Casina / Contestata la presenza nella biblioteca pubblica di alcuni libri per bambini concernenti la sessualità. AGGIORNAMENTO – La replica ai commenti da parte di Cristiano Lugli

Un caso di interpretazioni diverse su cosa e come debba essere insegnato in tema di sessualità ha preso il via dalle osservazioni di un 23enne casinese, Cristiano Lugli, che ha reso noto di aver protestato contro la biblioteca comunale di Casina, che frequenta, perchè presenti a catalogo alcuni libri destinati ai bambini a suo dire del tutto discutibili.

L’argomento, come si capisce, è parecchio scivoloso, investendo campi come la libertà di espressione, la censura, la moralità, i costumi e la loro evoluzione, nonchè quello che è consentito ad una istituzione pubblica che deve essere terza rispetto alle convinzioni personali, ovviamente rispettando la legge; ed altro ancora.

Quest’oggi sulle pagine reggiane del quotidiano “Il Resto del Carlino” è stato dato ampio spazio alla questione, peraltro già resa pubblica in un sito internet.

Chiaro che, in un periodo in cui sull’argomento la media dei cittadini è più sensibile, coincidendo con un dibattito nazionale che vede al centro la proposta di approvazione di una legge (ddl cosiddetto Cirinnà) nonchè stanti i forti contrasti sulla “teoria gender“, l’argomento è ancor più “in pagina”.

Secondo quanto riporta il giornale, il sindaco Gianfranco Rinaldi avrebbe ordinato di riporre negli scaffali un paio di libri (presenti peraltro in tante altre istituzioni consimili) che dagli operatori della biblioteca erano stati passati agli uffici comunali in attesa di decisioni. Il suo giudizio è che si ritiene un “cattolico adulto” (di prodiana memoria) e quindi non entra nel merito dei contenuti dei libri.

Il dibattito pubblico è aperto.

* * *

Ci perviene oggi, 22 febbraio 2016, un commento di Cristiano Lugli che riteniamo opportuno inserire in calce all’articolo.

(red)

Cari signori,

premetto che, da integralista qual sono, non sopporto i dibattiti tramite questo tipo di piattaforma sociale – anzi, apprendo dell’esistenza di questo scambio di battute solo grazie ad un amico – che non portano a nulla, tanto meno alla realtà dei fatti.

Avendo però letto, non posso astenermi dal fare un intervento, perlomeno generale sulla questione e che prometto, sarà il primo e l’ultimo, per i motivi anzidetti.

Non vorrei soffermarmi troppo verso la “signora intervengoovunquebastachecisiadaparlare”, perché lo ritengo tempo perso, e mi sentirei scadere ancor di più di quanto lo sono (se pur abbia 23 anni, l’integralismo fa invecchiare precocemente!) davanti ad un tal qualunquismo. Lascio poi ad ognuno la facoltà di comprendere quanto sia infelice usare come trampolino di lancio per una critica l’aggancio ad una conferenza che non c’entra nulla (a livello concreto e nei fatti) con quanto la mia “denuncia” ha voluto sollevare. Detto questo, consiglio di non parlare di Roberto Dal Bosco, non c’entra e le frenetiche ricerche su internet che partono già con l’intento di trovare l’atto accusatorio non producono buoni frutti. Potrei dire molto in merito a quella conferenza, ma Dal Bosco qui non c’entra niente, tanto meno la conferenza come episodio preciso di quella precisa serata; sarà comunque avvisato il giornalista, facendogli presente che qui si è parlato di lui.

Non mi perdo a rispondere alle domande o alle accuse che sono state sollevate sul mio conto, le avevo previste e non mi toccano, il mio intento è un altro, il mio fine non è quello di stare a giustificarmi: quel che ho fatto ho fatto, e lo rifarei, e lo porterò avanti ancora, se questo può tranquillizzare.

Veniamo allora proprio a questo, cominciando a dire che qualcuno ha ragione ad affermare che io non ho nessuna autorità: è proprio così, io non ho lauree, non ho mandati, tanto meno ruoli politici, non mi interessano. L’unica Autorità a cui io mi appello è quella di Gesù Cristo, e della Sua Santa Chiesa. Io sono un cattolico, non un avvocato delle cause perse. Pensate che io non sappia che queste cause sono già perse? Pensate che non comprenda che la metodologia di pensiero, oggi, si fonda su tre tabù inviolabili e preconfezionati ingoiati dalle masse da lungo tempo? Lo so, eccome se lo so. Il motivo del mio insorgere non è stato in nome di nessuna legge, di nessun veto, di nessun partito politico. Sono stato mosso dalla mia coscienza, parola questa oramai obsoleta, o soggetta a relativismi incancreniti, coscienza di un cattolico che resta disgustato davanti a certe immagini propinate ai bambini, che violano, strozzano, forzano la loro sensibilità, costringendola ad adeguarsi già in tenera età allo standard perverso di una società corrotta, in nome di un falso “democratismo” che sta in piedi a suon di slogan “dirittuali”, a cui – per chi ha un minimo di cervello funzionante – non crede più nessuno, checché se ne dica.

Questo bisogno di precocità, questa esigenza di scendere nell’identità dei più piccoli, per modificarla, plasmarla a proprio piacimento non può che definirsi tirannia educativa.

Sulla nozione del diritto poi, in campo giuridico, ci sarebbe molto da dire, ma dilungherei troppo.

Arrivo alla conclusione abbastanza velocemente, rimanendo poi a disposizione per eventuali obiezioni (faccia a faccia, però): quei libri devono essere rimossi non perché c’è una legge che lo vieta (anche qui parleremo presto con chi di dovere di materiale al limite del pornografico proposto a minori) ma perché prima della legge viene la coscienza, la ragione, l’obiettività! Se la mettiamo sul piano della legge, quasi sicuramente io ho già perso, assieme tutti quelli che la pensano come me, che grazie a Dio sono tanti e si stanno muovendo per qualcosa di concreto; la legge non supera la ragione e l’oggettività delle cose. Oggi la stragrande maggioranza tende ad associare il Bene con ciò che permesso dalla legge, il Male, verosimilmente, con ciò che non è concesso, questo è l’assurdo degli assurdi! Ripeto, le leggi razziali erano leggi, e dunque per questo andavano bene?! Pensiamo che ora, visto che siamo in uno stato democratico (???), ogni legge sia conforme a giustizia? Assurdità 2 a 0.

Come ultima cosa ci tengo ad offrire validi motivi per darmi dell’integralista! Io, lo ripeto, sono un cattolico, non politicizzato, non voto, non sono fascista, non sono nazista e odio il Comunismo. Io ripongo tutto il senso della Storia nella venuta al mondo di Gesù Cristo, nella fede in Lui e nella lotta con Lui e per Lui, non mi voto al politicamente corretto dilagante e non taccio davanti a chi si permette di scandalizzare i bambini, o a chi si permette di assoggettarli agli standard “regimistici” del pensiero unico. In tutta questa vicenda so solo una cosa, ovvero di esser stato lasciato solo da chi con me avrebbe dovuto difendere anzitutto la dottrina cattolica e poi la conseguente incolumità dei bambini. Il silenzio della mia parrocchia è stato assordante, ed è stata la mazzata più grossa, sentirsi una pecora sola, senza pastore! Non ho paura, intendiamoci, e non mi aspettavo chissà che, da chi ormai ha abbandonato le battaglie per la Fede, raccogliendo quelle del sociale, non nego però che un minimo di intervento l’ho sperato. Ma va bene così, mi rivolgo a quei cattolici di buona volontà, e anche a chi, senza la Fede (che auguro loro di trovare) sta alzando la testa e sta cercando di capire cosa passa dietro tutta questa nebulosa di parole, condita da neologismi ambigui e da velami impositivi. Restate vigili cari amici, non abbiamo idea della portata che sta dietro a questa prima sparata di fumo negli occhi. Vogliono destrutturalizzare i nostri figli, vogliono far credere loro che gli asini volano, che le mamme sono due e che il papà e la “mamma” si chiamano Marco e Luca. Alziamo la testa e continuiamo ad affermare che non è così! L’educazione è il solo e sacrosanto dovere/diritto della famiglia formata da uomo e donna, come sempre nei secoli è stato. Non abbiamo le leggi dalla nostra parte, e mai più le avremo, ma abbiamo la Croce, l’unica e sola che salva, e sotto il cui Stendardo ogni battaglia può essere vinta. Scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani, ma non per coloro che sono chiamati. Socrate è stato ucciso, condannato per empietà, proprio dagli stessi contro i quali lui combatteva per far sì che non si dilagasse appunto, l’empietà.

Fatto questo, possiamo appellarci a tanti motivi per non voler accettare tali scempi dentro luoghi pubblici, che invece che dare buon esempio in quanto “pubblici”, permettono la diffusione di un tale materiale. Siccome qualcuno si è detto “non censore”, propongo qualche bella rivista pornografica per adulti, magari in bella vista, proprio come erano i due libri da me “incriminati”.

I cattolici alla Romano Prodi poi, come gentilmente suggeriva fra i commenti vari un signore, non si definiscano cattolici. Il cattolicesimo non è ad personam, tantomeno ad Prodi. Il Cattolicesimo si fonda su verità oggettive e rivelate, non sul libero arbitrio: il mondo si deve conformare al Vangelo, non il Vangelo al mondo, così come ha ormai permesso di fare la stragrande maggioranza degli uomini di Chiesa, che si conformano allo spirito del mondo per evitare problemi.

Ognuno, poi, è libero di educare come meglio crede il proprio figlio, questo è sicuro, tenendo conto che prima o poi questa vita ha da finire e il tribunale a cui ci troveremo innanzi non ha nulla a che vedere con quello di Reggio Emilia, Bologna o qualsivoglia città; ognuno dovrà rispondere di ogni sua singola azione, altresì dei propri doveri di Stato. Possiamo fare qui gli spavaldi finché vogliamo, ma verrà il momento in cui dovremo scontrarci con una realtà metafisica e allora non ci sarà ateismo o libertinismo partigiano che tenga! Se per la legge terrena avremo rinnegato i valori che fondano su di una legge naturale e divina non ci sarà ideologia nè Corte Costituzionale nè partito che ci verrà a salvare. Auguri allora a chi, in nome di una Costituzione fatta da uomini, avrà speculato sulla pelle e sull’anima di creature innocenti ed indifese.

Auguro, infine, a chi indottrinerà i propri figli con quelle mostruosità una buona lettura, nel caso in cui dovesse poi complimentarsi con le autrici, riportate da parte mia l’avviso che hanno a disposizione un buono pagato in una scuola d’arte, per imparare perlomeno a disegnare.

Cordialità.

(Cristiano Lugli)

* * *

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44 Commenti

  1. Non dubito che il sindaco sia senz’altro “adulto”, ma per quanto riguarda il “cattolico”… mi viene da ridere!

    (Angelo Riccobaldi)

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  2. Spero che la frase “non entra nel merito dei contenuti dei libri” non sia una citazione letterale del sindaco. Credo che se gli fosse arrivato un libro anche solo tollerante col fascismo sarebbe “entrato nel merito”. E invece di fronte a queste schifezze va tutto bene? Se questo è l’andazzo, spero che i miei nipoti stiano alla larga dalle biblioteche comunali. Buona domenica.

    (Giovanni Lazzaretti)

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  3. Francamente le illustrazioni non mi sembrano il massimo, anzi, di dubbio gusto. Sarebbe bene farle rivedere anche al “prodiano adulto”.

    (Serb)

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  4. Vorrei chiedere al sindaco Ponzio Rinaldi se non entrerebbe nel merito del contenuto dei libri in caso – esempio – di volumi storici diciamo così un po’ “revisionisti”? Non apertamente revisionisti, un po’ soltanto; in modo da causare dubbi e portare a farsi inevitabilmente domande sulla loro opportunità. Anche allora sarebbe un “cattolico adulto” (l’espressione, scusi, non è proprio delle più felici, nonostante abbia cotanto padre come Romano Prodi)?

    (Romano)

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  5. Ho dato un’occhiata ai “manuali” sul sito linkato. Non ne farei una questione politica o di altro, qualsiasi essere umano adulto, che sia di destra o sinistra, che sia ateo o cattolico, basta che abbia un Q.I. minimo per vedere che sono di dubbio gusto. Io non ho figli e non sono cattolica ma la mia zucca mi suggerisce che non è un contenuto adatto a un bambino.

    (Annalisa)

    N.B. – Non lo reputo adatto non per l’argomento trattato ma per come è descritto.

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  6. Non conosco il contenuto dei libri, ma da cattolico quale sono mi viene da pensare che se sono libri per bambini spero che i genitori sappiano valutare se farli leggere o meno ai loro figli.

    (Enzo)

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  7. Non comprendo con quale diritto e in nome di quale autorità Cristiano, che conosco, si erga a giudice e censore di libri, arrivando a chiedere di togliere i volumi. Alcuni mesi fa alla biblioteca di Casina c’è stato un incontro con lo scrittore Roberto Dal Bosco (invito a fare una breve ricerca su internet per capire il personaggio in questione): brutta serata, bruttissime e scandalose teorie, per me, e ricordo Cristiano come moderatore della serata, a dire il vero molto parteggiatore più che moderatore. Ho espresso il mio dissenso ma non ho chiesto che il sindaco impedisse altri incontri del genere, perchè a mio giudizio scandalosi e inopportuni. Se qualche persona, Cristiano incluso, si sente infastidita dalla presenza di quei due libri per bambini non deve far altro che, quando accompagna il proprio figlio o nipote, evitare che lo prenda in prestito; c’è un ampia scelta: dai dinosauri, alle streghe, ai lupi cattivi, ma anche fate, angeli e cappuccetti per ogni gusto. Nelle biblioteche si trova ogni tipo di libro, anche quelli del signor Roberto Dal Bosco, così affine alla visione del mondo e della vita di Cristiano, dalle biografie di Mussolini a quelle di Togliatti, “Cinquanta sfumature di grigio” o “Madame Bovary”; uno va e sceglie, ecco qui la “parola magica”: scelta. Non ci stupiamo, altrimenti, dei roghi di libri in altri paesi, delle condanne di scrittori e poeti al carcere o a morte; la mia certo è una forzatura, ma la censura a me non piace, puzza sempre di limitazione della libertà d’espressione e di scelta. Alla faccia del “je suis Charlie”, qui abbiamo chi chiede la censura di libri per bambini perchè non ne condivide le illustrazioni, l’argomento o non collimano con le sue idee. Grazie a Cristiano perchè mi ha mostrato come gli integralisti ci siano anche da noi e grazie perchè martedì, in biblioteca, cercherò quei due volumetti da leggere con i miei figli (immagino se a chiederne la rimozione fosse stato un Mohammed…).

    (Monja)

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    • Ha ragione Monja, del geniale Dal Bosco se ne può fare a meno e la censura non è mai bella. Però mi spieghi se c’è bisogno di spiegare a dei bambini il feticismo, il piacere dei bacini in certi posticini, le famiglie allargate o quant’altro… E’ educazione secondo lei? Se il target sono i ragazzini, stia certa che sanno già tutto e senza bisogno di filastrocche. Le assicuro che il nero non mi sta bene. Lugli, la prossima volta inviti Pansa, che in montagna abbiamo molto bisogno di revisionismo, con buona pace di Nizzoli & Ferrari. Amen.

      (Serb)

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  8. Condivido il commento di Monia. Ho visto i libri e non ci ho trovato niente di scandaloso o volgare, mi sembra giusto che i genitori possano scegliere come spiegare ai propri figli come nascono i bambini o che differenze ci sono tra uomo o donna. Io sono mamma e quando mia figlia era piccola e mi ha fatto domande di questo genere ho guardato con lei questo genere di libri e ti assicuro che adesso è grande e per niente traumatizzata. Cristiano, sei libero di esprimere un’opinione, ma prima di fare accuse così pesanti dovresti pensarci un po’.

    (Claudia)

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  9. Io ritengo che “la libertà di espressione, la censura, la moralità, i costumi e la loro evoluzione”, prendendo a prestito le parole dell’articolo, siano tematiche importanti, che meritano se del caso un confronto anche acceso e serrato, appunto perché investono valori importanti della nostra società e del nostro vivere, ma penso nel contempo che tutto questo dovrebbe riguardare il mondo degli adulti. A fronte di ciò, se le pubblicazioni destinate ai bambini, di cui qui si parla, fossero accessibili agli adolescenti in forme che non prevedono il passaggio dai rispettivi genitori, non mi troverei affatto d’accordo. Mi esprimo senza conoscere le modalità di consultazione dei libri in questione, le quali modalità potrebbero già fornire un’esauriente risposta. Cosa diversa sarebbe se i testi arrivassero agli adolescenti tramite i loro genitori, posto che – anche se noi non ne approvassimo il contenuto – non si potrebbe comprimere la libertà di educazione all’interno della famiglia, almeno secondo la mia opinione, e lo dico pur nutrendo personalmente più di un dubbio su questa metodica “pedagogica” (non so se quest’ultimo termine sia quello corretto). Va da sé che per un giudizio più compiuto sulla questione occorrerebbe aver letto i testi, e non è il mio caso, anche per capire se e quali connessioni vi siano col “dibattito nazionale” in corso, ma io rimango in ogni caso legato alla nostra infanzia, quando questi argomenti si imparavano gradualmente, in maniera per così dire spontanea, e mi sembra che il sistema di allora avesse tutto sommato corrisposto. Ma forse io sono rimasto indietro e può darsi che le metodologie “didattiche” attuali siano ritenute migliori rispetto al passato, stando almeno ad una corrente di pensiero (vedremo che sviluppi avranno e che risultati daranno).

    (P.B.)

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  10. Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice: “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?”. I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’ e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede: “Ma cosa diavolo è l’acqua?”. “Imparare a pensare vuol dire imparare a esercitare un qualche controllo su come e cosa pensi. Significa anche essere abbastanza consapevoli e coscienti per scegliere a cosa prestare attenzione e come dare un senso all’esperienza”. Signor Lugli, com’è l’acqua?

    (Giacomo Ghidoni)

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  11. Umberto Eco diceva: “È giusto che tutti abbiano diritto di parola, ma c’è una grande differenza tra imbecilli e premi Nobel”.

    (mv)

    Rispondi
  12. Penso che a “sistemare le cose” fra un po’ ci penseranno gli islamici che ormai ci stanno invadendo. Penso proprio che allora la signora Monia e la signora Claudia rimpiangeranno gli “integralisti” come Cristiano e anche il signor Ghidoni si accorgerà che l’acqua sarà molto calda, anzi bollente!

    (Angelo Riccobaldi)

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    • Restando in metafora, quindi: la temperatura dell’acqua dipenderebbe, signor Riccobaldi, dalle razze (etnie?) di pesci che vi nuotano? Fuor di metafora, il problema rimane ed è quello vero: confondere l’accidente con la causa. Grazie per averlo nuovamente evidenziato.

      (Giacomo Ghidoni)

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  13. I due libri “proibiti” di cui si discute tanto in questi giorni fanno parte del patrimonio librario di quasi tutte le biblioteche pubbliche reggiane/italiane e se qualcuno avesse fatto una piccola ricerca tramite web avrebbe scoperto che sono consigliati in moltissime bibliografie redatte da esperti nel settore della letteratura per l’infanzia: pedagogisti, psicologi infantili, bibliotecari, librai, pediatri e anche dall’Aib (Associazione Italiana Biblioteche); tutte persone che hanno credenziali accademiche per parlare di psicologia infantile o letteratura per l’infanzia, cose che Cristiano, autoproclamatosi censore di libri, non ha. Trovo piuttosto incredibile che si possa montare dal nulla una campagna diffamatoria su un’istituzione del paese che, grazie a Dio, funziona molto bene. Ricordo a tutti che la biblioteca propone cultura, ma non la impone mai, diversamente da persone che vorrebbero invece imporre il proprio punto di vista a tutti.

    (Maurizio)

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  14. Questa polemica che ha investito la biblioteca di Casina come un uragano mi fa sorridere. Sicuramente se non fossimo in periodo di ddl Cirinnà le farneticazioni del Lugli non sarebbero mai arrivate alla stampa, ma si sa, la politica infiamma, e che importa se per avere un consenso s’infanga un intero paese. Detto questo vorrei ricordare a tutti che siamo nel 2016 e che per adesso siamo ancora liberi di entrare in una biblioteca e trovare pluralità d’informazione.

    (CT)

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  15. Conosco il libro “Piselli e farfalline” e non posso credere che un volumetto così innocente abbia generato tutto questo scandalo. Vorrei porre invece l’attenzione sugli articoli usciti in questi giorni a causa delle polemiche assurde del signor Lugli: “Ecco la biblioteca che espone libri di educazione sessuale pornografici per bambini” (Il Giornale.it); “Educazione sessuale e pornografia feticista nei libri per bambini” (Imola Oggi); “Educazione sessuale e pornografia feticista per bambini” (Pro Vita). Trovo vergognoso che una biblioteca venga trattata così per aver esposto un libro che viene consigliato da educatori e pediatri (progetto “Nati per leggere”).

    (Viviana)

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  16. Da mamma posso solo dire che ritengo forse sbagliato che i “libri dello scandalo” fossero liberamente alla portata di tanti bambini che frequentano la biblioteca da soli. Ritengo anche più giusto che siano collocati nella sezione adulti, dove il genitore deciderà e valuterà se e come far vedere al proprio figlio il delicato argomento sesso.

    (M.M.)

    Rispondi
  17. In ogni testo, anche in quello apparentemente più innocuo, è possibile trovare qualche cosa contrario alle idee e convinzioni di qualcuno. Per esempio, un convinto animalista non troverà molto edificante dal punto di vista educativo la favola di Cappuccetto Rosso. Cosa facciamo: censuriamo tutto per essere certi di non contrariare nessuno? Non è forse più saggio che i genitori si riapproprino del loro ruolo accompagnando i figli verso una conoscenza graduale e consapevole? Aggiungo, avendo ben presente ciò che passa sugli schermi delle nostre televisioni 24 ore al giorno, dal punto di vista della trasmissione di valori sani alle nuove generazioni, pensiamo proprio che il problema fondamentale siano queste non proprio stupende pubblicazioni?

    (Lorenzo)

    Rispondi
  18. Ben lungi da me il polemizzare o innescare scontri, ma solo una domanda: non si privano i bambini del piacere della scoperta?

    (mv)

    Rispondi
    • Signor “mv”, dipende dal tipo di scoperta di cui verrebbero privati i bambini. Con le nuove tecnologie a disposizione il “piacere” della scoperta ce l’hanno, ma non sempre è una scoperta educativa, anzi! Forse è molto meglio che siano preparati prima con un linguaggio e un’iconografia da bambini per poter affrontare in modo semplice e naturale quello che il mondo dei più grandi gli fornirà abbondantemente, in modo interessato, malizioso e pruriginoso come già anche certi titoli giornalistici su questa vicenda lasciano intendere.

      (Anna Maria Gualandri)

      Rispondi
      • La ringrazio per avermi dato un altro angolo di lettura. Meglio, il tutto si inserisce in un contesto lontano dai miei ricordi di bambino e va inserito in un ambiente ben più pericoloso da cui il bambino va difeso. Grazie.

        (mv)

        Rispondi
  19. Che il Signore ci salvi dai fanatici e che la Madonna dell’equilibrio ne infonda un poco a chi non ne ha. Cristiano Lugli è certamente tra questi fanatici e poco equilibrati.

    (Pietro)

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  20. Gentile redazione, non sapevo vi occupaste di gag umoristiche. La replica farneticante del signor Cristiano Lugli mi ha davvero divertita. Raramente in vita mia, e non sono giovincella, ho trovato un condensato di simili assurdità. Siete stati simpaticissimi a pubblicarne la replica. Con tutte le problematiche in cui annega il paese dei cachi ci sta eccome questa polemica. E presto tutte le mamme a proteggere i loro figlioletti dalla pornografia imperante diffusa da quella Sodoma e Gomorra della biblioteca di Casina. Al rogo! Vi esorto tuttavia a non contribuire troppo a trasformare l’assurdo in notizia. La stampa ci va a nozze. Io mi chiedo quali esperienze abbiano trasformato il signore in questione in un integralista di cui egli va così fiero. Chissà cosa gli sarà successo?

    (Leda)

    Rispondi
    • Mai, in vita mia, e non sono giovincello, ho trovato un condensato di superbia come nel suo intervento, signora Leda. I preti non mi piacciono, sa?, ma neanche i primi della classe che berciano in libertà. Libero Lugli di “sfrondare” in base al suo umore, premesso che la famiglia, stando al significato statistico di “distribuzione normale” è quella formata da padre e madre. Nel paese dei cachi, di illuminati signori, per la verità signore, ne abbiamo fin troppi.

      (Serb)

      Rispondi
      • Signor Serb, non serb-i rancore. Non ha colto, o io non ho espresso, il tono umoristico e divertito. Si inneggi alla libertà fin che vuole. Quando diventano, a mio modesto parere da prima della classe, come lei ha sentenziato, delle corbellerie dette, allora non è libertà ma si chiama in altro modo. La saluto con cordialità e torno in classe.

        (Leda)

        Rispondi
        • Gentile Leda, Serb, a discapito del suo nome, non “serba” rancore. La corbelleria può essere punto di vista, anche non condivisibile. La saluto cordialmente anche io, e allo stesso modo torno in classe.

          (Serb)

          Rispondi
  21. Anche senza entrare nel merito, una cosa a favore del signor Lugli va però detta: ha il coraggio delle proprie idee. A maggior ragione considerando la sua giovane età, visto che la maggior parte delle persone neppure dopo una vita ha il coraggio di andare contro l'”onda”, il pensiero comune, il “politicamente corretto”, limitandosi a “bisbigliare” nei bar oppure, in quest’epoca, in FB (togliendo però lestamente i propri scritti quando si constatano “poco convenienti”…). Facile, vero, intrupparsi laddove sai già che riceverai scrosci d’applausi dall'”apparato”? Un “fanatico”, secondo qualcuno? Se nell’esporre i propri punti di vista, anche forti, fermi e/o discutibili, si accettano e si confrontano contemporaneamente quelli degli altri, direi questo: meglio così che insulse amebe.

    (Romano)

    Rispondi
  22. Cristiano, quando vuoi un confronto viso a viso non mi nasconderò certo dietro una tastiera. Inoltre visto che ci conosciamo e che ho scritto il mio nome, piuttosto che definirmi “signora intervengoovunquebastachecisiadaparlare” potevi usare un briciolo di educazione e usare il mio nome, visto che l’educazione è uno dei valori di cui sei testimone o almeno ti presenti come tale. Tranquillo, non ho nemmeno io la laurea, nemmeno il diploma, ma questo non mi impedisce di avere dei valori, dei principi, delle idee e vorresti forse che io non le esprimessi mentre tu puoi farlo? Cosa ti urta se esprimo le mie opinioni, cosa ti infastidisce se “intervengovunquecisidaparlare”? Se non volevi opinioni, giudizi, non avresti dovuto rendere pubblica la tua “battaglia”, lo hai fatto, non lamentarti ora, come hai detto tu, era prevedibile. La conferenza e il signor Dal Bosco sono stati usati da me, certo non puoi negare ci sia un legame di pensiero, di visioni, di valori nel tuo agire che richiamano a una ben precisa area, sarà una coincidenza ma la polemica guarda caso è avvenuta dopo quell’incontro, sebbene i libri siano da tempo in biblioteca. Per fortuna non siamo uno Stato teocratico, vuoi seguire la tua coscienza e i tuoi valori?, libero di farlo, ma non di imporli ad altri. Eventualmente puoi sempre cercare di esportare in Italia il modello saudita. Sarà, ma ribadisco, mi spaventano gli integralisti, che si chiamino Cristiano o Mohammed.

    (Monja)

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  23. Dico sommessamente: c’è un un problema. Pausa di riflessione, nel rispetto di tutti e del buon senso.

    (Commento firmato)

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  24. Ho sfogliato il libriccino in questione e non vi ho trovato nulla che possa essere definito pedopornografico. In ogni caso, se qualcuno lo trova troppo “forte” per il proprio bambino, credo che abbia la possibilità di scegliere altri volumi che gli aggradano maggiormente. Bisognerebbe chiedere ai bambini cosa pensano di questo libro; lo sguardo di un adulto, fisiologicamente meno puro di quello di un bambino, può trovare “hard” immagini che invece non lo sono. D’altra parte, ora, penso all’immane crociata che dovrà affrontare il ragazzo censore dei libri: andare su e giù per l’Italia e far ritirare il libro da tutte le biblioteche e le librerie sarà un lavoraccio, come il passare dalle edicole a stracciare calendari Pirelli e copie di “Chi” e “Novella 2000”, denunciare estetiste e parrucchiere che espongono immagini di cosce depilate e schiene nude, ricoprire statue, rimettere (ancora!) i vestiti ai personaggi della cappella Sistina… Uff, ne avrà da sudare, il nostro giovane.

    (Emilia)

    Rispondi
  25. Però c’è una cosa che non capisco. Se il libro che Cristiano contesta è in molte altre biblioteche, perchè lui si è scagliato solo su quella di Casina? E perchè non se l’è presa con la casa editrice che lo pubblica e lo diffonde ma ha preferito montare un caso solo locale. Cristiano, vorrei chiedertelo faccia a faccia, ma non so chi sei.

    (Viviana)

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  26. La pornografia non può essere a disposizione dei bambini, non è una questione di censura o di mancanza di libertà di espressione. E quella è evidentemente pornografia, specie se si pensa che si tratta di un testo rivolto a bambini, non certo ad adolescenti.

    (Francesco)

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  27. Quando la polemica si allunga tra i soliti soggetti con “botta e risposta” su un tema universale come quello dell’educazione sessuale, diventa un po’ noiosa. E’ facile per i contendenti, rigidamente fermi sulle rispettive opinioni, scivolare sul terreno politico perdendo di vista l’oggetto del contendere che, nel caso specifico, è un problema di cultura che ognuno tratta con i mezzi di cui dispone. L’importante è avere l’umiltà di accogliere anche i pareri degli altri.

    (Settimo)

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  28. Cristiano argomenta, ragiona. I suoi oppositori ripetono come un mantra il diritto alla libertà. Ma siamo certi che anche in campo morale la libertà non abbia limiti e corrisponda al mio capriccio? Cristiano va controcorrente, gli altri si muovono al sicuro del pensiero maggioritario. Ma siamo sicuri che la maggioranza numerica corrisponda alla verità? La maggioranza era per la condanna di Galileo. Ma l’oggettività era da un’altra parte. La massa urlante non è mai l’argomento principe. L’educazione non è sola istruzione, ma consiste nello spiegare il fine e il significato delle cose. Il sesso non ha come fine solo il gioco erotico e i pupazzi nudi dei libri in questione parlano di gioco pornografico. Cristiano si appella a Dio a da Lui deduce il Bene e il Male. Gli altri non ne parlano. Se Dio c’è comanda Lui, ma se al Suo posto c’è il caso non abbiamo più razionalità, in quanto il caso è irrazionale. I pastori della Chiesa, preoccupati di avere addosso l’odore delle pecore, tacciono e dimenticano che anche Lugli è una pecora fedele più dei cristiani adulti alla Prodi, Dossetti e S. Egidio che vogliono una fede a loro modo e prona alle mode del momento. Ebbene, da quei pastori è necessario stare lontani. Non odorano di popolo, ma di salotti intellettualoidi eredi del peggior marxismo emiliano. Sono un pastore vecchio, ma ancora indomito e sempre pronto alla lotta. Sto con Cristiano in tutto ciò che dice su questo argomento; mi preparo al disprezzo e alla calunnia. Anche alla esortazione alla prudenza da parte di qualche superiore o confratello. Lui, sì, vecchio nel cuore.

    (Don Giorgio Bellei)

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  29. Ha ragione da vendere, Cristiano, nell’osservare la prevedibilità delle reazioni a seguito della sua “denuncia”. D’altra parte, i bombardamenti mediatici tutti rigorosamente appiattiti ed obbedientissimi al dominante diktat del pensiero unico, stanno evidentemente facendo una efficace operazione di lavaggio al cervello su larga scala. Il torpore o il sonno di molti intelletti, unitamente alla tiepidezza o alla indifferenza di molte coscienze, poi, completano il tragico e grottesco siparietto che si apre su questa nostra attuale povera (in tutti i sensi) e confusa società. Tutto prevedibile, dunque. Tuttavia non tutti ci siamo rassegnati ad ingoiare passivamente la impressionante passerella di ossimori, paradossi e mostruosità che ci viene quotidianamente propinata da ogni dove edulcorata sotto una non dibattibile forma di normalità. Ovvero: come far brillare lo sterco della menzogna, costi quel che costi. Ma ciò che è gravissimo, in mezzo a questa Babele di miserie umane, è che nelle fogne abitate da troppi adulti infelici, ora si vuole trascinare dentro a tutta forza anche i bambini e, anzi, loro per primi e prima possibile. Come sparare a raffica sopra l’innocenza, il pudore, la semplicità tipica dell’infanzia. È la superficialità nei confronti di questo abominevole ideale stupro dell’infanzia, è questa inaccettabile violenza lasciata a briglie sciolte che dovrebbe far inorridire qualsiasi mamma, qualsiasi papà, qualsiasi educatore e persona di buon senso. Ecco, è questa scarsa consapevolezza del pericolo che fa paura, non tanto per noi stessi, già cresciuti e carichi di anni. Fa paura per chi è piccolo oggi, perchè è vittima inconsapevole di una violenza a causa della quale dovrà, suo malgrado, pagare le conseguenze. Non oso immaginare il conto salatissimo che molti adulti, oggi muti o consenzienti, un giorno dovranno volenti o nolenti saldare con questi bimbi una volta cresciuti. Sarebbe pertanto bene assumersi una maggiore responsabilità, che a far gli struzzi si suscita tutt’al più cristiana commiserazione ed umana delusione per tanta pochezza.

    (Daniela Cichellero)

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    • Io non ho capito. Non ho capito quello che ha scritto: le parole indicano le cose o almeno rinviano ad un concetto; dietro alle sue non pare esserci nulla, se non parole che rimandano a se stesse, quasi disperate nella loro autoreferenzialità, irrazionali (senza ratio, misura, confronto) nel senso etimologico del termine. La saluto.

      (Giacomo Ghidoni)

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  30. Ecco: un prete “tradizionalista”, anticonciliare, che dice peste e corna di papa Francesco e del priore di Bose, Enzo Bianchi, sulla pagina Facebook della sua parrocchia, e la referente delle Sentinelle in piedi di Reggio, sulla quale non mi esprimo perché davvero non c’è niente da dire. Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Possiamo anche chiuderla qui o aspettiamo un intervento di Forza Nuova a sostegno del giovane Lugli? Cordialità.

    (Normanna)

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  31. Cristiano, non ti conosco, ma apprezzo il tuo coraggio e la tua chiarezza di idee. Non scoraggiarti per gli attacchi e le accuse di fanatismo e integralismo e continua ad avere a cuore questi nostri piccoli che hanno tanto bisogno di educatori saggi, di piccole cose normali e di esperienze semplici e vere. I cristiani “non adulti” purtroppo sono soli nelle loro comunità: capisco la tua amarezza e ti garantisco che, almeno in questo, qualcuno vive il tuo stesso disagio. Grazie anche a don Bellei per il suo pensiero “vecchio” e indomito.

    (Daniela Venturi)

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  32. E qui cadi, prete! Ecco che forse allora l’equilibrio non alberga in te, come nel giovane crociato? Attacca Francesco, forse l’unico in grado di risollevare la chiesa dal medioevo dettato dai tuoi opliti! Sentinelle, state in piedi. Pronte almeno a ritornare su passi diversi da quelli integrali. Buon cammino. Non “meniamocela” troppo con ‘sta dinasty in salsa clerical-sessuale! Suvvia!

    (Serb)

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  33. Questo è il mio ultimo commento, ma ho voluto fare un piccolo giochetto, visto che si parla di libri per bambini, ho preso un discorso ne ho modificato alcune parole lasciando immutato il senso. “Non abbiamo le leggi dalla nostra parte e mai più le avremo, ma abbiamo il Corano, l’unico e solo che salva, e sotto il cui stendardo ogni jihad può essere vinta. Scandalo per i miscredenti, stoltezza per gli infedeli, ma non per coloro che sono chiamati. L’Islam si fonda su verità oggettive e rivelate, non sul libero arbitrio: il mondo si deve conformare al Corano e non il Corano al mondo, così come ha ormai permesso la stragrande maggioranza dei musulmani, che si conformano allo spirito del mondo per evitare problemi.”. Questo è il mio ultimo commento, ma ho voluto fare un piccolo giochetto, visto che si parla di libri per bambini, ho preso un discorso ne ho modificato alcune parole lasciando immutato il senso, chi indovina le parole sostituite?

    (Monja)

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  34. Non la conosco, signora Normanna, ma dalle sue parole capisco due cose: che non se ne intende di logica, cioè dell’arte del ragionamento. Non si risponde ad un pensiero raccontando i pregi o i difetti del suo estensore (tradizionalista o progressista), ma si risponde trovando altri argomenti. Poi capisco che ama e stima Francesco il pontefice regnante e nutre venerazione per il Concilio Vaticano II. Non faticherà quindi ad affermare con quest’ultimo che l’aborto è un abominevole delitto (parole testuali). Con Francesco in Messico dirà poi che oggi si sta distruggendo la famiglia, la quale è solo uomo-donna. Quanto a Bianchi, alla Normanna sfugge che egli è capo del gruppo di Bose. Ma il titolo di priore lo ha usurpato. Priore è titolo monastico e Bose è un’associazione privata di fedeli. Non canonicamente un monastero. Se la signora Normanna seguirà il sito della parrocchia, che conosce, potrà istruirsi religiosamente. A meno che non prediliga scritti di veterocomunismo.

    (Don Giorgio Bellei)

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  35. Qualcosa mi dice che se al posto di Cristiano Lugli ci fosse stato un Mohamed molti commenti sarebbero stati più comprensivi. Ma è solo un’impressione.

    (Rory)

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  36. Come redazione, riteniamo di chiudere qui la discussione. In attesa di riprenderla, se il caso, con altri articoli al verificarsi eventuale di fatti nuovi.

    (red)

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