“A chi appartiene la notte”, l’ultimo romanzo di Patrick Fogli raccoglie consensi entusiasti

“A chi appartiene la notte”, l’ultimo romanzo di Patrick Fogli

L’ultimo libro di Patrick Fogli, “A chi appartine la notte” (Baldini e Castoldi) arriva dopo tre anni di attesa ed è subito accolto da giudizi molto favorevoli. Sono varie le recensioni positive che si leggono sul web di questo romanzo incentrato sulla ricerca della verità, che non è mai univoca, non è solo bianca o solo nera, la cui trama si dipana in Appennino.

Irene Fontana è una giornalista d’inchiesta, messa fuori gioco dalla sua ostinazione a svelare corruzioni e tutelare i diritti dei cittadini. La Contessa è la casa di sua nonna, la casa delle sue vacanze di bambina. Due piani in sasso e una mansarda, in cima a una delle colline dell’Appennino reggiano. Su tre lati, ettari di campi a coltivazione. Sul quarto, il bosco, l’unica terra che non le appartiene. È tornata a vivere lì.

Tutto il suo mondo era crollato in meno di un mese e in quello che restava non c’era nulla che le interessasse. Così, ha ricominciato dall’inizio. Filippo cade dalla Pietra di Bismantova una notte d’estate. Irene è lì, per puro caso, il giorno dopo, quando rimuovono il suo corpo. La madre del ragazzo non crede al suicidio e chiede aiuto a Irene. Lei parte dalla vita di Filippo, dai suoi amici, dalle sue frequentazioni. Scopre un locale, lo Snoopy, dove nel giorno di chiusura si organizzano festini piuttosto estremi. Incontra un uomo, il Pittore, un artista che vive isolato in una casa museo, in compagnia della sue sculture da incubo. Questa è, in verità, solo una parte di un quadro ben più complesso che parte da lontano.

Inseguire la vita di Filippo si trasforma in una discesa all’inferno. Ma ciò che appartiene alla notte, appartiene alla notte, le illusioni durano un istante e quando se ne vanno non sono mai esistite. Come i sogni, i miraggi, i miracoli, i demoni.

Fogli scrive il suo romanzo più convinto e convincente, con quel nero che è il colore degli incubi, ma è anche il sordo rumore della verità, il primo da imparare a distinguere. «Ecco perché sono qui. Tu sei il motivo. Io conosco l’orrore. E ora cercherò di spiegarti cosa significa viverlo.»

Patrick Fogli è nato e a Bologna (1971) e vive in Appennino reggiano, a Carpineti. Ha esordito con Lentamente prima di morire (2006), un romanzo che ha ottenuto molto successo e altrettanti riconoscimenti. Successivamente ha pubblicato L’ultima estate di innocenza (2007) e Il tempo infranto (2008), consacrandosi come uno fra gli scrittori italiani più sensibili al mistero e ai lati inquietanti della psiche umana ma anche della vita civile. Con Stefano Incerti ha scritto la sceneggiatura di Neve, il film del regista napoletano.

Il 17 marzo il romanzo sarà presentato a Castelnovo ne’ Monti dall’autore e successivamente a Casina.

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