Al castello di Sarzano per “Una nuova prosperità”

L’attuale crisi economica non è solo crisi di soldi e di lavoro, ma di convivenza e di civiltà: è un orizzonte che sta divenendo chiaro in varie parti del mondo, dove si studia il modello neoliberista che ha dominato il mondo negli ultimi trent’anni, ma anche dove si sperimentano nuove soluzioni sociali ed economiche.

Per iniziativa del Comune di Casina e dell’associazione Insieme per Pianzo, sabato 15 luglio alle 17 si svolgerà al centro convegni del Castello di Sarzano una tavola rotonda che si avvale del patrocinio della Camera di Commercio e del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. Relatrice di apertura sarà Laura Gherardi, professoressa di sociologia dell’innovazione all’Università Cattolica di Milano, che introdurrà il tema della “nuova prosperità” possibile, indagato da università dei cinque continenti e sistematizzato insieme al sociologo ed economista professor Mauro Magatti (gli autori espongono i loro argomenti nel saggio Una nuova prosperità. Quattro vie per una crescita integrale, editore Feltrinelli).

Si confronteranno con l’analisi di Gherardi il presidente della Camera di Commercio Stefano Landi, il presidente del Parco dell’Appennino tosco-emiliano Fausto Giovanelli e il dirigente industriale Giuseppe Domenichini, che porteranno ciascuno la testimonianza del proprio peculiare punto di vista; guiderà il dibattito il giornalista Gabriele Arlotti.

Così Laura Gherardi presentando il tema del convegno: “la crisi iniziata nel 2008 ha mostrato l’insostenibilità ambientale, sociale ed economica del modello di sviluppo finanziario-consumista diffusosi nelle democrazie occidentali nei trent’anni precedenti. Come ricominciare oggi a crescere? Una nuova prosperità potrebbe prendere piede grazie a uno sviluppo umano che tenga insieme economia e società, dopo decenni di slegamento. Questa ipotesi di crescita integrale, formulata da alcune tra le più recenti teorie economiche, sociali e politiche di matrice europea e statunitense, sta già prendendo corpo nell’azione di valorizzazione congiunta, e sostenibile nel tempo, di diverse risorse: umane, ambientali, economiche, culturali e sociali”.

Tra i protagonisti di tale azione, le imprese occupano un posto privilegiato, anche nell’analisi del mutamento in atto. Giuseppe Domenichini ritiene che “nonostante i noti fattori critici l’economia mondiale anche nel 2017 crescerà oltre il 3,5% sulla spinta di economie emergenti (che coincidono solo in parte con quelli che chiamavamo BRICS), Nord America, Nord Europa ed Estremo Oriente, con l’Italia in coda attorno all’1-1,2%. Possono esserci altri indicatori di benessere ma dobbiamo essere consapevoli che se cala il PIL non è “decrescita felice”, al contrario si perdono posti di lavoro, produzione industriale e protezione sociale per la comunità”.

Che cosa c’è dietro l’angolo? Gherardi spiega: “il cambiamento nei modelli di business, come passaggio dall’impresa orientata al valore per i soli azionisti all’impresa sostenibile, orientata al valore per tutti i portatori di interesse, apre una nuova fase nel processo di sviluppo del capitalismo in direzione di una crescita integrale e una nuova prosperità. Non si tratta, però, di un processo irreversibile: molto dipenderà dal successo delle nuove alleanze sul tema del valore contestuale, che tiene insieme economia e società”.

Fra i cambiamenti necessari e auspicabili Domenichini mette “una responsabilità sociale d’impresa da declinare nel quotidiano, piuttosto che negli intenti o nei codici”.“Una sfida intellettuale e morale inaudita anche per la politica – sostiene Fausto Giovanelli – che non può più dare le sue risposte tradizionali in un mondo così profondamente trasformato”.

Una nuova prosperità: ricominciamo a crescere?

Sabato 15 luglio 2017, ore 17, tavola rotonda su economia e società, Castello di Sarzano – Casina (Reggio Emilia).

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2 Commenti

  1. Nuova prosperità… sì beh, certo… Però almeno uno tra i relatori non è che proprio rappresenti il “nuovo”, anzi, a sentire il popolo montano è quanto di più presente in mille salse. Con tutto il rispetto parlando.

    (MA)

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  2. Mi piacerebbe sapere cosa è emerso dalla tavola rotonda a proposito dei cambiamenti dei modelli di business: chi glielo fa fare, agli azionisti, di dividere i profitti con gli altri “portatori di interessi” (ovvero dipendenti, fornitori, indotto, etc.)? Sono diventati improvvisamente tutti più buoni?

    (Commento firmato)

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