“Punto nascite: il Pd fa il gioco delle tre carte”! Denuncia di Massimiliano Genitoni (M5S)

In riferimento alla recente richiesta di deroga per i sei punti nascita in Emilia-Romagna a rischio chiusura e del fatto che il Pd reggiano si sia dichiarato sin qui soddisfatto per l’operato della giunta Bonaccini che “ha mantenuto il suo impegno”, Massimiliano Genitoni, capogruppo dei Cinque Stelle a Castelnovo ne’ Monti esprime a Redacon la sua forte critica.

“Il Pd che governa Stato e Regione – spiega a Redacon – è lo stesso che ha fatto il Patto Stato-Regioni, nel quale ha deciso di chiudere i punti nascita sotto i 500 parti anno. La mia impressione è che il Pd, iniziando a perdere consensi elettorali, giochi ora le carte del ‘buon partito’ che ha a cuore la gente ed inscena un teatrino delle marionette che nemmeno i grandi maestri del genere riuscirebbero a pensare”.

C’era stata la nomina di una commissione tecnica però per valutare il tema…

“Il Pd in Regione ha deciso di nominare una commissione tecnica per decidere se i punti nascita sotto i 500 parti siano o meno sicuri (perché la sicurezza di madri e bambini è la loro priorità). La commissione tecnica, però, ha decretato che non sono sicuri, propinandoci per altro una terribile diapositiva dichiarata offensiva dalle madri di montagna. Ora, congiuntamente a questa relazione tecnica si inviano tra di loro (Pd della Regione a Pd dello Stato) un richiesta di deroga per prendere tempo e superare indenni le prossime elezioni, ma con la carta giusta da giocare per la successiva chiusura (non sicurezza). Sono francamente allibito”.

Di contro abbiamo la rassicurazione sulla tenuta degli ospedali nel loro complesso…

“Si investono milioni di euro nel ‘modernissimo e sicurissimo’  Mire di Reggio – risponde Genitoni – dove tutti andranno a partorire e ci saranno i numeri minimi di sicurezza in barba ai rischi che correranno le partorienti delle zone montane in inverno e non solo (per le distanze e condizioni delle strade). Senza per questo considerare l’importante attesa di servizi e sanità che, ai montanari, viene via via accorciata…”

Che impressione ne ha tratto?

“Questo è un Pd che fa e disfa, il Pd che decide, ma sui giornali e nei teatri si schiera pubblicamente contro se stesso dalla parte dei cittadini. E’ un Pd che inganna come un abile truffatore con il gioco delle tre carte. Eppure sono anni che tutti sanno che non si può vincere alle  tre carte… Chi di solito gestisce questi giochi ne trae profitti che non sono certo a beneficio degli sventurati giocatori. Ma tant’è continuano ad agire perché di  ‘polli’ è pieno il mondo”.

 

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12 Commenti

  1. Non è una sua impressione: è proprio così, e cercheremo di mandarli tutti a casa, a fare il loro vecchio mestiere.

    (MA)

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  2. Il patto di stabilità è uno degli elementi dell’austerità (avanzo primario, pareggio di bilancio, etc.) che, assieme ad altri (taglio dei salari e dei servizi, taglio della spesa pubblica) è funzionale a mantenerci nell’Euro. Il M5S è pro o contro l’Euro? Perché la questione è tutta qui. Non si può essere contro le politiche del PD, funzionali all’Euro e pensare di rimanere nell’Euro. Tsipras ci ha proposto “un’altra Europa”. Guardatelo ora, Tsipras e la sua altra Europa! Guardatela bene, perché è ciò che ci aspetta. Quindi, va bene contestare le tre carte, ma ormai è ben chiaro che per rimanere nell’Euro non è possibile fare politiche diverse.

    (Commento firmato)

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    • Allora si esce dall’Euro, impoverirsi, morire lentamente, essere vessati da vincoli e burocrazia, è certamente peggio di una svalutazione monetaria con il ritorno alla Lira, che ci permetterebbe comunque di ripartire e provare a fare un nuovo miracolo economico, come nel dopoguerra. Naturalmente ci vorrà una classe politica all’altezza, quella attuale dubito abbia gli attributi per fare scelte così drastiche. Dimenticavo, ogni scelta dovrebbe essere guidata dal rispetto e per il bene dei cittadini, non di lobby, o banche, o altro.

      (MB)

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    • La regione Toscana (amministrazione PD) ha mantenuto aperti quattro punti nascita ben al di sotto dei 500 parti/anno. Sono i reparti maternità di Barga (460 parti l’anno), Piombino (313), Portoferraio (211) e Bibbiena (295). Eppure anche in Toscana usano l’Euro.

      (Mv)

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      • Riporto: “Gli anni scorsi hanno chiuso quelli di Borgo San Lorenzo, Figline Valdarno e Montepulciano.” E ancora, precisa l’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni – “l’affermazione della Lorenzin di stoppare i reparti dove nascono pochi bimbi è condivisibile e la Toscana è pronta a rivedere i suoi piani se la manovra finanziaria diventerà più stringente”. Ne deduco che é comunque una questione economica e, dove si fa austerità, lì c’è Euro. La scelta non é più dove investire, ma dove tagliare. Dimenticavo: Fivizzano l’hanno già chiuso da mo’.

        (Commento firmato)

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        • Gentile signor “Commento firmato”, a me sembra, che leggiamo il punto nascita del Sant’Anna da due angoli diversi ma forse non così distanti. L’ufficializzazione della concessione di deroga ai punti nascita della Toscana è stata data il 23 febbraio del 2015. Ne deduco che nei quattro comuni citati, per affrontare il problema, ci si sia mossi fin da subito dopo l’accordo del dicembre 2010. Sullo stesso problema questo giornale riporta che nel consiglio comunale di Castelnovo ne’ Monti di fine marzo di quello stesso anno c’era chi non sapeva nemmeno di cosa si stesse parlando. Vede, leggo la storia del PN del Sant’Anna come cartina di tornasole di una classe politica per quello che è: nemo dat quod non habet. Non è forse la storia dell’Euro?

          (Mv)

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  3. Nel commento di “MB” si parla di uscire dall’Euro e di svalutazione monetaria con il ritorno alla Lira, ecc., per arrivare a dire da parte sua che “ci vorrà una classe politica all’altezza, quella attuale dubito” e il leggere queste parole mi suona abbastanza sconsolante, dal momento che il nostro Paese, senza esprimere giudizi sul ceto politico dei giorni nostri, ha conosciuto negli anni andati figure con caratura da statista e capaci di muoversi molto bene sul piano internazionale, ivi compreso l’ambito europeo quanto a politica monetaria, nonché il bacino mediterraneo per altre importanti questioni, salvo che poi gli elettori hanno per così dire “voltato loro le spalle”, il che mi porta alla mente la vecchia e saggia massima “chi è causa del suo mal pianga se stesso”.

    (P.B.)

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    • Possiamo anche piangere noi stessi, ma non risolveremo il problema. Nel frattempo, la povertà in Italia è triplicata, ci stiamo deindustrializzando, le banche e le assicurazioni se le comprano i francesi, le industrie i tedeschi. Tutto quello che ci dicevano sarebbe accaduto fuori dall’Euro si sta puntualmente verificando dentro l’Euro – come previsto da chi ha studiato la questione per tempo. Se continua in questo modo, il destino dell’Italia è di produrre qualche ortaggio e di accogliere con ogni riguardo i turisti francesi e tedeschi. Nulla di nuovo, peraltro: questa era la sostanza del Piano Funk (googlare aiuterà, per chi non lo conosce).

      (Commentofirmato)

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  4. All’ultimo “Commento firmato” mi verrebbe da dire che il voto è uno strumento molto importante a disposizione degli elettori e qualora si decida di votare in modo ideologico occorre poi “starci contro”, nel senso di “prendere quello che viene” e si può anche “piangere noi stessi“, se lo si vuol fare, ma la questione è semmai quella che il “non risolveremo il problema” vale anche per coloro ai quali andavano bene gli statisti degli anni andati (e se li sarebbero tenuti).

    (P.B.)

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    • Quando la sinistra fa politiche di destra (cioè contro i lavoratori), alla fine se ne avvantaggia solo la destra. La situazione è peggiorata dal fatto che, oggi, chi vota a sinistra non chiede scelte politiche “di sinistra” (cioè a favore dei lavoratori e non della finanza e delle banche), che la sinistra non fa più, ma vuole sono confermare che “è” di sinistra, ovvero si sente moralmente superiore; vota esclusivamente per appartenenza (mai con la destra). Quindi, la vedo comunque male.

      (Commento firmato)

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  5. E comunque: Massimiliano Genitoni che dice, a proposito dell’euro? Pro o contro?

    (Commento firmato)

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  6. Intanto buongiorno a tutti, a proposito di ospedale, un ricordo forte di una lunga corsia fiancheggiata da pareti alte di color grigio-azzurrino. Le mie mani erano strette da mio padre e padre Remigio, all’improvviso vidi l’avvicinarsi di un uomo di grande corporatura, una barba da paura… poi ad un tratto mi colpirono i suoi sandali di cuoio nero, in pieno inverno, allora chiesi: ma chi è ? Mi risposero seccamente: Un grande uomo! Al momento non capii ma poi, a 45 anni e tre mesi circa dalla sua scomparsa voglio ricordare con estrema riconoscenza ed affetto un certo Pasquale Marconi! Ma ritornando all’ospedale mi permetto umilmente di segnalare una sua stupenda biografia scritta da Teresa Muratore (politici, amministratori e non, leggetela, fa bene allo spirito, al corpo e non ingrassa). Un giorno così, parlando, il presidente dei presidenti, Giovanni Malagoli che ricordo con grande stima ed affetto, mi disse: caro Pinna, come disse Marconi, un buon politico è colui riesce a coniugare cuore, intelligenza e numeri! A proposito di numeri, forse non vanno incentrati su un “punto nascite” o un “punto cura dei calli” ma coniugati con ciò che il nostro stupendo ospedale può offrire, cioè cure a patologie e servizi diversi. Potenzialità, forze, capacità e posizione ambientale che lo rendono unico! Se perderemo anche una sola mamma, un solo bambino, un solo anziano avremo perso tutti! I capitoli saranno chiusi all’italiana: nessuno avrà colpe e responsabilità. Noi siamo l’eredità di ciò che lasciamo alla spalle! Un forte abbraccio a chi giornalmente combatte per tenere vivo il nostro patrimonio; un invito alla dott.ssa Muratore a scrivere nuove biografie, così le generazioni a venire potranno capire la differenza tra fare e parlare! Grazie infinite, Pasquale Marconi!

    (Massimo Pasquale Pinelli)

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