Da sabato 16 settembre niente più nascite al “S. Anna”. Si riaprirà il 16 ottobre (speriamo). AGGIORNAMENTO – Il commento del sindaco Enrico Bini

Annuncia oggi l’ufficio stampa dell’Ausl provinciale che, “come previsto dal piano di riorganizzazione temporanea e straordinaria  della rete ospedaliera dei punti nascita per il periodo estivo, l’attività del reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale S. Anna di Castelnovo ne’ Monti viene sospesa dal 16 settembre al 15 ottobre prossimo compreso”.

“In questo periodo proseguiranno inalterate le attività ambulatoriali e consultoriali. Riapre contestualmente il 16 settembre il reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Magati di Scandiano. Durante la chiusura del punto nascita di Scandiano non si sono verificate criticità. In questo periodo sono proseguite le attività clinico-assistenziali (ad esclusione del parto) con le sedute ambulatoriali programmate di ecografia, colposcopia, visite ginecologiche oltre all’ambulatorio della gravidanza a termine, le consulenze ad accesso diretto e al pronto soccorso e le consulenze per l’allattamento. Negli spazi lasciati liberi sono stati effettuati parziali lavori di riqualificazione alberghiera”.

Spiega ancora la nota stampa che “per quanto attiene al parto, delle 30 donne con gravidanza a termine residenti nel distretto di Scandiano, durante il  periodo di sospensione dell’attività, 7 hanno partorito all’Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia, 2 a Montecchio, 18 a Sassuolo, 1 a Carpi, 1 a Modena e 1 a Cesena”.

“Durante il periodo di sospensione dell’attività il personale ostetrico dell’ospedale di Castelnovo ne’ Monti proporrà alle donne in gravidanza del distretto, nel rispetto della  libertà di scelta dell’ospedale in cui partorire, un percorso di accompagnamento, prospettando come alternative gli ospedali della provincia (Reggio Emilia, Montecchio, Scandiano) o delle provincie limitrofe (ad esempio, Sassuolo). Alle donne interessate sarà proposta una visita al reparto dell’ospedale scelto. Una volta scelta la sede, la donna verrà presa in carico e tutta la documentazione sanitaria relativa alla gravidanza sarà consegnata all’ospedale dove avverrà il parto”.

“All’ospedale montano, come negli altri ospedali durante il periodo di chiusura del punto nascita proseguirà comunque, come avvenuto a Scandiano, l’attività di monitoraggio delle gravidanze e le attività clinico-assistenziali consultoriali e ambulatoriali. Il personale medico, infermieristico e di supporto dei punti nascita, durante il periodo di chiusura, manterrà alcune funzioni di monitoraggio e di accoglienza nel presidio temporaneamente chiuso e andrà a rinforzare almeno in parte gli organici degli altri punti nascita”.

IL COMMENTO DEL SINDACO ENRICO BINI

Sulla situazione interviene il Sindaco di Castelnovo e Presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino, Enrico Bini:

“Innanzi tutto credo sia importante sgombrare il campo da dubbi: abbiamo tutte le garanzie che, come avvenuto per Montecchio e Scandiano, il 16 ottobre, tra un mese, il punto nascite di Castelnovo riaprirà regolarmente. In questo periodo estivo ormai a conclusione, è inoltre proseguito il lavoro che stiamo portando avanti, insieme alle realtà sociali e politiche del territorio e ai Comitati pro Ospedale Sant’Anna, a sostegno della richiesta di deroga per il punto nascite dell’Appennino, già presentata dalla Regione al Ministero della Salute. Siamo fiduciosi che ci siano basi importanti e assolutamente concrete affinchè questa richiesta possa ottenere riscontri positivi: come abbiamo già anticipato, siamo eventualmente pronti a partecipare anche economicamente agli interventi che saranno necessari per portare il livello di sicurezza del nostro reparto di ostetricia, già oggi elevato, pienamente rispondente alle ultime indicazioni in materia, e restiamo fermamente convinti della validità della “copertura” territoriale diffusa per i servizi sanitari essenziali, che è stata alla base dell’organizzazione della rete ospedaliera provinciale negli anni”.

Conclude Bini: “Abbiamo però bisogno che venga illustrato nei dettagli il progetto complessivo che riguarda lo sviluppo e il futuro dell’Ospedale Sant’Anna nel prossimo futuro: nei mesi scorsi sono stati annunciati investimenti importanti, più di 3 milioni di euro per interventi di miglioramento della struttura, in particolare del Pronto soccorso, l’attività chirurgica, generale e specialistica, e di altri reparti quali cardiologia, ortopedia, urologia, otorinolaringoiatria. Un progetto che dovrebbe riguardare anche un aumento dell’organico, e che era annunciato in via di definizione da parte della Regione Emilia-Romagna insieme alla Conferenza socio-sanitaria e le aziende sanitarie. Ora crediamo sia il momento di fornire aggiornamenti e dettagli su questi interventi. Al momento infatti vediamo che ci sono attività su cui si sta andando avanti in modo concreto, come l’attivazione dell’Unità di chirurgia senologica oncologica, e dei voli notturni dell’elisoccorso per i quali è in via di approvazione definitiva l’autorizzazione da parte dell’Ente nazionale per l’aviazione civile, mentre per quanto riguarda la situazione di altri servizi e reparti, nonostante le nostre richieste di dettagli, siamo ancora in attesa di risposte. Ovviamente continuiamo a lavorare quotidianamente e con il massimo impegno, insieme a tutti i soggetti e le espressioni del territorio, per mantenere il livello del nostro ospedale, essenziale per la tenuta socio economica dell’Appennino”.

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3 Commenti

  1. Non ci vogliono proprio mollare con questo abominio, contano solo i numeri, non c’è più umanità, per rispettare l’austerità mi sembra che si possa risparmiare in modo diverso, tipo in Liguria il nuovo governatore ha fatto stendere tappeti rossi dietro tutti i lungomare che ora sono rovinati e fanno schifo, quelli sono danari al vento e come questo potrebbero esserci tanti altri esempi, così non si può, la devono smettere di accanirsi addosso al nostro ospedale, poi per esperienza personale mia moglie per motivi di gravidanze rischiose ha dovuto partorire a Reggio e vi garantisco che in quel reparto non sanno dove prendere, figuriamoci se andranno ad aggiungere molti altri parti come potranno gestire la cosa, i numeri contano anche sulla fattibilità delle cose e non solo sui denari.

    (Simone G)

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  2. Precarietà, provvisorio e decadenza. Non possiamo essere costantemente alla ricerca di un futuro per la nostra montagna. Sanità, viabilità, lavoro, denatalità, anziani, reddito procapite in costante discesa, case che si svuotano, negozi che chiudono, ecc., ecc. Questi sono i veri problemi, spesso nascosti dagli eventi estivi che con l’impegno del volontariato mantengono viva la vita sociale almeno per due mesi estivi. O si ha la capacità di aggredire le criticità, note a tutti o tutto decade, tutto si logora e tra 20 anni dalla Sparavalle al Cerreto sarà possibile assistere alla presenza di animali selvatici che vivranno pure loro in un territorio degradato e in un ambiente distrutto.

    (Marino Friggeri)

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  3. Che vergogna, trasferiscono delle partorienti come fossero pacchetti.

    (Alle)

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