Il lanacanismo, il movimento artistico d’Appennino, in mostra a Cervarezza fino a venerdì

Dal 4 novembre 2017 a Cervarezza Terme, in via Resistenza 75/A, il “Movimento Artistico Appenninico Lanacanista” ha organizzato la mostra “Menage a trois” con opere di Pierdario Galassi, Gianluca Stefanelli, Fabretti (Fabrizio Ugoletti) avec Roberto Giorgini.

La mostra si chiuderà l’8 dicembre,  alle ore 17.30 Silvano Scaruffi leggerà e suonerà “Jimi Gallina“, ma forse ci sarà anche altro.

Il lanacanismo

Il lanacanismo è nato il 18 giugno 2013 nel Bar Sonia ad Acquabona (RE), con la presentazione delle opere di quattro artisti montanari in cerca ‘d lana ‘d can: Pierdario Galassi, Gianluca Stefanelli, Fabretti (Fabrizio Ugoletti) e Roberto Giorgini.

Il lanacanismo inizia dall’innata esigenza del montanaro di esprimere sotto qualsiasi forma artistica la bellezza naturale dell’Appennino dove esso nasce, vive e muore.

Da tempo immemorabile i geni del montanaro sono in sinergia con questo ambiente e da qui è il desiderio ad esprimere in qualche modo quelle emozioni che esso gli procura.

I lanacanisti sono sempre in continua ricerca “‘d lana ‘d can” che è da intendersi come ricerca del nuovo, di nuove esperienze che sappiano scuotere.

Questa ricerca la si può attuare attraverso tutti quei canali che sappiano portare al fine ultimo, che è quello di saper regalare delle emozioni.

Il Movimento si prefigge di accettare tutti quelli che abbiano voglia di scrivere, danzare, cantare,  disegnare, dipingere, scolpire e raffazzonare cose, purché siano ispirate dall’intimo del cuore di chi le esegue e siano una espressione degli impulsi che ogni montanaro “al gà in t’al gòs”.

Nel Movimento sono accettati anche i montanari di adozione, di derivazione o di acquisizione diretta e trasversale o che in qualche modo abbiano subito contaminazioni montanare indelebili. Questi dovranno sostenere un breve esame di conoscenza di almeno cinque o sei parole di dialetto ed anche qualche proverbio o poesia o preghiera sempre in dialetto.

I fondatori: Pierdario Galassi, Gianluca Stefanelli, Fabretti (Fabrizio Ugoletti), Roberto Giorgini.

Manifesto del lanacanismo

Cos’è l’arte fatta senza trasporto senza sentimento. L’arte  senza la conoscenza del dolore, della felicità, dell’amore, della paura, dell’ira, della dolcezza… Senza la conoscenza  in se  l’arte non può esistere.

Il lanacanismo è un sentimento nuovo che aleggia sull’Appennino, è una contaminazione che prende gli animi e li porta al fare.

Il lanacanismo è quel sentimento nuovo, che ci segue durante le ore dei  giorni comuni, è quell’incipit che ci induce a creare e a cercare al di là della nostra vita materiale, al di là delle nostre pene.

Il lanacanismo ha la proprietà di far volare l’anima,  anche nel compiere azioni comuni come quella di bere un bicchiere d’acqua,  è questa la vera forza del lanacanismo, quella di dare valenza artistica ai nostri  comuni gesti.

Il pittore russo Alexey von Jawlensky il 12 giugno del 1938 in una lettera indirizzata al pittore Fauve, padre Willibrord Verkade a Beuron in Germania, scriveva così: Ho capito che l’artista deve esprimere attraverso la sua arte, nelle forme e nei colori, il divino che è in lui. Pertanto, l’opera d’arte è Dio fatto visibile e l’arte è “un desiderio di Dio.”

(Pierdario Galassi)

 

 

 

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