Home Cronaca Presentata anche a Castelnovo la rivista “Hope”

Presentata anche a Castelnovo la rivista “Hope”

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Questo pomeriggio a Castelnovo ne' Monti è stata presentata, presso il foyer del Teatro Bismantova, per iniziativa del locale Lions, la rivista quadrimestrale Hope. Elegante e raffinata, è legata a doppio filo all'hospice "Madonna dell'Uliveto" di Montericco di Albinea, struttura benemerita che assiste malati terminali.

Ogni suo numero si sofferma attorno ad un tema preciso, individuato da una parola chiave scelta di volta in volta dalla redazione. Quella del quarto numero, del marzo scorso, ad esempio, è: "festa". L'argomento è trattato e visto con un taglio multidisciplinare. Per cui sono tanti e diversificati i contributi, di spessore, talvolta anche parecchio impegnativi (non sempre ed esclusivamente: non manca anche una certa ariosità e leggerezza pur trattandosi sempre di tenore generale mantenuto su livelli di indubbia qualità e cura), mai banali.

"Da questo punto di vista è un periodico unico nel suo genere in Europa", afferma il suo direttore, Catia Iori, ricercatrice e docente.

Altri temi affrontati finora sono stati il perdono, il dubbio... Come si nota si prova a ragionare in modo "alto" e ad offrire al lettore spunti importanti alla sua riflessione. Sempre la Iori: "Proviamo a porci e a esternare le grandi domande ed i grandi temi della vita, spesso evitati per il nostro correre quotidiano", un gorgo che spesso ci svia occhi e cuore da cose interessanti...

A questo giornale hanno via via aderito sempre più firme della nostra montagna, tanto da giustificare pienamente, anche in questo senso "territoriale" (per quanto possa valere), una presentazione come quella odierna, in Appennino appunto.

"Abbiamo scelto uno stile che ci pare sobrio, cercando di proporre uno strumento sottratto all'ansia delle mode, senza però rinunciare alla bellezza intesa in senso lato".

Ad esempio, il primo numero del 2005 di Hope è illustrato da magnifiche riproduzioni di opere di Marc Chagall; ma non si tratta solo di questo.

Questo giornale, dicevamo, è ancora perlopiù da conoscere, soprattutto sulle nostre lande montane. E non è neppure facile da reperire; il modo migliore per farlo è abbonarsi (al proposito, per informazioni: hope@libero.it).

Ha presentato l'incontro Anna Maria Marconi. Al tavolo dei relatori anche Giovanna Caroli, redattrice della rivista, insieme ad Emanuele Ferrari, della direzione artistica del teatro e collaboratore del periodico dal primo fascicolo. Nel numero a disposizione oggi del pubblico per una presa di visione diretta compaiono scritti, tra gli altri, anche di Clementina Santi e Benedetto Valdesalici.

Consigliamo di sfogliarlo.

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