L’Ausl chiarisce: “Revisioni procedurali, ci scusiamo per il disagio alle famiglie”

In relazione all’articolo “Comincia il post-S. Anna / Lettera-diario di un parto di una coppia montanara in quel di Reggio Emilia” l’Azienda Usl desidera precisare quanto segue.

“La chiusura del punto nascite dell’Ospedale di Castelnovo Monti ha comportato revisioni procedurali e organizzative, alcune delle quali sono in corso di completamento. Desideriamo scusarci, perciò, per i disagi che possono derivare alle famiglie, comprendendo bene quanto sia importante vivere con tranquillità e fiducia  il percorso di una nuova nascita”.

“Cogliamo l’occasione per informare, a tal proposito, che è previsto entro breve l’inoltro per via informatica del modulo di proposta di ricovero per le donne prossime al parto. Il compito sarà svolto direttamente da parte dei consultori verso la sede ospedaliera prescelta dalla partoriente. Spiace apprendere dell’attesa affrontata dalla signora prima del ricovero, motivata dalla presenza di altre partorienti (alcune con minaccia di parto pre-termine) che richiedevano, come è stato anche il suo caso, il necessario monitoraggio e i relativi approfondimenti diagnostici”.

“Ricordando che il settore ostetrico è per sua natura caratterizzato da picchi di attività difficilmente prevedibili, preme evidenziare che la giornata nella quale la signora S. ha partorito (27/11) ha visto, sin dalla mattina, il susseguirsi di casi urgenti gestiti, come di prassi, secondo un ordine di priorità dipendente dal grado di rischio. Si segnalano, in particolare, una gravidanza patologica, un parto gemellare, due casi di rottura del sacco amniotico, uno dei quali con feto in posizione podalica. Si sono aggiunti, inoltre, due parti spontanei. Dalle verifiche svolte risulta destituita di fondamento, pertanto, l’affermazione secondo la quale la signora Sara (nome di fantasia), destinata ad essere sottoposta a parto cesareo, abbia avuto la precedenza per ragioni non collegate alla sua gravidanza oggettivamente patologica. Sara doveva essere operata nelle prime ore del mattino in considerazione di un alto rischio di emorragia, più complesso da affrontare nel caso l’intervento si fosse svolto nel pomeriggio”.

“La sistemazione della partoriente nell’ambiente protetto della sala parto nelle ore immediatamente successive alla nascita, inoltre, è una scelta di tutela e avvicinamento tra la madre e il neonato, essendo preferito l’approccio cosiddetto “pelle a pelle”. Proprio per conservare questa possibilità, non facilmente praticabile in una stanza di degenza ordinaria, si preferisce, come è stato il caso della signora S., attendere la disponibilità di una sala travaglio-parto”.

“Un riferimento, infine,  – conclude la nota dell’Asl – alla disponibilità della strumentazione ecografica: si precisa che essa è stata condizionata dal furto di sonde avvenuto qualche settimana fa da parte di ignoti e regolarmente denunciato dall’Azienda. Informiamo che la dotazione è stata ripristinata da pochissimo, a vantaggio dell’operatività del reparto”.

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13 Commenti

  1. Spiace notare che qualsiasi gestione che prevede un iter procedurale, con procedure operative firmate e accompagnate da training del personale coinvolto (avete le procedure? Il registro del training?), prevede la definizione prima dell’ entrata in vigore, non dopo come mi pare di capire.
    Prima si definisce il come, chi, quando, si traccia tutto ciò, e poi si agisce in pratica.

    (MA)

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  2. Ma ridarci il reparto e farla finita qua con queste buffonate e novità che non stanno in piedi e troppo complicato? Ma dovete saperne sempre di più di chi fondò l’ospedale con orgoglio? Tornate in carreggiata che è meglio, sono molto deluso dei passi avanti come i gamberi, ma ci sono esperti e burocrati che continueranno ogni giorno a uccidere la civiltà in Appennino.

    (C219T)

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  3. L’Ausl un protocollo sicuramente ben definito e collaudato pare averlo: una risposta per (pensare di) mettere sempre tutti a tacere. Auguri.

    (Giovanni)

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  4. “Scusate il disagio”…!? Ma questi sono proprio dilettanti allo sbaraglio! Peccato che di mezzo vada la sicurezza e la salute delle nostre mamme e dei nostri bambini! #iostoconlecicogne

    (F.D.)

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  5. Ora si spiega tutto: hanno scordato di idratarla nelle 18 ore di attesa perché stavano cercando gli ecografi … ma come si fa a rubare un ecografo dalla sala parto situata al secondo piano di un ospedale, tra l’altro “sicuro” … ?

    (MrLupin)

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  6. “La chiusura del punto nascite dell’Ospedale di Castelnovo Monti ha comportato revisioni procedurali e organizzative, alcune delle quali sono in corso di completamento. Desideriamo scusarci, perciò, per i disagi che possono derivare alle famiglie, comprendendo bene quanto sia importante vivere con tranquillità e fiducia il percorso di una nuova nascita”. Questa frase è già sufficiente per fare capire lo stato delle cose. Quali procedure sono in fase di completamento? Impattano sulla sicurezza (del concetto sicurezza si è fatto il cardine di tutta la questione)? Tengono conto delle oggettive particolarità relative ad un territorio come l’Appennino? Se sì, sulla base di quali analisi, prove, simulazioni, ecc. sono state condotte? Hanno base di dati tale per cui queste procedure sono risultate più sicure dell’ormai chiuso reparto nascite (che, giusto per intenderci, ha una base statistica di qualche decennio…)? Di queste domande se ne potrebbero fare decine, solo per approfondire un attimo la questione e chiarire qualche dubbio che nella popolazione sorge. Fermo restando poi che sul concetto di “sicurezza” bisognerebbe aprire un capitolo molto ampio perchè la parola in se dice tanto e nulla. Tranquilli, dobbiamo solo pazientare un attimino per il disagio, tanto si tratta solo di un parto; voglio dire, avete mai avuto un fastidio ad un dente?

    (Andrea Ganapini)

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    • In qualsiasi tipo di industria mediamente strutturata, ogni variazione comporta l’apertura di un documento detto “change”; che spiega e disciplina il cambiamento proposto. Dal “change” prende vita tutta una serie di manovre gestionali e solo dopo si può iniziare con la pratica.

      (MA)

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  7. Quale vignetta la comunità scientifica proietterebbe a commento di questo articolo? Un suggerimento. Se inseriamo la sfiga nel range dello standard deviation dei modelli statistici di sicurezza e non ci sarà più bisogno di passare dalle minacce di querela alle scuse ufficiali.

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  8. Roba da altro mondo, chiudi un reparto senza aver definito e collaudato una procedura precisa in alternativa… Io mi chiedo se a fine anno i “super” della nostra amata Usl prenderanno anche il bonus addizionale come premio al risultato… Roba da matti!

    (Giovanni)

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  9. …ci scusiamo per il disagio… ridicolo…

    (DC)

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  10. Spett.le ASL, ci spiega l’iter previsto e le figure superiori che lo hanno visionato ed approvato? Questo per capire chi e come a livello locale e centrale ha gestito la pratica e rilasciato una sorta di “conformità”. Il tutto senza scopo inquisitorio, ma a fin di chiarezza tra le parti interessate.

    (MA)

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  11. Mi pare logica dire che la chiusura di un punto nascita scarica, su un altro centro, un volume di assistenza che contribuisce ad aumentare la probabilità di creare “picchi di attività”. Fatta questa premessa, trovo altrettanto logica la domanda: come si può inserire un parametro di sicurezza su un momento che, la stessa Azienda, definisce “difficilmente prevedibile”?

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    • Logica ineccepibile: la tanto decantata sicurezza del SMN potrebbe essere a rischio perchè possono esserci “picchi” e complicazioni “difficilmente prevedibili”. Chiediamo: non è logico, quindi, cercare di evitare i “picchi”, magari lasciando aperti i punti nascite? Un’altra cosa mi piacerebbe fosse tecnicamente approfondita. Qualche medico (ad esempio il dott. Boni) può spiegarci perchè “un alto rischio di emorragia” è “più complesso da affrontare” nel “pomeriggio”?

      (Elio Peri)

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