Redacon porta l’Appennino reggiano nel mondo

Ci guardano. Ci guardate. Magari ancora non in moltissimi - anche perché sul fronte promozione dobbiamo davvero lavorare di più - ma intanto lo fate da tanti posti diversi. Diversissimi. Sparpagliati. Praticamente da tutto il mondo. Ed è ovvio e logico così: è la caratteristica principale del mezzo web.

Vi snoccioliamo brevemente qualche numero statistico, cogliendo l’occasione dei primi 5000 visitatori registrati dal contatore del sito.

Dal 4 settembre 2004, cioè da quando redacon.radionova.it è stato pubblicato, ci hanno “aperto”, ad oggi (al momento di pubblicare questo pezzo), esattamente 5457 utenti.

La percentuale di collegamenti dall’Italia va costantemente riducendosi, a beneficio dei navigatori dall’estero: ora si attesta sul 73%. Era l’86% a fine dicembre e l’89% a fine novembre. Quest’ultimo è stato anche il mese che finora ha fatto registrare il massimo incremento rispetto ai trenta giorni precedenti. Ciò si spiega facilmente: è stato proprio allora che questo sito d’informazione è stato presentato ufficialmente. Era una novità.
I paesi da cui abbiamo registrato contatti sono di diversi continenti (mancano per ora all’appello solo Africa e Australia). Cominciamo da “casa nostra” dall’Europa: dalle rive del freddo mare del Nord ci hanno cliccato da Danimarca, Finlandia, Lituania, Regno Unito, Polonia e Russia; dal centro: dalla Germania e dall’Olanda; da oltr’Alpe, dall'Austria, dalla Svizzera e dalla Francia. Dal sud: dalla Spagna. Dalla Croazia. Poi dal Sud America, su su salendo al nord: Argentina e Brasile, Messico, Stati Uniti. Asia: da vicino a casa: da Israele; ci hanno poi letto, spostandoci decisamente più ad est, dall’Arabia Saudita, dalla Thailandia e fin dal lontano Giappone.

Crediamo fortemente in quest’esperienza, nata sulle ali dell'entusiasmo della gioventù dell’Appennino reggiano. Ragazzi che si sono messi in gioco in un’avventura di chiara e grande utilità sociale. Impegnati in prima persona nel creare e gestire una “partita” tutt’altro che semplice. A partire dall’istruzione delle non sempre facilmente decifrabili (ma inevitabili) pratiche burocratiche per la richiesta di aiuto per la realizzazione di un “sistema informativo per un territorio montano”.

Se all’inizio vi siete collegati più che altro per “curiosità”, ora la sfida che si para davanti ai promotori di questo progetto è davvero impervia, considerando che ciascuno di essi ovviamente ha una propria attività principale. La vostra attenzione potrà essere catturata solo sulla base della validità e dell’interesse che saprà suscitare il nostro lavoro. A maggior ragione adesso che stiamo giungendo in prossimità della scadenza temporale (fine febbraio 2005) di questa iniziativa che l’Unione Europea ci ha finanziato. Occorrono persone che ci credano, ragazzi di tutto l’Appennino. Solo così riusciremo a consolidare un centro informativo - e chissà, domani una vera e propria agenzia di stampa? - radicato sul territorio montano. Perché è anche in questo modo - noi ne siamo sinceramente convinti - che esso potrà crescere. E una spinta che viene dalle nuove generazioni è, decisamente, un seme di speranza per il suo avvenire.

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