Home Cultura “Il mio miglior nemico”, scontro d’attori

“Il mio miglior nemico”, scontro d’attori

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Dai nemici si può sempre imparare.
Sino al punto di scoprire in loro i più autentici tra tutti i migliori amici possibili.
Carlo Verdone è il miglior nemico di Silvio Muccino, Silvio Muccino è il miglior nemico di Carlo Verdone. A scanso di equivoci, non sto riportando gli ultimi gossip dal mondo dei vip di casa nostra, nessuno ha tradito alcunché con chicchessia. Sto parlando del nuovo film della coppia più romana del nostro cinema.
A vedere da come recitano, dirigono e si fanno dirigere, più che di inimicizia parlerei di grande complicità, intesa, complementarietà. Eh, sì, Muccino e Verdone sono proprio una bella coppia!
Insieme hanno scritto il film, insieme reggono la scena per le quasi due ore della durata. In tempi di par condicio e dibattiti politici al cronometro, sorprende la naturalezza con cui si sono spartiti la presenza sullo schermo, le buone battute, i bei gesti, le figure barbine. Sorprende come entrambi siano riusciti a rimanere se stessi, dando la loro chiara impronta, senza forzature, senza falsità. Nella forma come nella sostanza, Verdone rimane il solito Verdone: pasticcione, ossessivo e ossessionato, ma in fondo simpatico, buono, col cuore di un bambino. Muccino non può che rimanere Muccino, soprattutto a questa età: sentimentale e belloccio, tormentato, tenero, piacione nonché spaccone, generoso. Sfrontato, ingenuo. Un particolare balza all’occhio: quanto Verdone abbia un repertorio mimico decisamente più vasto. Per le fan del bel Silvio: non preoccupatevi, il ragazzo si farà, le spalle già sono larghe.
Visti i protagonisti, è facile dedurne i ruoli: il primo è un cinico uomo di successo, padre di famiglia con amante e cane in giardino; il secondo è un ragazzo sfortunato in amore e con madre depressa, cresciuto più in fretta dei coetanei, in un quartiere di ladruncoli e cartacce sui marciapiedi. Un equivoco li metterà inizialmente in contrasto, diventeranno i peggiori nemici. Poi ci si mette in mezzo una ragazza, nelle duplici vesti di figlia e donna dei sogni, a ricompattare la strana coppia verso uno scopo condiviso. Nel frattempo, molte cose cambieranno nelle loro vite, nel mondo esterno e dentro se stessi. Insieme fanno un viaggio, alla ricerca di qualcuno e di qualcosa. Un viaggio che li porterà a conoscersi, a recuperare parti nascoste di loro stessi, a fare fronte comune in situazioni disperate, a ridere l’uno dell’altro in momenti inconsueti. Cambieranno, su quella macchina presa a noleggio, nelle stanze degli alberghi a tre stelle, lungo le strade della loro ardita missione. Il paesaggio cambia con loro: la capitale, le nebbie padane, poi la montagna. Ginevra. Infine, Istanbul: il crocevia della diversità, la porta del sole. Un posto dell’anima.
Un uomo, un ragazzo, una ragazza da ritrovare. Una storia del cuore.
Nel film c’è posto per tutto: il melodramma, la malinconia, la nostalgia, l’introspezione...
...aspettate, gettate i fazzoletti, dimenticavo una cosa: tutto si risolverà in un sorriso! Fa piacere sorridere pensando, riflettendo, provando emozioni.
Saranno sorrisi che vi faranno bene.
Che potranno accompagnarvi a lungo, riempiendo le vostre giornate e, perché no, le vostre vacanze a Istanbul.

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