“Qualcuno sa?”

Riceviamo e pubblichiamo.
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Ho visitato il complesso di Crovara, mi complimento per l'intervento e mi auguro che questo sito venga sempre più valorizzato. Arrivando da Vetto ho però notato che la lapide marmorea che si vede all'inizio del ponte che precede Crovara è stata decisamente rovinata. Allego una foto.
Crovara
Il danno non deriva tanto dall'applicazione dei volantini dell'iniziativa (anche se mi è sembrato paradossale valorizzare un recupero, coprendo un altro reperto storico...) ma da una ignota mano che ha pensato di imbrattare con una vernice bianca l'iscrizione latina sottostante che per me è sempre stata di origine misteriosa.

Ne auspico un pronto recupero, non è una grossa spesa.

A questo punto lancio un concorso ai gentili e attenti lettori: cosa significa la scritta, chi la fece esporre, quando è perchè? Qualcuno conosce l'origine degli enormi sassi regolari e squadrati su cui insiste la lapide?
Grazie.
/ldp
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4 Commenti

  1. Ieri ho visitato il sito e la chiesa, entrambi splendidi, anche il recupero è stato splendido. Se il signore che ha dato la notizia della lapide imbratta mi vuol dire il significato mi farebbe un piacere, devo scrivere un pezzo sul recupero della chiesa lo utilizzerei. Grazie.

    (Domenico Amidati)

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  2. Condivido il Suo garbato disappunto. Il problema, però, non sta tanto nell’esiguo costo per il ripristino della lapide – che peraltro era perfettamente integra fino a non molto tempo fa – quanto nel fatto che, credo, si ritornerebbe daccapo, nel momento in cui l’ignoto autore della scritta “Morte ai politici” la imbratterà di nuovo e qualcuno penserà bene di rimediare con una bella mano di vernice bianca. E l’alterco andrà avanti a oltranza, finché uno dei due non si stancherà e, dunque, prevarrà la tesi dell’altro. Perché questo è accaduto.

    (Cristiano)

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  3. A quanto ne so risale tutto all’epoca di costruzione del ponte (anni ’60), definirlo reperto storico mi pare eccessivo. La mano di vernice bianca in realtà ricopre una scritta fatta qualche tempo fa con vernice nera… era quella l’imbrattatura. Poi riconosco che non sia il massimo.

    (MC)

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  4. Anch’io sono transitato su quel ponte sabato scorso, subito dopo pranzo. Stavo raggiungendo Crovara per la cerimonia di inaugurazione. Tralascio lo stupore e lo sdegno. Quella lapide (difficile da decifrare perché il tempo ha cancellato la tinta nera dei caratteri) sta lì per diversi motivi, tutti validi:
    1) la fecero collocare sul basamento di sassi l’on. Pasquale Marconi e Don Angelo Rabitti, parroco di Crovara, nel 1969 per ricordare la costruzione della strada Rosano-Buvolo e di quell’ardito ponte che, per unire le due sponde, scavalcava il Mulino della Piagna ad una ventina di metri dal suolo;
    2) il ponte stesso diventava simbolo del superamento delle vecchie divisioni proponendo prospettive di progresso e sviluppo fra le genti del posto;
    3) il testo fu dettato da Mons. Francesco Milani, in un latino quasi ermetico, tipico delle iscrizioni su lapidi [concisione, sintassi estrema, abbreviazioni, uso dei caratteri romani];
    4) la cerimonia in programma mirava a mettere in risalto lo spirito che ha animato un bel numero di persone che si sono impegnate per valorizzare tutto l’ambiente circostante, con ripristino degli antichi tratturi di collegamento, con lo studio dell’ambiente nelle sue manifestazioni, col sacrificio personale per rendere fruibile a tutti il territorio. Tutto ciò lo si può riscontrare nel libro pubblicato per l’occasione: Crovara e la Val Tassaro. Proprio sabato, qualche ora prima della cerimonia, ho potuto parlare con un superstite di quell’opera. I sassi, anche se di mole consistente, sono del luogo, arenaria presente un poco ovunque nelle diverse valli da Scalucchia a Rosano. Appena possibile proporrò anche una riproduzione dell’iscrizione.

    (Savino Rabotti)

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