“Il Pd in Consiglio provinciale boccia il nostro ordine del giorno pro ostetricia del S. Anna”

"Nella seduta di ieri del Consiglio provinciale, il Pd ha bocciato il nostro ordine del giorno che impegna a mantenere il punto nascite a Castelnovo ne' Monti, con il solo voto di astensione del consigliere e sindaco del capoluogo montano Enrico Bini. Il nostro obiettivo è quello di evitare che singoli reparti vengano smantellati con il rischio immediato e conseguente che lo stesso ospedale castelnovese possa subire un progressivo depotenziamento delle specialistiche". Così Giuseppe Pagliani in una propria nota stampa.

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Questo il documento bocciato

Ordine del giorno

Premesso che:

si assiste, nell'Appennino reggiano, ad una levata di scudi rispetto all'ipotesi di chiusura, formulata dal direttore dell'Ausl Fausto Nicolini, del punto nascita dell'ospedale Sant'Anna di Castelnovo ne' Monti, in ragione del numero di parti (circa 200) registrati, al di sotto del limite minimo di 500 previsti dall'accordo Stato-Regioni sottoscritto nel 2010;

Dato che:

entro il mese di luglio, la Regione dovrà definire, in ragione dell'evocato accordo, il piano di chiusura di alcuni dei suddetti punti nascita, pena la decurtazione dei trasferimenti statali per un importo variabile tra i 70 e 150 milioni di euro;

Considerato che:

l'accordo Stato-Regioni che qui interessa prevede, peraltro, delle eccezioni alla chiusura di un punto nascita con meno di 500 parti l'anno, ad esempio per gli ospedali situati in territori disagiati ove non sia possibile attivare il "trasporto medico assistito" per le partorienti (è il caso del punto nascita di Castelnovo ne' Monti);

si impegna il presidente della Provincia Manghi ad attivarsi presso la Regione Emilia-Romagna per ottenere:

la deroga alla chiusura, per il fatto di essere, l’Ospedale S.Anna di Castelnovo ne' Monti situato in territorio disagiato e per l'impossibilità di attivare il "trasporto medico assistito" per le partorienti.

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18 Commenti

  1. Il sindaco ci spiegherà sicuramente, ma temo che sia stato deciso da tempo che non si devono perdere i soldi statali! Se non ricordo male qualche anno fa fu pagata anche una multa per non aver rispettato il patto Stato-Regioni! Insomma, nel 2010 fu chiesta la proroga con multa per posticipare la chiusura, ma niente di buono è stato fatto in 4 anni per evitarla! Caro sindaco, ti hanno lasciato una bella eredità!

    (Simona)

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  2. Il 23 aprile il sindaco Bini pubblica una nota qui su Redacon dove afferma che si opporrà alla chiusura del punto nascite presso il Sant’Anna. Si vota in Consiglio provinciale un documento, presentato dalle opposizioni, nel quale si chiede alla Provincia stessa l’impegno ad opporsi a tale chiusura: il PD tutto, ideologicamente, vota no e il sindaco Bini, pilatescamente, si astiene. Vale a dire che le chiacchiere sono una cosa ed i fatti un’altra…

    (Riccardo Bigoi)

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  3. Questa votazione è la chiara dimostrazione che agli amministratori della pianura non interessa nulla della montagna e che quelli della montagna sottostanno a delle regole gerarchiche di potere ben delineate.

    (Isabella Vaccari)

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  4. Fa dispiacere notare che nemmeno su un argomento così importante come l’ospedale per la montagna ci si trovi d’accordo ad agire unitariamente alle istituzioni che contano. Per quanto riguarda il commento di Simona se l’accordo Stato-Regioni prevede deroghe per zone in cui non sia possibile attivare il trasporto assistito alle partorienti com’è possibile che si perdano finanziamenti pubblici o si venga multati? Il dubbio rimane tutto. Alcune parole tipo “zona disagiata” non piacciono, ma anche cambiare gli aggettivi per cambiare l’estetica senza alterare la sostanza non sono utili se alle parole non seguono i fatti.

    (Il fumoso)

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  5. Mi pare che si stia cercando di chiudere il recinto quando le bestie sono già scappate. Forse si poteva e si doveva protestare prima.

    (Alex)

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  6. Cos’aveva questo ordine del giorno che non andava, caro Pd-che-poi-dici-di-voler-mantenere-i-servizi-sul-territorio? E tu, Bini: perchè astenersi come il vecchio Ponzio? Era così difficile essere più chiari – come sempre proclami – e votare a favore anche se il documento proveniva dai banchi avversi?

    (Domande inutili)

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  7. Nessuna votazione pilatesca, mi sono astenuto dopo aver cercato di fare un documento comune dove ci si impegnava a cercare un percorso comune sul problema ospedale. Non riuscendo a convincere i consiglieri di minoranza, ho fatto una dichiarazione di voto dove riconfermavo quello già dichiarato su Redacon. Cioè che lavorerò per impedire la chiusura del punto nascita e per difendere il nostro ospedale. Tutto questo assieme ai cittadini della montagna. Mi sono astenuto per rispetto del gruppo consiliare di maggioranza. Caro Signor Riccardo, lavori con noi per riuscire nella difesa del nostro ospedale.

    (Enrico Bini)

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    • Niente di nuovo, ci sono stati vari personaggi illustri che si sono astenuti, vedi Ponzio Pilato. Ritengo che il rispetto per il gruppo consiliare si possa manifestare anche disapprovando azioni che vanno contro i cittadini che rappresentiamo o, in caso contrario, rischiamo di mancare di rispetto a loro.

      (Antonio Manini)

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  8. L’intento del consigliere Pagliani era certamente buono e va ringraziata la sua attenzione al problema. La mozione però, per come qui la leggiamo, non è purtroppo approvabile e segnala qualche lacuna. Se potessimo ottenere il nostro obiettivo richiamando semplicemente una deroga prevista dalla norma sarebbe tutto molto semplice, ma non lo è. L’Accordo nazionale che impegna le Regioni infatti prevede sì attenzioni geografiche anche relative alla difficoltà di attivazione dello STAM ma comunque per punti nascita con più di 500 parti/anno. Questo perchè lo standard in realtà è di 1000 parti/anno e già straordinario il mantenimento di quelli fra 500 e 1000. Il tema vero è impegnare la Regione e il Ministero a riconoscere ed assicurare l’efficienza e l’equità di un sistema sanitario territoriale con punti nascita sicuri anche al di sotto di queste cifre, come a Reggio Emilia è possibile e va ottenuto. Non sottovalutiamo però le condizioni di qualità e sicurezza necessarie. A noi non basta ottenere la continuità del servizio, vogliamo anche sapere come sarà assicurato e con quali investimenti. Il richiamo alla mancanza dello STAM come condizione per il mantenimento mi pare nel nostro caso sbagliata. Intanto perchè lo STAM, e per fortuna, è attivabile. Poi perchè proprio lo STAM (il trasporto della mamma), come anche lo STEN (quello del neonato), è una condizione utile e necessaria a garantire in ogni caso i percorsi nascita di territori come i nostri anche col mantenimento del punto nascita. Ora è il momento decisivo ed occorre che gli amministratori locali si preparino ad una discussione forte con la Regione. Ma anche precisa. Il tema è troppo importante per essere semplicemente il “cavallo di battaglia” per una polemica politica.

    (Giovanni Teneggi)

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  9. Ancora una volta gli amministratori “predicano bene” poi… Fatti concreti e non parole, quando veramente si vuol lavorare per il tanto decantato bene comune, non occorre valutare da che parte viene una proposta, ma il contenuto, se è a favore di una comunità. Occasione persa. Cordialmente.

    (Fabio Leoncelli)

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  10. Alle ultime amministrative avete votato Pd, ora ci pensate! Troppo tardi, guardate cosa stanno combinando con la scuola!

    (A.S.)

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  11. Giustamente il nostro ospedale costa troppo allo Stato. Quindi come sempre a farne le spese dobbiamo essere noi cittadini. Hanno ragione a fare questi tagli, i soldi vanno usati per Expo, Mose, ecc. Già ci stanno portando alla fame, cos’altro vogliono? Io credo che scuola e sanità dovrebbero essere le principali risorse di un paese e che dovrebbero essere esenti dai soliti tagli. Chiudi dei reparti ospedalieri creando disagi a noi cittadini e aumentando anche la disoccupazione, credo. E ricordo che sul S. Anna hanno sempre investito per migliorarlo. Io ci lavoravo nel 1993 e da allora ho sempre visto cambiamenti e cantieri aperti. E ora chiudiamo dei reparti? No comment. Fanno schifo.

    (Luca M.)

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  12. Mi sono informata su STAM e STEN, sapete in cosa consistono? Ambulanze attrezzate con personale del S. Maria che vengono attivate in reperibilità: 30 minuti minimo per la chiamata e la preparazione del reperibile a Reggio Emilia, più un’ora di viaggio per salire, poi aggiungiamo lo scendere a Reggio! Tre ore minimo! Ecco, così ci verranno a prendere, super attrezzati per un trasporto sicuro, ma in quell’ora e mezza, due, di attesa in situazione critica si chiede alla donna e al neonato di attendere belli fermi? Senza personale qualificato ed esperto in loco che sappia gestire un parto, me ne frego del trasporto accessoriato! I neonati critici sono sempre scesi col pediatra in un’ora (tra preparazione e viaggio), idem la gravida col ginecologo! Sinceramente non capisco questa scelta articolata, perditempo e non poco economica, ma probabilmente i conti non tornano e noi sappiamo solo una piccola parte della questione!

    (Sam)

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  13. Il tema è troppo importante per essere semplicemente il “cavallo di battaglia” per una polemica politica, sono le parole con cui si chiude uno dei commenti e anche se il concetto è sicuramente “nobile” mi sento purtuttavia di condividerlo soltanto a metà, dal momento che ogniqualvolta una forza politica assume posizioni diverse da quelle di altre componenti può sempre venir “tacciata” di voler far polemica ad ogni costo, il che capita non di rado quando un esponente della opposizione esprime punti di vista differenti rispetto alla maggioranza e viene fatto passare per poco collaborativo nella ricerca del “bene comune”, indipendentemente dalle argomentazioni che mette sul tavolo. Non dovremmo invece dimenticare che, come spesso ci siamo sentiti dire nel corso degli anni, il confronto e lo scontro delle idee, così come l’antagonismo e la contrapposizione delle rispettive proposte, il tutto esercitato e mantenuto sul piano politico, rappresenta il sale della democrazia, vuoi perché si dà modo a chi ascolta o a chi legge di valutare le ragioni dell’una e dell’altra parte, vuoi perché proprio da questo “dualismo” possono nascere gli stimoli e gli spunti verso le soluzioni e anche le “mediazioni” migliori, in funzione appunto del cosiddetto “bene comune” (diversamente prevale sempre la “verità” di una parte e non è detto che sia quella più azzeccata e confacente).

    (P.B.)

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  14. Abitavo a Reggio, ma quando è nata mia figlia sono venuta al S. Anna perchè c’era il Dott. Rustichelli che era molto bravo e perchè volevo partorire “a casa”. Perchè dobbiamo privare le giovani mamme di questa gioia che nessuno stam o stem può sostituire? Per i soldi? Ma quanti sono? Non riusciamo a coprire i costi autotassandoci? Forse scrivo una sciocchezza o forse no. Grazie.

    (Gabriella)

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  15. Mi sembra di aver letto che “se chiude il punto nascita andiamo tutti a casa”; speriamo almeno che qualcuno cominci ad incamminarsi.

    (MV)

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  16. Signor o signora “P.B.”, sono completamente d’accordo con il suo commento e mi spiace se il mio è apparso criticabile dal punto di vista che lei segnala. Penso davvero con lei che qui ci sia bisogno di tutti e che occorra guardare al merito e non alla parte che lo rappresenta. Tengo a questo stile e accetto volentieri critiche quando do un’impressione diversa. La mia chiusura era probabilmente troppo severa nei riguardi del consigliere Pagliani ma si voleva riferire in realtà a tutto il dibattito in corso sul tema punto nascita che mi pare un po’ troppo urlato e un po’ poco approfondito. Che non sia una vetrina che guarda più alla forma che non alla sostanza. La mia critica al testo della mozione non riguardava il suo presentatore al quale riconosco l’attenzione al tema, ma il suo contenuto che non ho trovato efficace e forse addirittura controproducente per i dati che ho riportato e non ripeto qui. Non di meno, non ci conforta proprio ed è forse addirittura più grave, che il partito di maggioranza, non abbia approvato in alternativa un proprio documento magari più appropriato e meglio informato dei fatti. Magari non era possibile. Non lo so. Il sindaco Bini di questo ci ha riferito nel suo commento e del suo tentativo. Più della non approvazione della mozione, secondo me sbagliata, del consigliere Pagliani, ci manca un documento più convincente approvato in risposta dalla maggioranza o insieme. Ma parlo di ciò che non conosco esattamente nel suo sviluppo e non sono abituato a pregiudizi. Grazie ancora del suo commento molto garbato e molto esatto nei suoi inviti generali e per lo stile che chiede a tutti. Me compreso.

    (Giovanni Teneggi)

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  17. Signor Teneggi, diciamo le cose come stanno: lei tra tutti i politici della montagna è l’unico in grado di gestire la cosa pubblica. Tutti gli altri andrebbero rispediti a casa dal primo all’ultimo per manifesta incompetenza. Io sono con lei: se possibile ci aiuti a salvare l’ospedale che è l’unica cosa buona che resta nella nostra devastata montagna. In bocca al lupo!

    (MR)

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