“Sulla Pietra è il momento delle limitazioni”

Afflusso record a Pasquetta. C’è un ordine del giorno del Parco nazionale per la “cura” della rupe dantesca. “Necessario l’equilibrio tra valorizzazione e conservazione” Al via maggiori limitazioni, manutenzione e vigilanza. Il caso delle bici, delle moto e dei campeggi. E l’ipotesi del pagamento al parcheggio

La Pasquetta del 17 aprile potrebbe essere ricordata come la giornata che ha visto più turisti nella storia della Pietra di Bismantova: una montagna che sta diventando sempre più un punto di attrazione nazionale a cui vanno anche rivolte attenzioni sempre più alte.

Proprio nei giorni scorsi il Consiglio direttivo del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano ha approvato un ordine del giorno che fa il punto sugli attuali molteplici problemi di Bismantova: valorizzazione e conservazione. Un documento importante, che nasce da una riflessione sviluppata in incontri informali col Cai e altri portatori di interessi locali.

Per il Parco nazionale, la Pietra di Bismantova ha bisogno di “cure”. Cure specialissime, come merita una delle “montagne più belle del mondo”, che è localmente una montagna “identitaria” e al tempo stesso è riconosciuta come patrimonio nazionale e internazionale. La conservazione della Pietra di Bismantova è riconosciuta come “uno dei compiti più importanti del Parco nazionale e della Riserva Mab Unesco di cui la Pietra è zona core”. Anche il Comune di Castelnovo ne’ Monti ha individuato, nell’equilibrio degli usi l’idea guida della conservazione, includendo e unificando in essa gli aspetti fisici, naturalistici  ambientali e le relazioni dinamiche tra questi e la presenza umana. E nell’accordo con i Padri Benedettini per l’affidamento al Parco in comodato del pianoro sommitale, si parla della Pietra come “valore da custodire” e non come “luogo da sfruttare”, in quanto “dono che appartiene a tutti”.

Sono in aumento le pressioni antropiche sulla Pietra di Bismantova, che derivano da un’ accresciuta consapevolezza del suo valore , dalla sua attrattività, dal desiderio di utilizzi plurimi, a volte non in sintonia con l’anima e la storia dei luoghi. Aumentano gli escursionisti e gli alpinisti, sono migliorate la segnaletica, la sentieristica e i i punti di informazione. Sono aumentate anche le richieste e le idee di “utilizzo” per manifestazioni sportive, culturali, commerciali, più o meno spettacolari, che utilizzano la Pietra come sfondo o palcoscenico. Ecco perché per il Parco nazionale la presenza di maggiori frequentazioni  richiederà continuativamente più interventi, più manutenzione e d’altro lato anche più attenzione a non superare limiti di sostenibilità ambientale e di rispetto dei valori d’insieme di Bismantova. La Pietra dovrà restare luogo aperto agli usi e alla frequentazione crescente, senza intaccarne l’essenza di montagna vera, con valori primari di naturalità, di cultura e anche di economia e di spiritualità. L’attrattività di Bismantova come cuore del Parco non dovrà degradare verso una sorta di luna park all’aperto.

Per il Parco nazionale vanno accentuate la tutela nelle parti altimetricamente più elevate e naturali (per le quali in prospettiva sarebbe auspicabile l’acquisizione al demanio pubblico) e contemporaneamente favorite le infrastrutture, i servizi, le attività economiche più in basso, nella più vasta area della Bismantova, cioè all’interno e in prossimità degli abitati, a partire da Castelnovo Monti e dei borghi dell’anello stradale perimetrale.

L’odg del Consiglio direttivo ricorda il lungo elenco di interventi realizzati in pochi anni sia dal Parco che da altri enti per la valorizzazione dell’area di Bismantova che testimonia un grande impegno dai risultati inequivocabilmente positivi. D’altro lato però segnala la necessità di alzare l’attenzione, valutando l’impatto di questi interventi soprattutto in termini di prospettiva. Ecco perchè servirà introdurre qualche maggior rigore nelle limitazioni, nella manutenzione ordinaria e nella vigilanza.

La pratica dello slack line, per esempio, potrà essere autorizzata, ma non potrà essere consentito un  parallelo campeggio collettivo sulla sommità, che rischia di divenire  qualcosa di molto diverso da  uno sporadico bivacco di singoli. Le biciclette elettriche potrebbero consentire una troppo facile ascesa sul pianoro sommitale fino a disegnare col tempo piste ciclabili sulla sommità. È invece opportuno che l’accesso ciclabile sia di norma interdetto ed eventualmente  autorizzato in momenti e circostanze particolari e limitate. È opportuno interdire-salvo autorizzazione in casi limitati l’uso di motociclette da cross o da trail sui sentieri o le carraie di tutta l’area di Bismantova.

Va affrontato il problema dei parcheggi nella zona di Piazzale Dante, valutando l’introduzione – nei giorni di punta – una sosta a pagamento e una vigilanza finanziata coi proventi della sosta. L’odg del Parco propone poi di mettere allo studio la destinazione a parcheggio dell’ampia banchina sulla destra della strada provinciale. Fondamentale rimane comunque la diversificazione degli accessi e l’incentivazione della sosta e partenza dei turisti anche da altri versanti e punti di partenza. Per la strada comunale perimetrale si auspica un basso limite di velocità e che sia conservato  la larghezza attuale dell’asfalto attuale, per scoraggiare sovraccarico e traffico veloce .

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6 Commenti

  1. Segnalo che anche i cavalli con i loro conducenti, quando percorrono le carraie con un fondo costituito da terreno umido, sprofondando con i loro zoccoli le rendono pressoché impraticabili agli altri utenti (escursionisti a piedi o in mountain bike). Bisogna aspettare che vi transitino mezzi agricoli pesanti che comprimano le orme essiccate per poterle riutilizzare.

    (Roberto)

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  2. Anche io se posso segnalo: chi gestisce il parco sono persone incompetenti, sono solo capaci di mettere bacheche in legno con costi alle stelle. Ma non capite che lo sviluppo turistico parte dai paesi della valle, tipo Casale? Serve una piazza dove la gente arriva e percorre a piedi i sentieri che portano al nostro unico e bellissimo monumento naturale, tipo la Via Crucis ed arrivano sotto la Pietra. Ma per fare questo servono infrastrutture, non parole dei soliti politici. Giovani, giovani con idee nuove e realizzabili col tempo.

    (Onny)

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  3. Scusate, perché durante i periodi di elevato afflusso di turisti non si crea un servizio, tipo navetta? Come avviene durante i concerti, magari fornendo una convenzione con i punti di ristoro presenti? Si limiterebbero le auto e si manterrebbe basso il livello d’inquinamento.

    (Il Grillo Parlante)

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  4. Bravo Grillo parlante, vedi che se si parla si trovano idee positive, non le solite balle di questi politicizzati che vendono chiacchiere. Spero che qualche politico intervenga a smentirmi! Cari cittadini, ricordatevi che quelli che amministrano sono nostri dipendenti ed essendo non all’altezza vanno licenziati, come succede giustamente nel privato. Aspetto un commento di questa gente, grazie a tutti quelli che lavorano!

    (Onny)

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  5. Concordo col Grillo parlante, qui si pensa a limitare più che ad incentivare il turismo! Un servizio navetta con un punto di riordino o partenza in paese sarebbe una bella vetrina anche per il commercio! A Roberto vorrei dire che di mandrie di cavallari per la Pietra non ne ho ancora viste, corro in maniera regolare per i nostri sentieri senza grossi problemi e se le tracce sono un problema consiglio caldamente di frequentare l’anello del centro Coni, altro grande prestigio del nostro territorio. Qui comunque abbiamo tutto e con le idee giuste si può fare tutto!

    (Andrea)

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    • Provi a salire dalla chiesa di Ginepreto verso la Pietra alla fine del periodo invernale e, forse, capirà di cosa parlo. Per quanto mi riguarda, io uso l’asfalto solo per portarmi sulle carraie e così continuerò a fare. Al centro Coni, se vuole, può andarci lei.

      (Roberto)

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