Con l’erba di montagna… il gusto del Parmigiano Reggiano ci guadagna

Legame foraggio… Parmigiano Reggiano (archivio Unione dei Comuni foto James Bragazzi)

Dare maggiore valore al Parmigiano Reggiano grazie al legame con il foraggio di provenienza… in montagna.

Lo fanno, con uno specifico progetto, una latteria, una cooperativa e due aziende agricola a Casina, nella valle del Tassobbio. E, per farlo, hanno creato un gruppo operativo per l’innovazione (Goi) che lavora e fa sperimentazioni col Crpa (Centro ricerco produzioni animali).

Facciamo un passo indietro: la Latteria San Giorgio ha intrapreso il progetto qualità “Prodotto di montagna”, definito dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, tra le cui regole è previsto che il 60% della sostanza secca della razione somministrata alle bovine da latte, su base annua, provenga da zona di montagna.

“La scommessa di puntare su questo formaggio così denominato da parte della Latteria San Giorgio – spiega a Redacon il presidente Marcello Chiesi – è stata fatta per dare continuità ad una attività agricola, la produzione di latte per Parmigiano Reggiano, che è sempre stata alla base dell’economia locale. Questo non può che prescindere dal legame col territorio e, il foraggio, è uno di questi elementi. Ora stiamo lavorando per migliorarlo”.

Il presidente della Latteria di Cortogno, Marcello Chiesi

Concretamente cosa avete fatto?

“Coordinati da Gianfranco Rinaldi, abbiamo realizzato un gruppo operativo per l’innovazione che, oltre alla Latteria San Giorgio comprende la Cop. Agr. Santa Lucia, l’Az. Agr. La Strada, l’Az. Agr. Il Ponte e l’Az. Agr. Nasi ed è coadiuvato dal Crpa (Centro ricerche produzioni animali) e dalla Fondazione Crpa studi e ricerche. L’obiettivo è insito nel nome del progetto: il miglioramento dei sistemi foraggeri delle valli del Tassobbio a sostegno della nostra produzione, che appunto è il Parmigiano Reggiano definito, ai sensi del Consorzio e della regolamentazione europea, ‘Prodotto di Montagna’”.

Nel concreto quali azioni mettete in campo?

“Se ci prefiggiamo di dare continuità al passaggio generazionale, realizzato o in corso, nelle aziende del gruppo operativo attuiamo un supporto di innovazione e trasferimento di conoscenze per mettere a punto strumenti di lavoro che possano supportare la crescita di questo concreto esempio di vivace attività agricola di montagna. Questo lo facciamo con la sperimentazione in atto proprio nei terreni e, anche, con l’informazione”.

Parmigiano Reggiano in salamoia alla Latteria di Cortogno

Ecco quindi l’appuntamento di lunedì 18 settembre 2017, ore 10 al Castello di Sarzano quando, dopo il saluto di Stefano Costi, sindaco di Casina e l’apertura di Gianfranco Rinaldi, promotore del Goi, sarà raccontata l’esperienza del Goi e della Latteria San Giorgio da Marcello Chiesi e da Maria Teresa Pacchioli (Crpa, referente tecnico del Goi), quindi parlerà del progetto Parmigiano Reggiano prodotto di montagna Riccardo Deserti, direttore Consorzio Formaggio Parmigiano Reggiano, mentre di certificazione del Parmigiano Reggiano “Prodotto di montagna” relazionerà Simona Pigoni, direttrice dell’Organismo controllo qualità Produzioni Regolamentate. Concluderà Leana Pignedoli, vice presidente della commissione agricoltura del Senato. (G.A.)

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