“Agriturismo in sofferenza” soprattutto in Appennino

Per l’agriturismo reggiano è stata un’estate difficile, che ha visto una riduzione delle presenze; più accentuata nel mese di luglio (meno 15 per cento), con un recupero in agosto, ma con pernottamenti legati al fine settimana, e con il solo pieno a Ferragosto. Turismo Verde, Associazione Agrituristica della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori, già dal mese di giugno aveva segnalato le difficoltà del settore anche nelle zone tradizionalmente più solide. Difficoltà che si riscontrano nei risultati di una prima indagine che abbiamo compiuto tra gli associati di Reggio Emilia, con particolare riferimento all’Appennino.

In essa si riscontra una flessione nella presenza giornaliera degli ospiti, dovuta probabilmente ad una crisi generale e al maltempo in montagna, nonostante la nostra enogastronomia tipica e di qualità riafferma il valore del turismo rurale.

“Si confermano - ha dichiarato Claudio Gaspari, responsabile di Turismo Verde C.I.A. di Reggio Emilia - che le aziende che hanno saputo arricchire e diversificare l’offerta hanno tenuto, mentre sono in sofferenza quelle che si limitano all’attività di ospitalità e somministrazione di pasti e bevande. Buone le vendite in azienda di prodotti agricoli, ma per quantitativi limitati. Sono in calo anche le presenze di turisti stranieri.

Il tradizionale pienone di Ferragosto non è stato però sufficiente a risollevare le sorti di un agriturismo ormai in affanno per il secondo anno consecutivo.
Per risollevare il settore, Cia e Turismo Verde ritengono urgente l’approvazione da parte del Senato di una legge di riforma dell’agriturismo, nel testo già licenziato dalla Camera, per indicare a tutte le Regioni la via di una nuova stagione legislativa che consenta un rilancio del settore. A tale proposito, viene ribadita l’esigenza di promuovere il territorio, individuando negli agriturismi i nuovi agenti del suo sviluppo che, insieme all’ospitalità, ai prodotti agricoli, alle ricette della cucina tradizionale, sappiano proporre ai loro ospiti un’offerta diversificata che renda la campagna, il territorio rurale e le sue ricchezze sempre più attrattivo per i cittadini e gli ospiti italiani e stranieri.

Per l’autunno si spera in una ripresa di presenze, in particolare sull’Appennino, per la ricerca di funghi e della caccia.

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