Riaperta parte della Pietra di Bismantova. Resta inaccessibile soltanto la “zona rossa” attorno all’area di crollo

Pietra zona rossa che resta chiusa

Pietra zona rossa che resta chiusa

Nella mattinata di oggi il sindaco Enrico Bini ha emesso una nuova ordinanza, che di fatto revoca quella di chiusura al pubblico di tutta l’area della Pietra di Bismantova a seguito del consistente crollo di materiale roccioso da un costone sovrastante il piazzale dell’Eremo, avvenuto venerdì scorso.

La nuova ordinanza fa riferimento ai numerosi sopralluoghi effettuati dal giorno stesso del crollo fino ad oggi (e altri ne seguiranno nei prossimi giorni: lunedì ad esempio ne è previsto uno con la presenza della Protezione civile nazionale) da parte di Vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia municipale, tecnici comunali, Servizio tecnico di bacino e geologi e studiosi dell’Università di Modena e Reggio. Questi ultimi seguono un progetto di monitoraggio ed analisi della Pietra a partire dal 2012, su richiesta del Comune di Castelnovo e del Parco nazionale, a seguito di un’altra frana che si era verificata nella zona del cosiddetto “Anfiteatro”, sempre vicino all’eremo ma dalla parte opposta rispetto all’ultima, lungo il sentiero che conduce alla Ferrata degli Alpini.

Spiega il sindaco Bini: “Grazie alle analisi effettuate anche attraverso l’utilizzo di un drone che ha realizzato riprese ravvicinate ad alta definizione è stato possibile identificare meglio l’area in cui permane un certo rischio di crollo ed instabilità delle pareti, danneggiate dallo stesso cedimento di venerdì. Abbiamo quindi deciso di riaprire l’area della Pietra di Bismantova, ma resta ovviamente la chiusura di quella che abbiamo definito “zona rossa”: l’area adiacente l’eremo, il tratto di sentiero che, passando davanti alla canonica, arriva all’Anfiteatro, le vie di arrampicata sportiva presenti nel tratto che va dalla verticale del rifugio fino allo stesso Anfiteatro ed ovviamente via Bismantova nel tratto dal Rifugio della Pietra fino al piazzale dell’Eremo dove rimangono i grossi macigni caduti. Una riapertura comunque importante perché diversi sentieri tornano utilizzabili per poter fruire dell’area di Bismantova: quello che compie il periplo alla base della rupe, imboccabile da Piazzale Dante, quello che sale da via Bismantova all’altezza della vecchia captazione Agac, circa un chilometro a valle di piazzale Dante, e quelli che salgono dalle località I Pavoni e Casa Pattino”.

Intanto nella giornata di ieri sono stati effettuati anche i primi interventi per il riordino della zona interessata dal crollo: grazie alla collaborazione tra soccorso alpino, associazione nazionale Alpini e Polizia municipale è stata spostata e portata via con un carro attrezzi l’auto di don Edo Cabassi, distrutta dal crollo; e grazie anche alla collaborazione di un privato che ha messo a disposizione il proprio furgone è stata anche prelevata, con tutte le cautele dovute ad un’opera d’arte, la grande statua di S. Benedetto, realizzata da Giorgio Benevelli, che era posta all’ingresso del sagrato e che è stata abbattuta da una grossa roccia. La statua, che presenta danni nella parte bassa, è alta circa tre metri, in rame, e quindi per dimensioni e peso il suo spostamento ha richiesto una ingente mole di lavoro. Ora è stata portata al sicuro in una struttura parrocchiale delle vicinanze.

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statua di san Benedetto, realizzata da Giorgio Benevelli

statua di san Benedetto, realizzata da Giorgio Benevelli

Il crollo

Il crollo

statua di san Benedetto, realizzata da Giorgio Benevelli

statua di san Benedetto, realizzata da Giorgio Benevelli

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3 Commenti

  1. Ma il ristorante che mi pare dentro la “zona rossa” dovrà rimanere chiuso? E per quanto tempo rimarrà la “zona rossa”? Grazie.

    (Alessandro)

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  2. Ma non mi sembra una gran cosa dire che la Pietra è riaperta, quando tutte le strutture recettive per i turisti rimangono nella zona rossa. Forse era meglio aspettare ed aprire tutto, se possibile. Così mi sembra di dare una notizia del “nulla”.

    (EM)

    Rispondi
    • Se guarda a modo, non tutte le strutture sono nella linea rossa. La Foresteria è utilizzabile. Penso che sia invece una gran cosa aver liberato il 90% della montagna, tornata ad essere usufruibile dagli appassionati. Sono convinto che, nei tempi più celeri possibili, si aprirà anche la zona rossa.

      (Gianni Zannini)

      Rispondi

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