Dall’Appenino al Devon, nel sud ovest dell’Inghilterra: il coraggio di mostrare la propria età

14607957_10210993553501395_312976070_nContinuando il mio percorso di studentessa dottoranda di ricerca che prevede visite presso altri atenei internazionali, rieccomi pronta per un confronto cross cultural.
Quando sono arrivata a Londra 10 giorni fa, con ancora residui esteri di Finlandia appena abitata freschi in memoria, l’impressione è stata ‘casa’, posti conosciuti, nulla di ‘nuovo’, global global global. Confortevole, a mio agio, un po’ abituata. Speranzosa di sentire quel senso di wow, di straniero, arrivo a Exeter. Che è un po’ Londra in miniatura. Giapponese, Caraibico, Thai. Italiano. Una sfilza di ristoranti etnici. Catene di negozi solite: Tesco, Marks & Spencer. Noto, saputo, conosciuto. Cerco le differenze, per impararmi. Non le trovo. Stasera finalmente girando per i vari canali in TV , toh! Faccio caso: persone anziane conducono i programmi. Anziani fanno pubblicità. Donne normali, grassocce, imperfette. A loro agio. Uomini grigi con pancetta sereni. Mi accorgo che nei nostri media appaiono solo fino a 40 anni. Se ne hanno 50 devono sembrare 30enni. Una differenza: qui non sono gerontofobici come noi. Ecco.

Ah, inoltre sì, tutti ma tutti hanno un cane, di razza. Very British.

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