Sale Rossi, i comitati chiedono un incontro. AGGIORNAMENTO – Comunicato delle “Cicogne” dopo l’incontro

C’è una novità politica importante che non è scappata al comitato “Salviamo le cicogne” e al gruppo “Insieme per il Sant’Anna”. Ed è la nomina dell’ex sindaco di Casalgrande, Andrea Rossi, da poco nominato da Renzi nella segreteria nazionale come responsabile nazionale organizzativo del Pd. Quest’oggi Rossi, che è sottosegretario alla Regione Emilia-Romagna, sarà presente al Parco Tegge di Felina al convegno intitolato “Appennino reggiano sport & salute. Un nuovo cantiere per il futuro”.

“Intendiamo quindi – ci scrivono “le cicogne” e “Insieme per il Sant’Anna” – tornare alla carica e rimarcare alcune tematiche che stiamo portando avanti ormai da mesi, anzi da anni”. “Quella di oggi – spiegano – è un’occasione per chiedere a Rossi un incontro. Vogliamo sottolineare che stiamo ancora aspettando una risposta ufficiale alla nostra domanda di richiesta di deroga, presentata in Regione ai primi di febbraio contestualmente alla consegna delle oltre 11.000 firme, deroga che l’assessore Venturi ha dichiarato di aver intenzione di chiedere comunque, ma di cui, per ora, non si sa nulla”.

Nel frattempo, continuano ad arrivare, da più parti, notizie di criticità riguardanti più reparti, dalla medicina, radiologia, chirurgia, laboratorio, ostetricia e pediatria, tutte ben documentate. “Siamo per questo a ribadire – proseguono – la necessità e l’urgenza di tale atto da parte della Regione per poter mantenere un servizio importante per il vivere stesso in Appennino. La politica deve trovare le soluzioni ai problemi tecnici che si presentano nel nostro territorio. Ricordiamo anche l’impegno preso in tal senso dal sindaco di Castelnovo, Enrico Bini, che si è offerto di investire per coprire le ore mancanti di pediatria H24. Ne va della salute dei cittadini e delle cittadine e la sopravvivenza stessa del territorio. Gli equilibri del nostro sistema sociale non possono essere messi in discussione ulteriormente. Chiediamo a lei che si faccia portavoce del nostro territorio per portare avanti l’impegno preso dalla Regione a chiedere la deroga”.

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AGGIORNAMENTO: il comunicato delle “Cicogne” dopo l’incontro

Ringraziamo il sottosegretario Andrea Rossi che ha acconsentito ad incontrare, in via informale, una piccola delegazione del gruppo di lavoro “Insieme per il Sant’Anna” e il comitato “Salviamo le Cicogne”. Dall’incontro non è emerso nulla di nuovo, se non che, finito lo studio della commissione percorso nascite regionale che è attualmente al lavoro per la valutazione del punto nascite castelnovese, sarà presa la decisione se presentare la richiesta di deroga o meno al ministero. La commissione si esprimerà tra una decina di giorni.

Nulla di nuovo neanche sul fronte della volontà politica di trovare soluzioni ai problemi sollevati dai tecnici. Nel 2010 il Governo di centro-destra, con la conferenza Stato Regione e i nuovi parametri sui 500/1000 parti come limite minimo per la sopravvivenza dei punti nascite, a detta di Rossi, si è delineato un percorso che potrà essere molto difficilmente fermato, anche da una amministrazione PD, perché supportato dal parere delle commissioni degli ordini dei medici ed operatori sanitari.

C’è un territorio che la Regione vuole sviluppare turisticamente ed economicamente, lo dimostrano le somme di investimento che si è detta disponibile a stanziare e che in qualche misura ha già stanziato e sta stanziando, ma sul fronte della tenuta dei servizi la pensa in maniera nettamente diversa da gran parte della popolazione montana. “Sono 72 ore, quelle del parto, che una donna può benissimo andare a vivere a Reggio Emilia”, (ritornello detto e ridetto) emerge quindi che per lo sviluppo della montagna, secondo la politica della Regione, non sono fondamentali i servizi che rispondono ai reali bisogni dei cittadini. Ci sembra una politica di facciata più che di sostanza.

Posto di fronte alle altre criticità che stanno emergendo anche per altri reparti, il sottosegretario ha sottolineato che si tratta di problematiche che stanno vivendo anche altri ospedali, come nel caso della difficile ricerca dei pediatri anche su Reggio.

“E’ difficile sentirsi rappresentati – afferma Nadia Vassallo , portavoce delle Cicogne – da chi non riesce o non vuole capire i reali bisogni di chi vive in montagna”.

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11 Commenti

  1. Io sono molto più severa del comitato “Salviamo le cicogne” di montagna ed “Insieme per il S. Anna” e faccio una domanda al responsabile del PD, signor Sale Rossi e alla senatrice Pignedoli: ma che ci venite a fare a Castelnovo per parlare di argomenti che riguardano cittadini attivi quando volete toglierci l’unico servizio indispensabile per poter continuare a vivere in montagna, ovvero l’ospedale? Forse per prenderci in giro? Forse perché non sapete che fare? Vedremo se la senatrice e il responsabile del suo partito avranno la faccia tosta di eludere l’argomento o dire che non sono argomenti di loro competenza. Eh no! La richiesta di delega e il relativo benestare, perché le richieste previste per mantenere l’apertura le abbiamo, non sono certamente le 12h mancanti del pediatra e che si possono risolvere facilmente, dipendono esclusivamente dal PD. Entrambi siete esponenti di rilievo del PD. Come le deroghe sono state concesse in Lombardia, il PD dell’Emilia-Romagna faccia il proprio dovere. Egregi Rossi e Pignedoli, dite finalmente il vostro pensiero. Se così non fosse io, fossi in voi, non mi ripresenterei più ai cittadini della montagna. Rivolgeremo le attenzioni e voti a Lega e altri partiti. Fate le vostre deduzioni.

    (Luisa Valdesalici)

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  2. Gentilissimo signor sottosegretario, mi permetto di contraddirla là dove afferma: “si è delineato un percorso che potrà essere molto difficilmente fermato, anche da una amministrazione Pd, perché supportato dal parere delle commissioni degli ordini dei medici ed operatori sanitari”. Balle! Nella regione Toscana (amministrazione Pd) rimangano aperti i 4 punti nascita sotto i 500 parti all’anno. Il ministero della Sanità, infatti, ha approvato l’eccezionalità della loro apertura perché garantiscono i livelli standard nazionali per qualità e quantità. Rimangono così aperti i 4 punti nascita sotto i 500 parti l’anno sparsi per il territorio regionale. Sono i reparti maternità di Barga (460 parti l’anno), Piombino (313), Portoferraio (211) e Bibbiena (295). Il ministero della Sanità ha approvato l’eccezionalità dei 4 punti nascita rimasti in Toscana perché la Regione garantisce la dotazione di personale: medici, ostetriche, infermieri; attrezzature e protocolli operativi che li mettono al pari dei punti nascita di ospedali sopra i 500 parti.

    (mv)

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  3. La decisione politica di chiudere il punto nascite del Sant’Anna è stata presa da tempo ed è tutta del PD regionale e provinciale, escluso solo il sindaco Bini. Tutto il resto è una presa in giro e fumo negli occhi. Triste, visto che il punto nascite è un servizio primario in montagna e la politica, in questo caso, avrebbe dovuto tenerne conto. Ma in montagna, si sa, ci sono pochi voti.

    (Riccardo Bigoi)

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  4. I bisogni di chi vive qui li conoscono bene ma, detto in parole povere, dei nostri bisogni non gliene frega niente. Questi politici che hanno fatto e che fanno carriera, sono solo dei semplici burattini al servizio di altri poteri e per mantenere il loro posto sputano in faccia quella che dovrebbe essere la politica vera, al servizio della gente ed alla gente stessa. Purtroppo hanno capito che alla gente si riesce a far accettare di tutto; basta lasciargli le telenovela, il calcio, internet e lo smartphone coi vari social e la gente è a posto. Mi meraviglio sempre più quando sento questi personaggi parlare ancora di destra e sinistra e di ideali. Non la razionalità o il buonsenso, ma solo la gente con una partecipazione seria alle iniziative può far cambiare loro idea. Solo il timore di perdere consensi può fare effetto ma purtroppo lo sanno che qui siamo in pochi e che in mezzo a questi pochi ci sono gli irriducibili, con briglie e paraocchi che non cambieranno mai. Se rispondono con questi toni significa che i loro conti li hanno già fatti, noi faremo di tutto per non farglieli tornare.

    (Antonio Manini)

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  5. Non attendiamoci miracoli, da questo personaggio. Si attendano loro, alle prossime elezioni, un sonoro “andate a casa”.

    (MA)

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  6. Ho letto oggi sul Resto del Carlino le dichiarazioni rilasciate dal sig. sottosegretario, sotto Renzi… sotto Pd… sotto… sotto… sotto…, a forza di andare sotto andiamo sotto lo zerbino, il posto degno di chi attualmente amministra questa Regione. D’altronde nulla di diverso da attendersi da questi amministratori lungimiranti e servi del potere e del potente di turno. Spero solo che approvino velocemente una legge elettorale qualsiasi, basta tornare a votare a mandarli a casa, e lo dico da ex elettore, ed ex iscritto PD.

    (MB)

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  7. Non so se Andrea Rossi, giovane consigliere regionale, ex-sindaco di Casalgrande e membro del comitato nazionale del PD, legge questo nostro giornale online e i commenti a questo articolo. Penso però che sia importante, anche al di là degli interventi dei rappresentanti dei comitati e dei sindaci, che continui a percepire e possa riferire il sentimento della popolazione dell’Appennino reggiano. Io ho provato a scrivere a vari esponenti reggiani del PD in Regione, anticipando che se il punto nascita del S. Anna verrà chiuso, in ogni elezione comunale futura verranno presentate liste in contrapposizione al PD. Se il PD reggiano non difende il S. Anna, e anzi lo penalizza appositamente per favorire il progetto centralistico del MIRE (chiudere il reparto del S. Anna serve per concentrare soldi, risorse e personale nel MIRE di Reggio), il PD reggiano non può rappresentare i montanari. Ovviamente gli elettori montanari sono pochi, ma il PD rischia di perdere la rappresentanza di una parte importante del territorio, e la contrapposizione con la città diventerà evidente. Con un po’ di sforzo si possono ottenere gli indirizzi email di tutti i consiglieri reggiani in Regione e comunicare con ciascuno di essi. Forse possiamo tutti collaborare nella raccolta di questi riferimenti email istituzionali e farci sentire anche personalmente.

    (SC)

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  8. L’ennesima prova che hanno una schiera di bravi soldatini pronti a dire e a sostenere l’indicibile e l’insostenibile, Rossi uno dei più bravi in tutto ciò; non per nulla sta facendo carriera nel partito. Ormai credo che dalle orecchie non ci sentano più.

    (Srefano)

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  9. La Storia è già scritta da tempo. In montagna non c’è più gente e di conseguenza voti. Ai nostri politici e amministratori PD è quello che interessa, non l’ospedale. Quindi se non si mandano a casa ci dovremo rassegnare a essere considerati pari a zero, tranne per le tasse che prendono volentieri. Viva i montanari che non mollano. Cordiali saluti.

    (SS75)

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  10. Stando agli ultimi tre commenti (rispettivamente di “MA”, “MB”, “SC”), da come li ho interpretati, alle prossime elezioni il partito di governo locale dovrebbe vedere un certo qual calo di consensi, ma io non ne sarei così sicuro, vuoi perché non è alla porte il rinnovo del Consiglio regionale, e di quelli comunali, e c’è quindi tempo per “dimenticare” le questioni dell’oggi, con il loro corredo di delusioni, arrabbiature, ecc., vuoi perché da un po’ di anni a questa parte non sono verosimilmente mancati ai “montanari” i motivi per sperimentare un diversa conduzione politica del proprio territorio, ma ciò non si è verificato, salvo una qualche eccezione, presumibilmente per ragioni ideologiche, le quali possono alla fine prevalere (nonostante siano attualmente in molti ad affermare il contrario, quantomeno a parole). E non va altresì dimenticato che il “potere” di turno esercita non di rado una qualche irresistibile attrazione nei confronti di chi si reca alle urne, se vale tuttora il senso di una arcinota frase attribuita ad un celebre politico del recente passato, divenuta di fatto un aforisma e che diceva, se la memoria non mi tradisce, “il potere logora chi non ce l’ha”, tanto che questo insieme di fattori, cause e concause, potrebbe far sì che anche nel prossimo futuro la geografia politica della nostra montagna non abbia sostanzialmente a cambiare un granché, nonostante le insoddisfazioni e il “malcontento” che vediamo circolare in questo periodo (in ogni caso, non avendo noi la “sfera di cristallo” non ci rimane che aspettar di vedere cosa ci riserverà in proposito il domani).

    (P.B.)

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  11. Più che guardare al domani, trovo conforto nei “precedenti”. Quando la gente esagera, si trova poi sepolta in terra straniera.

    (mv)

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