Castelnovo, Consiglio “denso”

Durato dalle 19 alle 22,30 circa, si è rivelato uno dei Consigli più aspri di questa legislatura. E’ quello che si è svolto giovedì scorso a Castelnovo ne’ Monti. L’ordine del giorno vedeva soprattutto la discussione di alcune mozioni e interpellanze presentate dalle opposizioni. In particolare quelle sull’iter di alcune pratiche edilizie (mozione presentata dalla “Lista civica”) e quella sulle coppie di fatto (del gruppo “Castelnovo trasparente – Rifondazione Comunista”). S’è fatto cenno dei risultati di esse su questo giornale in un precedente breve pezzo.
Vediamo ora con qualche dettaglio in più i termini del dibattito.

Ferie del personale

La Lista civica, per bocca del capogruppo Umberto Casoli, ha chiesto di conoscere la situazione ferie del personale comunale e il perché di alcune posizioni di eccessivo accumulo. “2852 giorni non goduti alla data del 31 agosto scorso. Fanno una media di circa 45 giorni per ciascuno dei 68 dipendenti. Credo che ciò testimoni la mancanza di una politica del personale. Chiedo inoltre che siano posti in visione al Consiglio, quando pronti, i piani ferie predisposti dai responsabili addetti”. Ha risposto il segretario comunale – direttore generale Matteo Marziliano, responsabile del personale, cui il sindaco ha ceduto la parola: “I piani ferie di riassorbimento degli arretrati è già stato predisposto e considera un periodo fino al giugno del prossimo anno”, ha detto. “Specifico che alcune posizioni si trascinano da anni e avranno bisogno perciò di un periodo di tempo più lungo per il rientro”. “Di norma – ha spiegato – l’arretrato dovrebbe essere smaltito entro il primo trimestre dell’anno successivo cui si riferisce”. Rimandata ad un incontro tecnico più ristretto la spiegazione di come funzionano le ferie dei dirigenti (responsabili di settore).

Iter pratiche edilizie

Su questo punto c’è stata alta tensione. Il tema si conferma tasto delicato. Casoli ha letto il documento del suo gruppo circa la conduzione di alcune pratiche edilizie su cui a suo tempo è corsa parecchia polemica tra gli schieramenti. Ed esattamente quelle riguardanti la costruzione di Montecastagneto, quella sulla demolizione/ricostruzione dell’ex asilo nel nucleo storico e quella su un edificio sito in località Sarzassa. “Non ci interessano le vicende personali, sulle quali ci asteniamo da giudizi. Se gli interessati hanno avuto il via libera dal Comune riteniamo legittime le loro posizioni. Quel che ci importa sottolineare sono invece gli iter seguiti dalle pratiche”, è stata la premessa. Su Montecastagneto: “Il permesso di costruire è stato revocato dal Comune con atto del 18 luglio scorso”. Sull’ex asilo: “Si trattava di un fabbricato storico – forse il più antico dell’intero paese – che era precedentemente considerato come soggetto destinato a restauro conservativo. Ma in data 4 giugno 2003 giungeva dalla Soprintendenza l’ok all’alienazione del fabbricato senza particolari vincoli. Un anno più tardi, nel luglio 2004, sono stati autorizzati i lavori per la riedificazione di un fac-simile che non avrà nulla da spartire con l’originale”. Su casa-Sarzassa: “In questo caso siamo di fronte, crediamo, ad una variante eccessivamente personalizzata”. Un’esposizione certosina, che ha portato via una buona mezz’ora, alla fine della quale la Lista civica ha tratto alcune conclusioni, tecniche e politiche. Con le prime si esprime un giudizio negativo sugli iter seguiti. “Negligenza”, è stata la definizione. “Sono stati dati degli ok in contrasto con alcune norme. La Commissione edilizia si è accorta di qualcosa? Eppure le pratiche sono passate al suo vaglio più di una volta … Valutiamo poi rilevanti le responsabilità dell’ufficio tecnico“. Sul fronte politico la minoranza di centrodestra mostra “pollice verso” sull’operato degli amministratori: “Nessuno si è accorto di nulla su queste cose che denunciamo”. La polemica si è rivolta in particolare verso il sindaco, Gian Luca Marconi, al quale è stato chiesto “se non ha nulla da rimproverarsi”. La mozione in sostanza chiede che il Consiglio esprima, da un lato, disapprovazione per l’operato dei tecnici, e dall’altro “atti che non siano sterili enunciazioni di principio”.

Il sindaco Gian Luca Marconi ha risposto con un articolato discorso scritto. Ha detto: “Osservo subito che l’impalcatura argomentativa della mozione è piuttosto fragile. Il Comune non ha commesso alcuna omissione. Quando ci siamo accorti di cose che non andavano le abbiamo immediatamente bloccate. Questo è il caso appunto di Montecastagneto. Le responsabilità dell’esatta conformità dei lavori è dei progettisti, veri e propri esercenti un servizio di pubblica utilità”. Sulla Commissione edilizia (che ora ha cambiato nome: “Commissione per la qualità architettonica del paesaggio”): “Non ha compiti di valutazione di conformità alle norme di legge; e sui controlli del Comune: avvengono dopo e non prima”. Dice ancora il primo cittadino su casa-Sarzassa: “Il via libera è stato dato, a suo tempo, dal Consiglio comunale nella sua interezza, maggioranza ed opposizione…". “Detto questo si può affermare che il documento della minoranza frana. Quella posta in essere dalla Lista civica è perciò una strategia strumentale, volta a dimostrare una tesi preconfezionata. Si tratta di critiche gratuite e infondate”. Rivolto ai banchi alla propria destra: “Se ci sono davvero elementi di eventuali abusi denunciateli, perché non si possono lanciare accuse gravissime senza elementi concreti. Questa Amministrazione lavora nell’assoluta trasparenza”.

E’ intervenuto Luigi Bizzarri, capogruppo di Castelnovo trasparente, venendo subito al punto: “Voteremo contro questa mozione. Per un motivo semplicissimo: secondo noi non è la sede giusta, questa del Consiglio, per esprimere una valutazione del lavoro dei tecnici. Non siamo un tribunale. E’ fuorviante esprimere un giudizio sulle persone”. Circa le conclusioni politiche tratte nel documento della Lista civica: “Insomma, se si vogliono chiedere le dimissioni di qualcuno lo si dica chiaramente”. Bizzarri poi però articola il suo intervento, affermando che riterrebbe conveniente “una riflessione sull’organizzazione e strutturazione dell’ufficio tecnico. Su questo punto eravamo già intervenuti proprio noi, lo scorso anno, in settembre, con un’interpellanza ad hoc. Ritengo che questo via vai di responsabili dell’ufficio non abbia giovato, tutt’altro. Sarebbe auspicabile, anziché questa girandola di incarichi a tempo, un’assunzione stabile, possibilmente di un giovane del luogo, già avvertito delle problematiche del paese, che possa lavorare con continuità. Abbiamo bisogno di grandi professionalità, non di gente di passaggio che casomai ha anche scarsa conoscenza del territorio”. E ancora: “Se non è compito della Commissione edilizia procedere alle verifiche di conformità alle norme, allora quali sono i suoi compiti? Non ne abbiamo discusso…". In sostanza: “Serve un nuovo modo di amministrare. Chiedo un segnale in questo senso”.

Ha poi chiesto la parola Leana Pignedoli: “Vorrei sottolineare che una cosa sono le questioni legali e un’altra le scelte urbanistiche. Non bisogna mescolarle, sennò è facile ingenerare il sospetto che possa esserci poca chiarezza. Secondo me la vera questione è davvero quella di quali scelte politiche fare, evitando interventi che hanno un impatto troppo pesante sul paesaggio”. Su casa-Sarzassa: “Qui voglio dire che c’era anche una questione d’urgenza, essendo l’area instabile. L’edificio precedente presentava evidenti crepe”. In linea generale l’ex sindaco ragiona dicendo che “Non c’è un’Amministrazione che possa dire ‘Ho fatto tutto giusto’. Non bisogna cercare casi specifici con l’intento di smontare un’esecutivo. Parliamo cercando di stare più sul generale. Venendo all'oggi: interveniamo con tempestività, anche legalmente dove del caso…".

Robertino Ugolotti: “Non vogliamo smontare l’Amministrazione ma rilevare dei fatti. Circa poi la sua tempestività di intervento… Il Comune si è mosso quando qualcuno se n’è accorto e l’ha fatto presente. Nessuna campagna contro Marconi-persona ma piuttosto contro il sindaco: che ora è lui ma poteva benissimo essere altri”. E ancora: “Non capisco l’atteggiamento di Bizzarri, che sento condividere molte delle nostre posizioni e poi ci vota contro…".

E’ stata poi la volta del vicesindaco Fabio Bezzi: “Le cose possono essere criticabili, per carità, ma anch’io ravviso un’intenzione strumentale da parte della minoranza. Personale: contro Marconi”. “Oggi – ha aggiunto – giusto o sbagliato che sia c’è un ruolo dei tecnici molto più vasto di una volta. Su circa 120 pratiche la quasi totalità era a posto. Un paio di casi che invece si sono mostrati problematici li abbiamo fermati subito appena ci siamo accorti”. “Gli amministratori hanno colpe? Solo loro? Non si può giudicarci inadempienti… La questione per come è stata posta da Casoli è inaccettabile e scorretta“. Apertura viceversa nei confronti del gruppo di Bizzarri: “La sua sollecitazione a discutere di più dei problemi è certamente da accogliere”.

Vincenzo Ferrari (La Voce della montagna): “La mozione della ‘Lista civica’ è positiva almeno sotto il profilo del metodo. Ma voto contro perché la ritengo esagerata ed esasperata nell’impostazione”. “Per quanto riguarda l’ex asilo – ha aggiunto – non si può non ricordare che anche la Parrocchia ebbe un ruolo”. “Non mi sorprendo dei toni della discussione perché, si sa, l’edilizia privata è l’industria più importante di Castelnovo”.

Luigi Cagni ha voluto dare atto a Bizzarri di “aver compiuto uno sforzo di obiettività. Credo giusta la sua osservazione che non tocchi al Consiglio dare pagelle ai tecnici”. Detto questo (in dissenso col suo gruppo) ha poi però anche precisato che “alla nostra mozione, precisa, si sarebbe dovuto rispondere in modo altrettanto preciso”.

Di nuovo Casoli: “Noi non abbiamo fatto il processo a nessuno. Abbiamo solo messo in fila degli iter amministrativi. Siete bravi a girare le frittatine; la colpa che mi si dà è quella di rompere le uova nel paniere ai manovratori. Ripeto: l’ufficio tecnico si è dimostrato inadeguato, strutturato in modo non confacente alle necessità del paese. Mi dispiace ma le responsabilità politiche bisogna che ve le prendiate, perché i tecnici li avete scelti voi e in un documento affermate voi stessi che esiste un problema all’ufficio tecnico”.

Di nuovo anche Bizzarri: “Anch’io mi ripeto: non voto un documento di disapprovazione dei tecnici. Ma da vicende come queste in un certo senso l’Amministrazione esce sconfitta”.

L’ultimo intervento è di Walter Davoli, capogruppo di maggioranza. “Inutile girarci attorno – dice in sostanza – si tratta di un attacco strumentale al sindaco e non invece, come avrebbe dovuto essere, un discorso nel merito dei problemi. Non ci sono argomenti reali e comunque si tratta di cose passate, riguardando la passata Amministrazione. Insomma, servono toni diversi, chiariamoci in conferenza dei capigruppo”.

Coppie di fatto

Le energie dei consiglieri non erano ancora esaurite, perché anche su questo punto c’è stata polemica piuttosto accesa. Trattandosi di argomento che chiama in causa, oltrechè questioni di diritto, le singole sensibilità, educazioni e valori, si sono verificati interventi anche in dissenso col proprio gruppo, com’è stato il caso di Maria Luisa Muzzini. Le interpellanze presentate erano due, una di “Castelnovo trasparente” e l’altra della “Lista civica”. Proprio a quella di quest’ultima, anche se risultata bocciata (ha raccolto 5 voti: i 4 del gruppo proponente e il suo), la Muzzini ha dato il proprio voto. Ad essere approvata, coi voti dei proponenti e della maggioranza ulivista, è stata quella presentata da Bizzarri e Curini. Con essa si istituisce il registro delle coppie di fatto. Un argomento anche questo piuttosto caldo: non sono lontane né spente le discussioni avvenute a livello nazionale a proposito dei cosiddetti Pacs, i patti civili di solidarietà.
Ha polemizzato duramente, anche nei toni, soprattutto Marcello Malagoli (Lista civica). Come si sa la posizione del mondo cattolico ribadisce la centralità della famiglia fondata sul matrimonio come nucleo fondante della società; cosa che d’altronde afferma la stessa Costituzione (art. 29). “Su questo punto – ha eccepito però Davoli – la Costituzione dimostra i suoi anni. Bisogna considerare i cambiamenti avvenuti nel frattempo…". Malagoli ha inteso porre in evidenza che il concetto di laicità è stato propugnato per primo dallo stesso Gesù Cristo: “E’ stato lui il primo laico della storia – ha detto, rivolto ai consiglieri posti dietro di lui (Bizzarri e Curini) – lo volete capire? E’ stato lui che ha pronunciato la famosa frase: ‘Date a Cesare…'. Il concetto di distinzione tra Stato e Chiesa nasce da lì“. Questo – ciò che vuol dire – in risposta a chi afferma o denuncia le presunte intromissioni delle gerarchie ecclesiastiche negli affari interni italiani. Bizzarri nel suo appassionato discorso aveva ricordato anche il lato pratico del problema, cioè l’ampiezza che il fenomeno ha assunto e il conseguente bisogno di regolamentare con legge: “Sono ormai tantissime le persone che, per scelta o per necessità, si trovano in questa condizione di convivenza. Noi non vogliamo negare alcun diritto a chi sceglie il coniugio: perché invece altri vogliono calpestarli a chi si trova in questa diversa condizione? Ci vuole rispetto, rispetto!!”. L’ultima parola è stata ripetuta cinque-sei volte, a voler rimarcare bene…
Marconi ha tirato le somme, chiudendo con un breve intervento il punto (e anche la seduta), e giustificando il voto favorevole della sua maggioranza a questa proposta.

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Assente Clementina Santi. Si sono allontanati dalla sala anzitempo Giuliano Maioli e Fabio Bezzi.

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