Il Pd di Casina papale papale: “Chi siamo noi per dire che ci sono cose più importanti che avere una donna in giunta?”

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“Leggiamo con stupore la presunta legittimità e rispetto della legge da parte dell’attuale giunta e dell’operato del sindaco di Casina nella composizione della stessa. Il difensore civico non ha consigliato, ma ha indicato il perpetuarsi dell’illegittimità della composizione del governo di Casina e obbligato a porre rimedio costringendoli a procedere con l’istruttoria. Sulle metodologie di ricerca web non discutiamo, parlare di trasparenza è un politichese costruito e populista. E’ un inutile tentativo pianificato per non trovare nessuno e lo dimostrano i caratteri inspiegabilmente restrittivi e senza una descrizione specifica della figura ricercata”.

Lo affermano dal circolo Pd di Casina, ove commentano ancora la questione dell’assenza femminile nella giunta comunale locale.

“Il fatto è che a Casina ci troviamo di fronte ad una politica improvvisata da parte della maggioranza, forse ‘da bar’ proprio come il sindaco ha recitato in una recente intervista rilasciata alla radio della Rai. Qui il problema è ampio perchè, con questa gravosa vicenda, c’è una perdita di credibilità di Casina su tutti i livelli in contesti al di fuori dei propri confini. Inoltre c’è un mancato rispetto della legge fin da luglio. Con l’improvvisazione non si va da nessuna parte e non si parli di Pd come pretestuoso, quando invece torna comodo attaccarlo e prenderlo come capro espiatorio. Guardiamo invece quello che c’è e vediamo il navigare a vista, il procedere a tentativi che di questi tempi non può far altro che spaventare e porci su un atteggiamento di attenzione”.

Per i piddini casinesi “tanti reputano il discorso come non importante e non necessario. Qui invece la questione è determinante perchè politica, sociale, morale e legislativa. Se ci fermiamo solo ‘all’asfalto’ di turno tutto non ha importanza. Cerchiamo di andare oltre al mero populismo, cerchiamo di entrare in profondità una volta tanto. La figura femminile è un contributo necessario sul piano politico e amministrativo. Un percorso nel tempo fatto di conquiste ed evoluzioni di ruoli. Abbiamo avuto figure come Simone Weil che hanno lottato, hanno insegnato come si fa politica, come si elaborano coscienze e pensieri. Chi siamo noi ora per dire che ci sono cose più importanti che avere una donna in giunta? Certo anche a Casina, bisogna partire da tutti i livelli”.

Ed infine: “E’ avvenuta la violazione di una legge chiara e nitida, che permette, in ambito amministrativo e politico, una giustizia sociale e una parità travagliata nel suo percorso. Parità troppe volte misconosciuta, con i più assurdi pretesti, sia in ambito lavorativo e sociale che politico. Parità necessaria per un contributo che rispecchi tutti i punti di vista, ottimizzi le qualità e ne produca i risultati. Siamo cavillosi e infondati agli occhi dei più? Non ci interessa. Se i diritti hanno un valore, noi ci saremo per difenderli fino in fondo a costo di far saltare il banco”.

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15 Commenti

  1. E’ purtroppo chiaro che “non vi interessa”; che l’unico appiglio per denigrare Costi e lenire la sonora sconfitta ricevuta è attaccarsi all’unico cavillo legale, lecito, ma come pensa quasi tutto il paese, non determinante o non in grado di giustificare una spalata di fango come quella che state facendo. E’ lo specchio del vostro egoismo politico e che vi rende ineleggibili (speriamo ancora per diversi lustri). Idem con il tormentone “da bar”, cari i miei dottori. Nessuno “nasce imparato”, ma con tanto impegno ognuno può fare bene, mi pare che alla giunta in carica l’impegno non manchi. Sorvoliamo poi sulla situazione ereditata da Costi… oppure siete così puri e candidi da poter scagliare la prima pietra? Attenzione, se l’urto del sasso lanciato è elastico, il sasso torna indietro.

    (MA)

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  2. La sconfitta a Casina brucia sempre di più. Invece di criticare chi prova, anche con politica da bar come dite voi, ad amministrare Casina io mi farei (e io da PD l’ho gia fatto) una domanda alla quale nessuno ha ancora avuto il coraggio di rispondere: perchè il Pd ha perso le elezioni?

    (M.M.)

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  3. Riguardo alla composizione delle giunte, mi sono sempre chiesto, da profano, in che modo possa conciliarsi l’art. 47 del decreto legislativo n.267 – entrato in vigore nel 2000 quale testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali – con il disposto normativo della parità di genere, volto a garantire la presenza in giunta di entrambi i sessi, introdotto se non erro nel 2012 come modifica apportata all’art. 6 del Testo Unico medesimo. L’articolo n. 47 prevede infatti che gli assessori comunali siano “nominati” dal sindaco e tale procedura, ossia la “nomina”, lascerebbe intendere che si tratta di un atto in cui il primo cittadino ha un’ampia discrezionalità di scelta, fatti salvi i requisiti minimi previsti dalla norma, il che si spiega col fatto che la giunta collabora con il sindaco attraverso deliberazioni collegiali e si suppone dunque che i suoi componenti, cioè gli assessori, siano persone che godono della fiducia di chi li ha voluti al proprio fianco, ovvero del sindaco. E la fiducia è, come sappiamo, una questione molto delicata, che dovrebbe prescindere dal sesso della persona in cui noi la riponiamo, nel senso che i destinatari della nostra fiducia, per lo svolgimento di una determinata mansione o funzione – soprattutto quando si tratta di compiti importanti – potrebbero appartenere tutti allo stesso sesso, così che verrebbe meno la parità di genere, e nasce pertanto da qui la domanda che dicevo in premessa (ma forse gli estensori di questa nota hanno la risposta al mio interrogativo).

    (P.B.)

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  4. Di Maio docet, attaccare e rimandare al mittente, ma la minoranza è lì per controllare, come faceva la precedente, e dovrebbe sorvolare sulla parità? Dimentichiamo tutte le lotte? Allora va bene tutto…

    (Alle)

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  5. Domanda semplice per il coordinatore Pd: ma se la presenza femminile è un valore così grande, come mai non si dimettono Rinaldi e Zini (“rei confessi” della sconfitta elettorale) per consentire a due giovani donne di entrare in consiglio e dare il loro contributo? La verità è che invece di parlare di filosofia e denigrare l’ambiente dei bar dovreste ritornare a frequentare la gente comune e capire che i veri problemi della comunità di Casina sono altri. State continuando a restare nella torre d’avorio della vostra arroganza.

    (PR)

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  6. La minoranza che ha perso le elezioni non demorde e continua nella inutile polemica sulla mancanza di donne in giunta. Il sindaco le aveva tentate tutte per trovare una o due donne da nominare assessore, ma nessuna delle donne contattate ha accettato. Cosa doveva fare, prendere le prime che passavano per la strada e nominarle?, siamo seri e poi nel caso avessero accettato certi requisiti dovevano pur averli, competenza prima di tutto e poi essere di Casina o vicinanze, condividere il programma. Ora il difensore civico ha imposto di fare un bando e lo hanno fatto, vedremo cosa sortirà. Mi par di capire che la minoranza e il PD locale montino una protesta pretestuosa, hanno perso le elezioni e perso più di mille voti. Facciano piuttosto un esame di coscienza e lascino lavorare la giunta e il suo sindaco, tutti bravi ragazzi non politicanti (e anche per questo scelti), li lascino lavorare in pace, ne hanno il diritto. E poi sono stati i cittadini di Casina che non hanno votato per le donne in lista con Costi, nonostante le quote rosa fossero state rispettate. Sono stati i cittadini di Casina a non votare la lista di Rinaldi e ci saranno pure stati dei motivi e alla luce di quanto sopra consiglierei alla lista sconfitta di fare un’opposizione costruttiva e non cercare inutili polemiche; gli elettori di Casina hanno già emesso la sentenza lo scorso giugno e fra cinque anni ne emetteranno un’altra.

    (D.A.)

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  7. Leguleie pretese di bieco “strutturalismo politico” voluto e creato ad arte per continuare a dividere una comunità gravida di problemi seri (il tanto peggio tanto meglio, tanto caos, per essere sempre e comunque al potere, o per condizionarlo negativamente, lontani dai reali problemi della gente! Storia vecchia!). Disturbare sempre e comunque, il più possibile, l’azione amministrativa di persone capaci, serie e volenterose che hanno trovato il coraggio di metterci la faccia, calandosi in una disastrosa eredità amministrativa giunta, in passato per ben due volte, al limite del commissariamento. Tranquilli! Il sindaco Costi, la sua lista e la sua “quota rosa” (che ha comunque continuato a lavorare, in disparte, in ossequio al sacrosanto volere degli elettori, senza necessitare di “presenzialismi di poltrona”, saranno comunque in grado di soddisfare anche le strumentali e artificiose richieste sulla presenza in Giunta del “genere femminile”, puntiglio pretestuoso della minoranza! Una domanda è lecita però: poi cosa dovranno aspettarsi, per poter continuare ad amministrare Casina, Costi e la sua Giunta? Anche ulteriori “legittime” (si badi bene!) richieste di presenza di “altri generi”? Astutamente la legge voluta da “certa sinistra” parla di “quota di genere”! Arriveremo all’immobilismo amministrativo se nessun criceto (femmina) vorrà sedere sugli scranni? E, nel caso il sindaco Costi trovasse anche quella, potrà votare liberamente per alzata di zampa? Da ridere!

    (Da Trinità)

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  8. “Dimentichiamo tutte le lotte? Allora va bene tutto…”, conclude “Alle” nel suo commento, ma bisognerebbe capire di quali “lotte” si tratta, visto che da un lato c’è chi chiede che negli organi collegiali in genere – e dunque esulando dal caso specifico – siano presenti entrambe le categorie cosiddette identitarie, ossia ambedue i sessi, ciascuno con la propria rappresentanza, semmai percentualmente definita, secondo il principio delle pari opportunità tra uomo e donna, mentre altri sembrerebbero pensarla invece diversamente, almeno in apparenza, col ritenere che si debba andare al superamento delle categorie identitarie (due posizioni che per l’appunto mi paiono non essere combacianti, a meno che io ne abbia frainteso il rispettivo significato, come può succedere).

    (P.B.)

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  9. Il circolo piddino di Casina può spiegare meglio cosa intende quando conclude che è disposto “a far saltare il banco”?

    (A.G.)

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  10. Trovo particolarmente irritante questa pratica da politicanti. Corretto far notare a chi sbaglia che sta sbagliando, non proporre però delle soluzioni rende la polemica quanto mai sterile. Un vero politico, un politico corretto, un politico che tiene alla propria comunità una soluzione la proporrebbe. Evidentemente anche il PD grandi soluzioni in tasca non le ha. Peccato.

    (Un cittadino)

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  11. Casinesi, stiamo esasperando la questione. Il difensore civico ha obbligato il sindaco Costi e anche altri sindaci, ad adeguare la giunta formata alla legge Delrio del 2014. Le leggi vanno rispettate e applicate, soprattutto quando si tratta di questioni istituzionali. Mi chiedo chi prima della minoranza dovesse informare il sindaco Costi che la giunta che andava a formare non era a norma di legge. Il segretario comunale? Ah, i dubbi della vita… Fu l’unico, Costi, la sera del comizio finale davanti al municipio di Casina, a dire la frase di rito, che apprezzai: “sarò il sindaco di tutti”. Allora mi domando perché non abbia esteso il bando per la nomina dell’assessore donna, in rispetto allo statuto comunale, a tutte le donne? Anche a quelle che magari non l’hanno votato? Cordialità ai miei compaesani, ma vi prego di non scrivere commenti sciocchi e insulti di bassa lega, solo peggiorativi per chi ci amministra, che vengono letti anche al di fuori dei confini di Casina. Abbassiamo i toni, già siamo il paese dei maschilisti, ma se perseveriamo passiamo anche per quelli che devono ancora imparare l’a-b-c- dell’educazione.

    (S.R.)

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    • Certo, l’educazione è gran cosa. Pare quasi anacronistica, ormai. Evidenziamo però chi ha dato inizio, ma soprattutto ha cavalcato con ironia maliziosa, questo teatrino “ormonale”: il Pd di Casina, ovvero coloro mandati a casa dal popolo, sovrano.

      (MA)

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  12. Quando il casinese S.R. dice “già siamo il Paese dei maschilisti…” sembra usare questa espressione in senso piuttosto negativo, ma – al di là della circostanza in questione, che ha implicazioni normative – se da un lato c’è il “femminismo” non vedo perché mai, sul piano etico, non possa esservi spazio anche per il “maschilismo” – semmai appena abbozzato e comunque non invasato – secondo una logica di simmetria e specularità (spero di poterlo dire senza che qualcuno si senta offeso, perché in tal caso ritirerei tutto, scusandomene).

    (P.B.)

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  13. Signor P.B., non sono un acculturato, ma femminismo, movimento per la conquista di pari diritti delle donne e maschilismo, forma di presunta superiorità dell’uomo sulla donna, non sono termini simmetrici. Signor MA, è assodato che il PD abbia perso le amministrative. Continuare con evidente pesantezza ad incolpare altri dei propri errori e delle proprie carenze è mistificante. Cordialità.

    (S.R.)

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  14. Signor “S.R.”, riguardo al termine “maschilismo” mi sembra che ne vengano date definizioni non sempre coincidenti tra loro, ma se non può considerarsi simmetrico al “femminismo”, ci sarà bene un vocabolo o locuzione da poter considerare tale, visto che ogni parola, o anche modo di dire, ha per solito dei “sinonimi e contrari”. Cordialità.

    (P.B.)

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