Ospedale S. Anna / A Castelnovo ne’ Monti “la maggioranza sta col sindaco”, cioè niente dimissioni

I banchi di maggioranza in consiglio comunale (foto Redacon)

Il gruppo consiliare “Noi per Castelnovo ne’ Monti”, cioè quello di maggioranza, riunitosi la sera del 10 ottobre scorso, rinnova la fiducia ed il pieno appoggio al sindaco Enrico Bini. “Come consiglieri eletti dai cittadini vogliamo mantenere fede al mandato elettorale fino a naturale scadenza e riteniamo che il commissariamento non sia la giusta forma di protesta. Invitiamo i gruppi di minoranza a rimanere uniti con noi per proseguire nelle attività di vigilanza e controllo del pieno rispetto di quanto promesso dalla Regione e dall’azienda ospedaliera. Stesso invito lo rivolgiamo ai comitati ‘Insieme per l’ospedale’ e ‘Salviamo le cicogne’ per proseguire questo nuovo percorso”.

 

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6 Commenti

  1. Se il sindaco si dimettesse non sarebbe una forma di protesta, ma solo un’accettazione di limiti. Lo stesso sindaco scrive: “Ammetto di aver pensato a rassegnare le mie dimissioni. Un pensiero nato anche dalle modalità con cui la scelta ci è stata comunicata: mentre ci stavamo recando a una riunione in Regione per discutere dell’argomento…”. Può essere questa la validità contrattuale di chi rappresenta la montagna? Non ci hanno solo tolto un punto nascite, è il modo che hanno usato nel farlo e se lo hanno fatto; rileggiamo il virgolettato e sapremo il perchè. Vi siete dimenticati il commento del vicesindaco di Reggio? La vignetta proiettata in chiusura di un’assemblea “scientifica”? Il presentare un forno crematorio come attrazione turistica? Beh, se tutto questo non vi crea nessun imbarazzo, beati voi!

    (mv)

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  2. Complimenti signor MV. Non voto a Castelnovo, ma ci sono nata e ci sono molto affezionata. Mi considero quindi castelnovese e condivido il suo imbarazzo; anzi, per me è vergogna. Vorrei fare osservare ai signori consiglieri che il mandato elettorale che era stato loro concesso non autorizzava certo il cattivo uso che ne è stato fatto e che le dimissioni del signor sindaco sarebbero il minimo della coerenza. Cordialmente.

    (Gabriella)

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  3. Rimarrà comunque come la più brutta pagina di storia per la nostra comunità. Vedo già in azione i “pompieri del P.D.” impegnati a spegnere la nostra indignazione per consolidare la “normalizzazione” delle volontà del partito. Questa volta penso che i montanari non si faranno però incantare o infinocchiare come hanno fatto (o come fanno intendere) con i nostri sindaci. W la Resistenza, W le Cicogne.

    (F.D.)

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  4. C’è chi da le dimissioni, c’è chi ci pensa, c’è chi cerca avvocati, c’è chi accusa i politici (per votarli nuovamente la prossima volta). L’unico modo per farsi sentire è lo sciopero fiscale! Ma per fare degli atti rivoluzionari bisogna avere gli “attributi”. Purtroppo non ci sono più i montanari e gli italiani di una volta. Ora protestano tutti a parole e si lasciano imporre le decisioni dall’alto. Quando un giornalista del NYT chiese a un capo del governo italiano se era facile o difficile governare gli italiani, questo rispose che “non è nè facile nè difficile, e solamente inutile.” Aveva perfettamente ragione. Continuate pure a lamentarvi.

    (Esule in patria)

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  5. Probabilmente nessuno ha mai pensato che la cosa potesse andare e finire diversamente, quanto a dimissioni, e resta pertanto da capire il perché di questo pronunciamento del gruppo consiliare di maggioranza, e anche il perché della esortazione fatta ai comitati, che sono soggetti autonomi e liberi di decidere come muoversi, ma in ogni caso l’ammissione del sindaco di aver pensato a rassegnare le dimissioni, come si legge in altro articolo di Redacon, legittima di fatto la strada delle dimissioni come azione di protesta (per chi volesse avvalersene). Salta fuori anche qui la storia del commissariamento, come eventualità da scongiurare e respingere perché la guida di una amministrazione deve restare in capo agli “eletti”, ma poi dalle premesse dell’articolo di Redacon con titolo “La chiusura di ostetricia al S. Anna? Un atto dovuto”, par di capire che gli “eletti” passano la mano ai tecnici quando si tratta di compiere determinate scelte, e se è così non dovrebbe allora stupire e preoccupare più di tanto l’ipotesi del commissario prefettizio, dal momento che pure egli è sostanzialmente una figura tecnica.

    (P.B.)

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  6. Dimissioni di tutta la giunta, altro che! Come messaggio forte da dare ai politicanti più in alto e che così abbia risalto mediatico! Ben venga un commissario, magari è pure uno con gli attributi. Cosa altro abbiamo da perdere? La variante del Ponte Rosso ? Qualche sfalcio d’erba o taglio di alberi? Pazienza, ma il diritto di nascere in montagna non si tocca!

    (DC)

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