Il complesso del castello di Canossa affidato alla associazione di volontariato culturale “Matilde di Canossa”

Il progetto per il quale l’associazione di volontariato culturale “Matilde di Canossa” ha ottenuto “la concessione in uso del castello di Canossa Museo nazionale Naborre Campanini” dal Mibac è di quelli capaci di far tremare le vene e i polsi soprattutto ad una associazione di volontari.

Onore quindi all’associazione che ha come presidente Elvira Rossi con il sostegno di Angela Chiapponi Gibertini.

Il progetto è stato costruito con i tecnici di un gruppo di lavoro che fa riferimento alla sezione Emilia-Romagna dell’Istituto Italiano dei Castelli che ha operato con i tecnici Corrado Ruggeri e Benedetta Grigoli e l’appoggio di Alberto Monti e Giovanni Maccioni.

A rappresentare il Ministero c’era Andrea Sardo del Polo museale dell’Emilia Romagna che ha fatto una sintetica storia del recupero del bene iniziato nel 1872 per merito del CAI e proseguito nel secolo e mezzo successivo con vicende alterne ma tese alla salvaguardia della memoria di un punto nodale della storia europea.

Naturalmente era presente alla cerimonia l’amministrazione comunale di Canossa col sindaco Luca Bolondi e il “fresco” assessore alla cultura Clementina Santi che hanno un interesse primario alla valorizzazione del sito, ma anche al suo inserimento in un’area più ampia (che comprende Rossena, Rossenella e tutto un territorio intorno di colli e valli) di grande potenzialità turistica.

E poi era rappresentata la Curia Vescovile, col responsabile dei beni culturali e architettonici mons. Tiziano Ghirelli, che ha messo il dito nella piaga della quotidianità che, se non presidiata e tenuta viva, porta al degrado i patrimoni.

Tutto questo è avvenuto a Palazzo Allende, davanti ai media locali, in un giorno che si spera possa significare un forte rilancio di un patrimonio culturale che, come molti hanno rilevato, non è soltanto Matilde, ma arriva almeno fino al XVI secolo con l’Ariosto.

I progetti di scavo e analisi scientifica del sito, di riallestimento moderno del Museo Campanini, oltre al consolidamento della rupe e al recupero dell’intorno, previsti nel progetto della Associazione, potranno dare vita ad un Parco Archeologico di valore capace di attrarre il turismo colto e di favorirne la permanenza in luogo con il migliore utilizzo del Castello di Rossena. Per questo obiettivo i volontari opereranno organizzando eventi e attivando azioni di raccolta fondi per sostenere il progetto.

 

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