diretta confido nel piacere di chi li legge in differita, racconti di una terra che ho vissuto intensamente da bambina e che oggi da adulta apprezzo ma tengo solo per me le impresioni, vederle raccontate da te mi ha fatto ricordare e rinnavare l’amore per questa terra che sento tato mia ma che purtroppo vivo poco.
    (natascia)

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    • Cara Natascia, é un complimento grandissimo! Tenere un diario di impressioni personali sulle mie vacanze solitarie in Appennino é stato molto interessante e gratificante ma se leggerlo é un piacere anche te, se rinnova emozioni e amore allora mi rende davvero felice! Ciao.

      (Baccaleo)

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    • Grazie Natascia, che belle le tue parole… cercare di fissare su carta riflessioni e suggestioni è stato un esercizio interessante e divertente ma se poi, riescono a suscitare in altri emozioni e amore… beh! cosa posso volere di più? grazie…

      (Paola Savi)

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  5. Commovente, grazie Paola.

    (Baccaleo)

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  6. Alla sera, quando vado in vegg per stalle, trovo sempre utile connettermi a Redacon. E leggere e condividere quanto ci leggiamo. Così va a finire che a volte discutiamo, altre apprezziamo. Come in questo caso. Spero che la brava Paola possa scrivere racconti anche sul nostro mondo agricolo che, con la crisi, ne ha davvero tanto bisogno.

    (Merensio da Bebbio)

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    • Merensio… nei prossimi racconti ho parlato anche della terra, la nostra d’Appennino, cosí dura da coltivare… E poi del mondo contadino, quasi del tutto scomparso, che mi auspico possa essere riconsiderato perché é la nostra storia, la nostra radice e credo anche il nostro futuro… Ciao.

      (Baccaleo)

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    • Merensio… grazie per avermi comunicato il tuo apprezzamento. Rispetto a quanto dici, sono talmente d’accordo con te da aver parlato in questi miei racconti della nostra terra, del duro lavoro nei campi e delle tradizioni e lotte del mondo contadino che hanno lasciato tracce forti in tutti noi. Rivalutare le campagne è un’operazione urgente, necessaria perchè è storia e radice ma è anche risorsa per il nostro futuro… seguimi! ciao.

      (Paola Savi)

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    • Credo di aver erroneamente destinato la risposta al tuo commento ad Alberto!!! Sorry… qui allora, rispondo ad Alberto (leggeteli incrociati)…

      Alberto, sono contenta di aver riprodotto in parole la magia di quella notte estiva! E’ un piacere averti come ammiratore! Grazie davvero.

      (Paola Savi)

      Rispondi
  7. Sto diventando un tuo ammiratore….. bello, ero li immagini e sensazioni.

    (Alberto)

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  8. Mi suscita un po’ d’invidia questa tua esperienza così introspettiva ma senz’altro più forte è la gioia di scoprire che hai trascorso giorni così interessanti e sereni: non vedo l’ora di leggere gli altri tuoi racconti, brava Paola, la tua scrittura mi ha colpito: io non conosco questa terra ma ciò che racconti e come lo racconti sono un vero stimolo. Un abbraccio!

    (Anna Del Piccolo)

    —–

    Approfittiamo per comunicare che la pubblicazione dei pezzi avrà cadenza settimanale.

    (red)

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  9. Ciao Paola, che dire… dopo tutto quello che ci siamo dette, tutte le passegiate che abbiamo fatto, ammirando, annusando, sentendo, toccando e… mangiando! In questi luoghi pieni di fascino e naturalezza, luoghi veri, gente vera sensa fronzoli con una storia alle spalle importante di prepotenza… Sono orgogliosa di questi racconti fatti dalla tua mano guidata da una mente e un cuore pieni di poesia. Continua Paola sono sicura che non si fermerà tutto lì. La tua mente, la tua mano e il tuo cuore continueranno a volare!!
    Grazie Appennino, ti portero sempre con me!

    (Dolors Pernal)

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    • Ciao Loli, chi mi sta commentando è la mia carissima Loli, amica e donna fantastica con cui ho condiviso un gran buon tempo quest’estate al B&B “Nonna Rosina” e nel girovagare in Appennino!!! Grazie Loli, un bacino.

      (Paola Savi)

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  10. Questi racconti coinvolgono chi questi luoghi li ha vissuti, chi è stufo della vita cittadina e vuole sognare e respirare l’aria allegra di questa regione. Io che ho origini per metà emiliane, in questi posti che Paola descrive, ci vivrei volentieri. Ringrazio Paola che è riuscita, almeno con l’immaginazione, a trasportarmi in un angolo di questa nostra Italia bellissima.

    (Sara Reale)

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  11. Dopo tanto girovagare sono ritornata ad abitare nel paese d’origine: in alto crinale; qui la vita è semplice, le persone sono temprate dai sacrifici, godi di albe e tramonti indescrivibili, notti di luna piena, boschi di castagno e faggete dove passeggiare, riassapori i profumi dell’infanzia e la dolcezza della natura. E poi che dire dei bambini che nelle serate estive riscoprono il gioco del nascondino. In Appennino puoi praticare tutti gli sport, mangiare, bere del buon toscano o dell’acqua di fonte leggera e fresca in allegria. In inverno il calore del camino o della stufa a legna ti fa compagnia nelle lunghe serate. Questa è la genuina Italia!!!

    (Maria)

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  12. Come dice Libereso Guglielmi, meraviglioso uomo e ispiratore del personaggio il Barone rampante di Italo Calvino, “Io penso che ogni tanto tu dormi e c’è un seme che ti casca vicino ed è un pensiero nuovo che cade. All’indomani ti svegli e dici: “Ma quello lì è mio oppure l’ho sentito?”… Poi li crei tu (i racconti)… La tua vita è un racconto, un grande racconto, tu sei partecipe come tutti; e io cerco di mettere nel mio racconto tutto: l’insetto, l’animale, il fiore; è allora che vivi una vita bella”.
    Cara Paola, rileggere nuovamente i tuoi racconti d’Appennino è un vero piacere dopo averli ascoltati attraverso la narrazione orale in quella bellissima serata tra amiche al “Nonna Rosina” di Costaborga (Vetto).
    Grazie per averci reso partecipi dei tuoi momenti di esperienza estetica insieme a Gandhi e a Loli.

    (Ines Bertolini)

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  13. Cara Paola, i tuoi racconti sono stati molto importanti per me nella mia breve estate. Leggerli nella loro chiarezza, semplicità ma profondità, è stato come fare mie esperienze emotive e sensoriali che hanno lasciato la percezione di aver fatto un bel viaggio in luoghi bellissimi che appartengono anche alla memoria. Aspetto con ansia sviluppi letterari. Un abbraccio fraterno.

    (Elisa Ovadia)

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