La discarica di Poiatica dev’essere chiusa: pericolo frane

Proprio mentre per la giornata di sabato è prevista la manifestazione a Carpineti contro l'allargamento della discarica di Poiatica, riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Michele Lombardi, sindaco di Toano, che in veste d'amministratore solleva sia il tema della chiusura, ma anche quello della sicurezza idrogeologica della discarica stessa.

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Toano, 13 novembre 2013

“La discarica di Poiatica? Dev'essere chiusa”: non ha dubbi il sindaco Michele Lombardi, che ribadisce come la posizione del Comune sia chiara da tempo.

La discarica di Poiatica

La discarica di Poiatica

“L’impianto, che è operante dal 1995 e che è di valenza provinciale - prosegue Lombardi - si trova, seppur in territorio di Carpineti, sull'altra sponda del fiume Secchia, a ridosso del toanese, ed è quindi particolarmente importante per noi prevederne, dopo quasi vent'anni di attività, il superamento. Già nelle osservazioni inviate alla Provincia nel 2012 abbiamo chiesto che vengano avviate tutte le possibili misure per arrivare, nel minor tempo possibile, alla chiusura di Poiatica”.

Ribadisce il primo cittadino: “Toano e Carpineti hanno infatti ‘dato’ a sufficienza. Da ora in poi occorrerà pensare a nuovi siti per i rifiuti reggiani, con la speranza che, grazie alla costruzione di un impianto di trattamento meccanico biologico in pianura e al potenziamento della raccolta differenziata su tutto il territorio provinciale, le quantità che resteranno da smaltire in futuro siano molto più contenute che non quelle di oggi”.

Sottolinea inoltre il sindaco Lombardi: “La questione è seria. Nessuno può sapere con certezza che cosa possa produrre in futuro, in termini di effetti negativi, l’enorme quantità di rifiuti sepolta sotto terra a Poiatica. Solo ora stanno iniziando studi approfonditi e specifici, a livello europeo, per capire i possibili effetti sulla salute umana di questo tipo di discariche”.

A parte “la salute, che è comunque la cosa più importante - conclude Michele Lombardi - cosa potrebbe succedere se, a causa di frane o di terremoti, qualcosa uscisse dall'involucro di Poiatica e si riversasse nella vallata del Secchia? Non vogliamo fare allarmismi, ma riteniamo che il problema vada affrontato seriamente e oggettivamente, perché le preoccupazioni della nostra popolazione sono anche quelle di noi amministratori”.

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Aggiornamento

Intervento del sindaco di Carpineti, Nilde Montemerli: "Leggo le dichiarazioni di Michele Lombardi sulla discarica di Poiano (Poiatica, forse un lapsus, ndr) e sono contenta della fiducia che dimostra nell'apertura dell'impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB) di Reggio entro i termini proposti inizialmente. Non sapevo poi che il sindaco Lombardi si fosse iscritto ai comitati per la chiusura della discarica. A questo punto, immagino che sarà presente sabato 16 novembre a Carpineti alla manifestazione in piazza promossa dai comitati. La mia porta è sempre aperta, quel giorno se lo vorrà potremo discutere direttamente della questione della discarica e della sua chiusura. Sempre se lo vorrà, gli mostrerò anche tutte le osservazioni sulla chiusura che come Comune di Carpineti abbiamo presentato in Regione, mentre non mi risulta che il Comune di Toano abbia fatto altrettanto".

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Aggiornamento 14 novembre

Il consigliere capogruppo provinciale Pdl Giuseppe Pagliani ha presentato in tema un'interrogazione a risposta scritta alla presidente Sonia Masini. Le richieste, dopo un'ampia premessa, sono le seguenti:

- come mai, se l’Asl afferma che gli Agaricus non fanno testo come bioindicatori delle emissioni della discarica, ricadute sullo strato più superficiale del  suolo, perché  raccolti  nella valle del Tresinaro,  in quello stesso studio è scritto che i campioni raccolti nel territorio di Carpineti sono stati presi in  gran numero anche in zona Castello, Savognatica, Colombaia e  Marola;

- come mai se gli Agaricus hanno assorbito  più piombo, mercurio e cadmio nel territorio di Carpineti, piuttosto che in altri suoli della provincia,  questi non possono essere impiegati come bioindicatori dei suoli  in discarica,  dimostrando così la loro possibile commestibilità;

- come mai lo studio Ispra sui funghi del territorio reggiano, curato curiosamente anche da Enìa, non è mai stato diffuso da questa per la notevole mole di informazioni ambientali che riguarda gran parte dei comuni della provincia;

- come mai, se come dice l’ASL ci sono inquinanti ubiquitari, non c’è traccia delle micropolveri dell’industria ceramica nei muschi e licheni osservati nello studio di Bergonzoni per Iren;

- come mai l’ASL giustifica la diffusione del piombo come ubiquitaria, mentre non spende una parola per giustificare la forte contaminazione di mercurio nell’area di Carpineti;

- se dalle TABELLE dello studio per EU SOILS a cura di Marco Bergonzoni, è possibile trarre informazioni nuove sullo stato di inquinamento ambientale nel territorio circostante, e se in base a questi dati, calcolati sulla base al biogas emesso dalla mole di rifiuti conferita al 2002, è possibile oggi  ricalcolarne l’incremento di conseguenza ai rifiuti conferiti al 2013;

- se Arpa ammette che il biostabilizzato era prodotto da impianti extraregionali, e che se ne è stato sospeso l’utilizzo per le operazioni di capping, lasciando intendere che non fosse idoneo, chi ripaga il danno subito dalla  popolazione residente nei pressi della discarica,  a causa dei miasmi legati all’incremento del biogas;

- come mai  si continua a celare il nome del produttore del biostabilizzato in questione?

- se dietro al traffico di un biostabilizzato non idoneo all’operazione di capping, si nascondano speculazioni o smaltimento di rifiuti altrimenti destinati a discariche per rifiuti pericolosi;

- se non toccherebbe all’ Asl e ad Iren  informare il corpo insegnante sulla pericolosità della carica microbica dell’aerosol che gli studenti in visita in discarica, potrebbero respirare, dal momento che sia l’Istituto Superiore di Sanità, sia Marco Bergonzoni, geologo assunto da Iren, hanno tratto le medesime conclusioni, e non viceversa che il corpo insegnante si prenda la briga di intuire rischi sanitari che non sono di sua competenza;

- a chi si riferiscono i nove camion di privati che hanno conferito rifiuti in discarica nel 2002;

- se è finalmente possibile sapere da quale impianto extraregionale  proveniva il biostabilizzato usato per il capping nei mesi scorsi, e chi aveva certificato la sua idoneità;

- se è lecito il taglio dei boschi per evitare infiltrazioni e ruscellamento delle acque in discarica;

- se è possibile conoscere il costo delle  continue opere di consolidamento dei versanti franosi in discarica, che si sono ripetute negli anni, e soprattutto di quanto è venuto a costare consolidare con terre armate novemila metri quadrati sul versante ovest;

- come mai Arpa minimizza il rischio dell’aerosol in discarica, scrivendo che comunque i rifiuti sono coperti giornalmente, quando si sa che molti di questi vengono triturati, e altri sono pulverulenti o particolarmente fermentescibili?

- se si è preso atto delle peculiarità delle argille presenti in discarica e delle sue diverse formazioni;

- se la formazione di Monte Piano, presente sul versante nord della discarica e sul fondo del quinto e sesto lotto,  al di là di come è descritta dai geologi assunti da Iren, nella letteratura scientifica può essere definita come una roccia solida e poco sismica;

- se da ciò che emerge nello studio EU SOILS si possono considerare ancora poco sismiche le formazioni geologiche presenti nell’area della discarica e se la massa dei rifiuti non sarà suscettibile di spostamenti a valle in seguito a scosse sismiche.

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Poiatica / “No all’ampliamento” (16 novembre 2013)

 

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20 Commenti

  1. A nome dei Comitati “Fermare la discarica” ed “Ecologicamente” non possiamo che accogliere con piacere e con un velo di emozione le parole sindaco Lombardi. Per la prima volta una figura istituzionale esprime pubblicamente e senza paure un secco no ad ulteriori ampliamenti della discarica di Poiatica. Sosteniamo il coraggio di averle esplicitate e rilanciamo l’invito a tutte le amministrazioni, di qualunque appartenenza politica, a cogliere questo coraggio per unirsi alla voce dei cittadini che tentano di rivendicare pacificamente il proprio diritto (ora sancito anche dall’Europa) a chiudere le discariche. La salute e il benessere non sono una questione di pochi o di qualche bandiera, sono questione di TUTTI. Abbiamo in questi mesi cercato di sostenere un senso critico nelle famiglie perchè facessero scelte consapevoli, non solo nell’esporre le proprie posizioni su Poiatica ma anche sul tema dei rifiuti a 360°. L’apertura di questo comunicato ci fa respirare aria di fiducia ed ascolto nelle istituzioni alle nostre preoccupazioni. Chi condivide questo messaggio – chiudere Poiatica al 5° lotto – può partecipare alla manifestazione sabato 16 novembre, ore 10, in Piazza della Repubblica a Carpineti. Per amplificare un messaggio che dal locale arrivi a tutte le sedi: le famiglie non vogliono più vivere dell’angoscia di Poiatica, vogliono cambiare.

    (I ragazzi tutti dei Comitati “Fermare la discarica” ed “Ecologicamente”)

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  2. “Le famiglie non vogliono più vivere dell’angoscia di Poiatica, vogliono cambiare”. Bellissime parole per chi la famiglia non la mantiene Poiatica.

    (Miki)

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  3. Frane e scosse sismiche ultimamente si ripercuotono su tutto il territorio della montagna e, se per ripristinare i danni e consolidare il terreno, urgono denari che il governo a fatica riesce a centellinare, immaginiamoci come questo potrebbe trovare le risorse per bonificare un eventuale tragico tracimare a valle del contenuto della discarica. Se persino il sindaco Lombardi si preoccupa della sicurezza idrogeologica della discarica, come mai sul PTCP non vengono segnalate le frane attive e quiescenti che convergono nella discarica e si è preferito per anni minimizzare inutilmente il problema? Come mai Iren Ambiente quest’anno ha dovuto consolidare novemila metri quadrati di terreno, sul versante ovest della discarica, a seguito delle forti piogge primaverili? Il problema esiste, e i timori sono più che fondati.

    (Laura)

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  4. Ma quando la discarica è stata aperta, dove eravate tutti, a Cervinia?

    (Davide)

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    • 20 anni fa, quando fu aperta, Poiatica era una discarica intercomunale voluta dalla comunità Montana per servire i comuni della nostra montagna. Non era una discarica provinciale nè tanto meno (speriamo non accada!) regionale. 20 anni fa i ragazzi dei comitati avevano, per la maggior parte, meno di 10 anni, oggi hanno una famiglia, dei figli ed hanno scelto di continuare a vivere nella terra in cui sono nati e dove sperano di veder crescere i loro nipoti. In salute.
      20 anni fa i nostri padri firmarono una petizione contro l’apertura della discarica, il risultato è tutt’oggi evidente!
      Oggi i nostri padri di 20 anni fa se ne sono andati… e purtroppo non a Cervinia.

      (Cristiano)

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    • La discarica è stata aperta – in un periodo in cui la consapevolezza ambientale era ancora scarsa – come discarica della montagna, al posto delle discariche non controllate presenti in ogni paese. Poi ci hanno insegnato a consumare in modo usa e getta e a produrre molti più rifiuti. Intanto la discarica è stata trasformata in una discarica per ospitare i rifiuti di tutta la provincia (più di 10 volte i residenti della montagna), potenzialmente per tutta la regione, certamente per i rifiuti delle belle anime di Parma e, probabilmente in più occasioni, per rifiuti provenienti da altre zone di Italia. Il tutto senza alcuna informazione e senza alcun coinvolgimento dei residenti della montagna. Da più di un anno a Reggio hanno spento l’inceneritore senza prevedere soluzioni alternative realistiche, perchè comunque c’è Poiatica. Il TMB è di là da venire, chissà se e quanto si farà, ma in ogni caso il TMB produce rifiuti e dove si potrebbero mettere se Poiatica è aperta? Al di là di questa cronistoria, senz’altro si può dire che la montagna reggiana ha già dato, ed eventualmente tocca ad altri.

      (SC)

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    • No, tutti d’accordo che la discarica andava fatta e contro Biagini che manifestò che non venisse aperta!

      (Elisa)

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  5. Presto ci saranno elezioni, a mio modo di vedere, chi tanto si è impegnato per questa nobile causa se verrà candidato perderà totalmente di credibilità. A buon intenditor poche parole, spero di sbagliarmi.

    (Davide)

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  6. Bell’esempio di gestione dei rifiuti, in una regione “all’avanguardia”. Sono sotto gli occhi di tutti, esempi moderni, economici, con alla base l’educazione civica ed il “vero riciclo con ritorno economico”. La mega azienda che gestisce i rifiuti della nostra provincia ed altre, tanto voluta e caldeggiata dai politici locali che addirittura oggi sono parlamentari, con amministratori strapagati, non è ingrado di gestire e migliorare la discarica di Poiatica, e tutto il resto? Se non ci sono idee, non è poi così difficile seguire esempi virtuosi funzionanti. Cordialmente

    (Fabio Leoncelli)

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    • La mega azienda non è solo voluta dai politici tanto lontani ma anche dallo stesso Leoncelli, che quando si votò per il passaggio di AGAC da consorzio a SpA e conseguente quotazione in borsa e il comune di Busana allora da lui amministrato (vicesindaco), votò al passaggio. Adesso non si può stupire delle conseguenza che le sue azioni hanno creato, è chiaro che un SpA deve fare utile, troppo bello fare il moralista adesso!

      (Benny)

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      • Gentilissimo signor Benny (e il cognome?), spero, anzi certamente, avrà letto i verbali del Consiglio comunale oggetto di passaggio Agac da consorzio a SpA anno 2001 e dei successivi passaggi AGAC-ENIA-IREN. Passare da consorzio a SpA con capitale totalmente pubblico locale non credo poi sia un fatto dannoso. Una SpA dovrebbe anche creare, come Lei dice, utili da utilizzarsi in determinati modi, nel caso specifico certamente a riduzione dei costi e per tecnologie moderene non inquinanti. Se poi i politici locali non si sono accontentati, anzi nell’anno 2005 hanno deciso di passare da Agac ad Enia allargando l’azienza fondendosi con Amps Parma e Tesa Piacenza, (controlli il mio voto e quello che dissi dai banchi della minoranza) non ancora contenti nel 2010 creano Iren fondendo AEM Torino ed AMGA Genova ed ENÌA. I risultati sono i modelli F24 che arrivano in questi giorni e sono, appunto, ad esempio la discarica di Poiatica. I grandi ultili della “mega azianda” dove sono? Sicuramente utilizzati per altre scelte. Il pubblico locale che gestiva per intero le quote cosa dice? Può ancora determinare qualcosa? Risponda Lei, era così importante fondersi con aziende dai bilanci in bilico? Non credo di potermi assumere alcuna responsabilità sui risultati odierni e sulle scelte prese.
        Cordialmente

        (Fabio Leoncelli)

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        • Troppo facile dire che andava bene una SpA tra enti locali, che utili doveva spartire se dalla gestione dell’acqua non se ne possono ricavare? Quindi sotto con i rifiuti, facile dare la colpa agli agli altri, adesso… le azioni hanno sempre delle conseguenze! Andava bene un consorzio per dividere le spese, stop. Se si fa una SpA ci si deve guadagnare altrimenti non serve, e purtroppo i soldi da qualche parte bisogna prenderli senza poi parlare di come al tempo, anche Lei, divideste le quote societarie…? Ma questo è un altro argomento.

          (Benny)

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  7. Io c’ero e abitavo già di fronte all’attuale discarica. Il pattume lo portavo a Roteglia, dove lavoravo, per non buttarlo nei fossi come facevano altri, quindi la discarica “per i Comuni della montagna” mi sembrava una soluzione migliore. Ma le promesse delle istituzioni, da allora in poi, sono sempre state disattese e così lotto su lotto siamo arrivati al 5°, con la prospettiva del 6° e “l’opportunità” di ricevere anche le ceneri degli inceneritori dell’Emilia che bruceranno pure i rifiuti del Lazio. A questo punto la Montagna è stanca e non crede più alle promesse da marinaio. Differenziamo, ricicliamo e basta Poiatica.

    (Tiziana)

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  8. Stavolta posso dire bravo Michele! Mi è capitato ben poche volte in tanto tempo e, anche se la maturazione di una presa di posizione come questa è stata troppo lunga, è sempre meglio tardi che mai. Sono deluso invece per il chiaro disappunto manifestato dal sindaco di Carpineti. Signora sindaco, guardi, non è un peccato trovarsi d’accordo con i comitati visto che questi sono nati dalla gente comune e composti da gente comune; da persone che si sono messe in gioco dedicando tempo e denaro per chiedere aiuto a persone come lei, semplicemente per affrontare un problema di tutti che sinora in troppi hanno finto di non vedere. I comitati, anche se vanno contro ad interessi economici e politici che sembra le stiano più a cuore delle loro preoccupazioni, sono da acoltare e non da combattere. Sinceramente per l’immagine che avevo di lei sono dispiaciuto che non riesca comprendere che questi ragazzi non sono una minaccia ma una grande opportunità e che sono un esempio sia per Carpineti che per la montagna tutta. L’ho già detto e lo ribadisco nella speranza che qualcuno se ne renda conto: è molto importante che ci siano giovani che amano la nostra terra e che cerchino un futuro per poterci restare a vivere, che ci siano giovani che non accettano di essere “mantenuti dalla discarica” ma che siano consapevoli di quanto un territorio naturale sia un valore aggiunto da promuovere e mantenere per poter vivere in montagna. Auguro di cuore a tutti noi che non succeda mai nulla che ci faccia rimpiangere scelte come questa di Poiatica e ricordo ai nostri sindaci che se errare è umano perseverare è diabolico, quindi almeno adesso fermiamoci qui.

    (Antonio Manini)

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  9. Dal sindaco di Carpineti potremo avere una sintesi di “tutte le osservazioni sulla chiusura che come Comune di Carpineti abbiamo presentato in Regione”. Sarebbe interessante per noi cittadini conoscerle.

    (Mery)

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  10. Qualcuno (possibilmente un tecnico vero) può rispondere ed eventualmente confutare gli interrogativi posti da Pagliani? Perchè, al di là delle polemiche di parte, ci sono situazioni che andrebbero chiarite una volta per tutte. I casi sono due: o Pagliani e tutti quelli contrari alla discarica raccontano balle e allora bisogna farli tacere, o indicano pericoli veri e allora bisogna ascoltarli e bloccare l’avvelenamento di un territorio che sarebbe ben più vasto dei comuni di Carpineti e Toano.

    (Remigio)

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  11. Oltre a quello dei due sindaci sarebbe opportuno conoscere anche il parere dell’assessore ambiente della Provincia, Mirko Tutino, in merito alla chiusura al V° lotto della discarica. Spero sarà con noi cittadini domani in piazza. Sarebbe il segnale che finalmente la politica ascolta il volere della gente e non delle multiutilities.

    (Stefy)

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  12. Tutino deve rispondere ancora a diversi quesiti, non sarà sufficiente chiudere la discarica e salire all’onore delle cronache come l’eroe di turno, dopo che il Pd per anni ha remato contro ad ogni battaglia ambientale contro Iren! Questi giochetti ormai sono risaputi e certe caramelle si attaccano ai denti.

    (Laura)

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  13. I commenti di Stefy e Laura non potevano essere più azzeccati. Forse il luogo più giusto dove manifestare era Corso Garibaldi.

    (Mattia)

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