Nuovi strumenti per un ospedale che vuole essere all’avanguardia e migliorare il servizio ai propri assistiti (altro che tagliare!)

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Mariola Piazzi (Foto Redacon – come quelle che seguono)

Interessante e significativa conferenza stampa, questa mattina, convocata presso l’amministrazione dell’Ospedale S. Anna di Castelnovo ne’ Monti per presentare ufficialmente il dono ad esso di due strumenti, fatto in memoria di Silvia Piazzi, della quale erano presenti i famigliari.

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Da sx: Romagnani, Grisanti, Briglia

Hanno contribuito a tale donazione, come ha detto, ringraziando, la prof.ssa Mariola Piazzi, diverse realtà di volontariato del paese (in primis “Vogliamo la luna”, “Fondazione don Zanni” e “Merulo Big Band”, i cui rappresentanti erano anch’essi presenti), che silenziosamente ma molto concretamente hanno dato una mano nel dotare il S. Anna – quando le frequenti notizie che lo riguardano sono soprattutto, e purtroppo, per rischi di tagli di servizi – di apparecchiature del valore complessivo di circa 17mila euro ma il cui valore, diciamo così medico, va ben al di là, essendo frutto di una ricerca tutta italiana in cui il nostro ospedale ha recitato una parte da protagonista insieme ad altre realtà di ben maggior peso quali il Policlinico universitario Gemelli di Roma, l’Ospedale civile di Varese, gli Ospedali riuniti di Cremona, l’Ospedale civile di Bolzano, l’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa, l’Ospedale Careggi di Firenze e l’Ospedale Fracastoro di S. Bonifacio di Verona.

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Il dr. Briglia mostra il “VeinSite”

Una ricerca riconosciuta poi nel mondo, tanto da essere pubblicata su una prestigiosa rivista specialistica britannica, il Journal of vascular access, sotto il titolo “The intracavitary ECG method for positioning the tip of central venous catheters: results of an Italian multicenter study“. Non entriamo in eccessivi dettagli tecnici, in cui si rischierebbe di perdersi e di mal spiegarsi. Proviamo solo a rendere l’idea di che cosa si parla.

Questa parte più tecnica la spiega – con anche il concorso di qualche astante, cui è stato fatto provare direttamente il funzionamento di uno strumento per l’individuazione dei vasi mediante raggi infrarossi – il dr. Ermanno Briglia, direttore di anestesia e rianimazione, con indubbie capacità professionali ma anche comunicative.

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La dott.ssa Gualtieri

Si tratta di due sistemi elettronici, chiamati “Nautilus” e “VeinSite“, per la visualizzazione e l’incannulamento dei cateteri venosi centrali e periferici. Il primo è un sistema completo per rilevare il corretto posizionamento di cateteri venosi centrali mediante la visualizzazione e la stampa dell’ECG intracavitario. Il secondo è un sistema portatile non invasivo basato su una tecnologia chiamata NIR (Near infra-red) che facilita la visualizzazione delle strutture vascolari periferiche e l’incannulamento delle vene periferiche sia nel bambino che nell’adulto.

A questo proposito, se finora in tanti casi, come molti hanno dovuto provare, la ricerca di una vena per l’inserimento di cateteri si faceva sempre più difficile e pertanto capitava di vedersi “bucare” più volte senza esito (ma dolorosamente), ora questo non accade praticamente più. Il “VeinSite”, che semplicemente s’indossa come una specie di casco, aiuta a vedere – illuminando la pelle, fino ad una profondità di 7 mm, con raggi infrarossi, cui è sensibile l’emoglobina del sangue – anche ciò che in condizioni normali non si vede, lasciando per di più libere di indagare le mani del medico.

Gli strumenti sono in uso già da qualche anno al S. Anna e negli altri ospedali di cui sopra in cui s’è svolta in collaborazione la ricerca (8 gli esemplari in funzione in tutta Italia di cui uno a Castelnovo, unico in tutta la regione). Con ottimi risultati, stando alle parole di Briglia: “Mai nessuna complicanza”.

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Il dr. Poli

All’incontro erano presenti medici, tra cui il dr. Antonio Poli, direttore sanitario, che ha introdotto, sottolineando il supporto del volontariato; poi, come detto, rappresentanti del volontariato che hanno contribuito alla donazione, tra cui Walter Romagnani e Gianni Grisanti, che hanno spiegato l’esperienza di “Vogliamo la luna”; Nadia Vassallo ed Elisabetta Paroli, tra le trascinatrici del gruppo “Salviamo le cicogne di montagna”; la responsabile del distretto Ausl dott.ssa Sonia Gualtieri e il sindaco Enrico Bini.

Quest’ultimo, che si è pure commosso mentre pronunciava le sue parole di ringraziamento, ha definito “gioiello”, un “modello da esportare” l’ospedale ed ha detto di “essere orgoglioso di essere sindaco di questo paese”. “Quando il S. Anna è in difficoltà la comunità si muove per difenderlo perchè ci tiene e per quanto mi riguarda farò fino in fondo tutto quanto mi sarà possibile”. Ma, afferma ancora, l’impegno deve essere di tutti – “è una consapevolezza, non un grido di allarme” – e “ringrazio chi in questi mesi ha firmato”. Trasparente il riferimento ed il riconoscimento al grande lavoro fatto – e ancora in corso – dalle “cicogne”.

Sonia Gualtieri ringrazia per il contributo di valore, “a maggior ragione date le note difficoltà di budget”, ed auspica dialogo tra Ausl ed associazioni per definire scelte di qualità. “Sono grata”, afferma.

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Il sindaco Bini

Ancora Mariola Piazzi, in una conclusione di incontro che in verità non è una conclusione, interviene e parla chiaro: “Vogliamo continuare: altra strumentazione arriverà a dotare il nostro ospedale”. Tutti, in vari modi, stanno portando il loro contributo: chi donando e tenendo “sul pezzo” il nosocomio, chi agendo in sede politica, chi lavorando in mezzo alla gente, con banchetti e opera preziosa di informazione e sensibilizzazione di tutti i montanari. E’ questo il modo che deve far ben sperare.

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3 Commenti

  1. Voglio ringraziare ancora tutti coloro che hanno lavorato gratuitamente e tutti coloro che hanno contribuito così generosamente alla realizzazione di questa donazione. Mi rivolgo proprio a tutti, uno per uno, ma siete troppi e non riuscirei a ricordare tutti i nomi. E’ un dono che abbiamo fatto insieme al nostro ospedale che ha bisogno del nostro sostegno in tempi di crisi. Questo è solo l’inizio: uniamo tutte le forze possibili per potere acquistare altri dispositivi e materiali per migliorare e facilitare le cure per i malati dell’ospedale S. Anna, che deve rimanere una risorsa irrinunciabile per la nostra montagna e per l’azienda di cui fa parte. Ognuno si senta determinante per il Progetto Nautilus, così l’abbiamo battezzato dal nome del primo dispositivo acquistato, sostenuto dall’associazione “Vogliamo la Luna”, in ricordo di Sissi. Grazie di cuore!

    (Mariola Piazzi)

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  2. Come si è potuto constatare, Silvia “lavora” anche nell’Aldilà! Sono contenta di avere firmato per le “cicogne” e sono contenta che i contributi vari siano andati a buonissimo fine. Come ha detto il nostro sindaco è uno di quei momenti per i quali sono orgogliosa di essere del Comune di Castelnovo ne’ Monti. Anche perché ci sono dei bravi medici che lavorano per gli altri, in silenzio. Ma lavorano bene! Bravi!

    (Mary64)

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