Aumentare del 50% Poiatica, per chiuderla. Il singolare progetto di Iren

PoiaticaUna clamorosa riattivazione per accogliere nuovamente un mare di rifiuti nella discarica di Poiatica. Trova conferma, in un documento di poche pagine, la volontà di Iren di proseguire a Poiatica l’attività di discarica per rifiuti speciali. Un fatto di cui si aveva avuto contezza pochi giorni fa nell'intervento dell’ingegner Giachetti alla Commissione Ambiente della Regione.

Stiamo parlando di un progetto messo nero su bianco dalla stessa Iren Ambiente e indirizzato a Regione Emilia Romagna, Provincia di Reggio Emilia e Comune di Carpineti che, cambiando la tipologia dei rifiuti da potere mettere a Poiatica (rifiuti speciali al posto di quelli urbani ora inceneriti a Parma), ovvierebbe a due grossi impedimenti per l'utilizzo ulteriore della discarica che credevamo chiusa dopo l'annuncio della Provincia di Reggio del febbraio di un anno fa e, ora, rischia invece di aumentare del 50% e, quindi, sarebbe verosimilmente utilizzata ancora a lungo.

"Dopo la saturazione del V lotto e l'inammissibilità e divieto (deliberato dalla Giunta provinciale di Reggio nel 2014) a proseguire l'attività di smaltimento, Iren non si rassegna - scrive a Redacon la fonte della notizia - e presenta un ulteriore progetto di chiusura finale che prevede il conferimento di rifiuti speciali nell'area destinata a discarica secondo piano strutturale comunale (PSC)".

Un dato chiaro su tutti: il progetto di Iren Ambiente - poche pagine elaborato dallo studio associato T.En. di Reggio Emilia - suggerisce di autorizzare 1 milione di metri cubi di rifiuti speciali, "al quale si aggiungono ulteriori 300mila metri cubi di argilla a completamento finale dell’impianto (pagina 14 )". La discarica attualmente ha un volume di circa 2 milioni di metri cubi. Singolare il fatto che il documento si intitoli: "Ipotesi di chiusura finale dell'impianto in funzione dello stato attuale dei luoghi".

Nel documento peraltro si rileva un dato già emerso a suo tempo: "presenza di un impluvio a nord del corpo rifiuti, contraddistinto da vulnerabilità e criticità", così come nel tempo denunciato da comitati e amministrazione comunale.

Iren, nel documento, "indica inoltre una lunga lista di codici CER rifiuti, nella quale rientrano pressoché tutte le tipologie di rifiuti speciali incluso compost fuori specifica, ceneri pesanti e scorie (pagina 17 e 18) che, quindi, si richiede siano messe all'ingresso del Parco nazionale".

La ciliegina sulla torta: "nel progetto, inoltre, vengono ipotizzate nuove volumetrie di discarica da autorizzare".

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Riceviamo e pubblichiamo gli aggiornamenti che ci pervengono in merito.

La protesta del presidente dell'Unione dei comuni Enrico Bini

“Chiedo a Iren e alla Regione di organizzare una comunicazione puntuale ed urgente su tutti gli aspetti che riguardano la situazione della discarica di Poiatica”. A lanciare l'appello è il sindaco di Castelnovo ne' Monti e presidente dell'Unione dei comuni dell'Appennino, Enrico Bini, a seguito delle notizie emerse nelle scorse ore sulla proposta avanzata da Iren di conferire nuovi rifiuti nell'impianto carpinetano, che deve andare alla chiusura definitiva. “Non credo sia corretto nè comprensibile – afferma Bini – che noi sindaci veniamo a conoscenza di una proposta come quella avanzata da Iren direttamente dai giornali. I cittadini, giustamente molto sensibili su una possibile ripresa del conferimento di rifiuti a Poiatica, in questo modo hanno l'impressione che i sindaci stiano prendendo decisioni senza informarli, mentre invece nemmeno noi abbiamo informazioni su questa proposta avanzata in Regione, di quali tipologie di rifiuti si stia parlando nel dettaglio, di quali quantità. Così non solo si aizza la giusta apprensione dei cittadini, ma si mettono gli amministratori locali nell'impossibilità di fornire qualsiasi risposta”.

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Il sindaco di Carpineti: "Iren chiarisca"

Scrive a Iren S.p.A. il sindaco di Carpineti, Tiziano Borghi. La missiva è indirizzata agli ingegneri Paterlini e Giachetti: "Apprendiamo stamattina dai media di un progetto commissionato da Iren Ambiente allo studio T.En per la riapertura della discarica di Poiatica, indirizzato alla Regione, alla Provincia e al Comune di Carpineti, ma mai pervenuto a questo ente. Chiediamo di conoscere con urgenza il progetto in questione e la ragione per la quale gli organi di stampa vengono informati delle vostre iniziative prima dei destinatari dei documenti e degli enti coinvolti. Qualora la notizia fosse infondata chiediamo che sia velocemente smentita con il giusto tono e l'adeguata veemenza per il giusto rispetto degli enti stessi".

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Il sindaco di Toano: "Non vogliamo nessun tipo di rifiuto a Poiatica"

Apprendiamo dai giornali che si continua a parlare di portare un'altra montagna di rifiuti a Poiatica. Non possiamo fare altro che ribadire la posizione più volte espressa dalla Amministrazione comunale di Toano che abbiamo più volte puntualizzato con chiarezza: non vogliamo nessun tipo di rifiuto a Poiatica. Ci sembra che continuare a sfidare la volontà della gente di un'intera vallata e voler imporre dopo vent'anni un altro milione di metri cubi di rifiuti in una zona fragile alle porte di un'area Mab-Unesco sia una mossa spregiudicata e inopportuna che non può portare a niente di buono.

(Vincenzo Volpi)

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9 Commenti

  1. Se ho capito bene, Iren ha informato di questo progetto la Regione Emilia Romagna e il Comune di Carpineti. Chiedo cos’ha intenzione di fare il signor Tiziano Borghi, sindaco di Carpineti. Leggendo gli articoli usciti sui giornali sembrava che il PD avesse preso lucciole per lanterne. Signor Borghi, dia un colpo, si faccia sentire. I carpinetani sono molto preoccupati.

    (Perplessa)

  2. E’ venuto il momento che il sindaco Borghi dica con sincerità quali sono i progetti del Comune di Carpineti per la discarica di Poiatica. Si intende seguire il progetto proposto da Iren? Si considera possibile conferire ulteriori rifiuti a Poiatica? Si ritiene di potere utilizzare il pretesto del ristoro ambientale per giustificare una riapertura del sito? Siamo ancora in attesa di risposte che continuano a non arrivare. Reitereremo queste domande fino a che non avremo risposte chiare e convincenti.

    (Dario Bottazzi – segretario del PD di Carpineti)

  3. Se succederà questo contro la volontà dei sindaci vorrà dire che Iren non è minimamente interessata e scalfita dalle battaglie ideologiche del presidente dell’Unione e colleghi quindi, di fronte a tale affronto, dalle ideologie bisognerà passare ai fatti concreti, sennò per correttezza verso gli elettori non tutelati qualcuno dovrebbe avere la decenza di dimettersi; grazie.

    (Paolo)

  4. “Apprendiamo con stupore, sbalordimento, preoccupazione e soprattutto delusione dalla stampa – dichiara Legambiente Appennino Reggiano – che la chiusura definitiva della discarica di Poiatica è ancora messa in dubbio” non se ne può più di questa diatriba. Il piano regionale dei rifiuti sembrava aver definitivamente indicato la chiusura della discarica. Partita che però Iren ha cercato di riaprire in occasione della commissione assembleare regionale sul Piano Rifiuti, tenutasi lo scorso 4 febbraio, dove l’azienda ha fatto esplicita richiesta alla Regione Emilia Romagna di valutare un possibile futuro utilizzo della stessa discarica per il conferimento di rifiuti speciali. Oggi, a distanza di due settimane dall’intervento del sottosegretario Rossi, che confermava la chiusura dell’impianto, l’associazione apprende dai giornali dell’esistenza di uno studio di Iren che indicherebbe le quantità e le tipologie di rifiuti speciali da conferire a Poiatica, nonostante la chiusura pianificata. La poca chiarezza sulla situazione dell’impianto, sottolineata anche dal sindaco Bini, evidenzia l’urgenza di diffondere la corretta e dettagliata informazione sul futuro del sito. Ci chiediamo, tanto per far ancora chiarezza, la politica ambientale regionale chi la programma e la decide Iren o la Regione? Auspichiamo un futuro, ribadisce Legambiente, che non può che essere quello della chiusura della discarica di Poiatica che da tempo è già arrivata al capolinea.

    (Legambiente Appennino Reggiano)

  5. Apprendiamo dalla stampa dell’esistenza di un progetto di Iren per la chiusura di Poiatica con conferimento di rifiuti speciali. Nemmeno nei peggiori incubi: un progetto di chiusura con 1 milione di metri cubi di speciali? Alla faccia della chiusura! Questo progetto ci condannerebbe ad una seconda discarica per gli anni a seguire, sotto la veste di un oscuro progetto che sembra ruotare attorno alle parole per non dire ciò che è palese a tutti: lo smaltimento di rifiuti. Nessuna chiusura, nessuna riqualificazione, nessuna messa in sicurezza, come rimpallavano questo o quel dichiarante nei mesi precedenti a mezzo stampa, a quanto pare Iren punterebbe molto più in alto di quanto immaginavamo. Se la notizia fosse confermata, la sua realizzazione sarebbe un disastro. Proprio sugli speciali avevamo manifestato nelle scorse settimane le nostre paure, perché nella codificazione degli speciali gli inerti sono solo una parte marginale dell’elenco a cui afferisce tale categoria che comprende scorie da inceneritore, fanghi industriali e tantissimi altri rifiuti. Tecnici e politici stoppino questa follia, noi faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per contrastarlo assieme a coloro che sono stanchi di vedere queste terre inquinate, esponendo le nostre famiglie e l’ambiente a questo vergognoso futuro. E sono tanti, non solo montanari. Non lo permetteremo. Aspettiamo al più presto la convocazione della commissione discarica in Comune che, ci è stato anticipato, sarà aperta al pubblico, auspicando che venga riconosciuta finalmente come un organo di dibattito verbalizzante sulla discarica, dal momento che a quanto pare, di Poiatica se ne parla ovunque fuorché nei luoghi della trasparenza diretta al cittadino. Abbiamo anche presentato a tal proposito lo scorso gennaio una proposta di regolamento alla commissione che confidiamo venga approvata dai componenti come strumento più aperto, partecipato ed equo di comprensione su tutto ciò che riguarda Poiatica. Siamo, infine, in attesa anche della risposta da parte della Regione alla recente notizia emersa sul progetto, confidando in una netta dissociazione dalla linea tenuta dal gestore. Sarebbe l’inizio di un segnale di cambiamento e inversione di marcia.

    (Comitato Fermare la Discarica)

  6. Sarebbe ora che Iren, invece pensare ad ampliamenti, si occupasse della messa in sicurezza, anziché sostenere, come fatto nel marzo 2015, che non sussiste alcun rischio. Anche l’idea avallata di coprire la discarica con argilla, rappresenta più un rischio che una rassicurazione, considerato l’aumento notevole di peso che comporterebbe. Le cose giuste basta volerle fare senza volerci guadagnare a tutti i costi. No alla speculazione sulla salute dei cittadini.

    (Lega Nord Appennino reggiano)

  7. Lunedì 28 dicembre, alle ore 7, una cisterna su articolato scortata da un’auto usciva dalla discarica di Poiatica. Forse portava via dei reflui provenienti dalla discarica…

    (Carlo Rossi)

  8. “L’Italia è il Paese con il più alto tasso di immondizia che finisce in discarica: il 40 per cento. Ne produciamo 487 chili a testa mentre la media europea è di 422. Il giro d’affari? 22 miliardi di euro nel 2014 con 30mila reati accertati. Uno ogni 18 minuti”. (Dal libro “Ultimi” di Antonio Galdo, Feltrinelli editore)

    (Alessandro Raniero Davoli)

  9. Immediata uscita da Iren, da parte di tutti i comuni dell’Appennino reggiano, per la gestione dei rifiuti. Non è utopia, è possibile farlo. I comuni più virtuosi in Italia, sul fronte del riciclo dei rifiuti, hanno una propria municipalizzata creata “ad hoc”, piccola e tarata sulle esigenze del comune. Non una mostruosa multi-utility quotata in Borsa, che investe negli inceneritori e ha bisogno di tonnellate di rifiuti, con manager che risiedono a Milano. Sono anni e decenni che veniamo bastonati, poi rassicurati, poi bastonati di nuovo, poi presi in giro, e così di seguito… Io la vedo come l’unica soluzione (drastica) per farci intendere.

    (Giuliano Rossi)

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