Bevo dunque sono…

Tratto dalla sezione dedicata alle discussioni tra istituzione e utenza (Discutiamone Insieme), del sito Web della ricerca di monitoraggio sui comportamenti a rischio negli adolescenti della provincia di Reggio Emilia (Risky-Re), ritroviamo un argomento di dibattito su una sostanza di abuso usata maggiormente, almeno secondo le convinzioni comuni, nelle zone di montagna (come ad esempio a Castelnovo ne’ Monti).
Il breve testo, con l’ovvia intenzione di istituire un dibattito, ci mostra ciò che è stato rilevato da ricerche scientifiche, ovvero che l’assunzione di alcol differisce sia col passare degli anni (tempo) sia in relazione al contesto (spazio):

"Bevo dunque sono.."
Dalle ricerche emerge come il consumo di alcol da parte dei giovani al momento del pasto sia oggi effettivamente diminuito rispetto al passato, mentre ne è invece aumentato a dismisura l'uso in altri contesti (es. nei momenti di divertimento come il venerdì e il sabato sera).

Cosa ne pensate del consumo di alcolici tra i giovani? Commentate ciccando Qui

Tra le imprecise convinzioni del primo paragrafo non è, però, una credenza infondata quella che vede i giovani abusare “spesso e volentieri” di alcolici, con tutti gli effetti collaterali che ben conosciamo, da quelli più sgradevoli a quelli ben più drammatici di cui le nostre strade sono spesso tristi protagoniste.
La medicina, inoltre, ci insegna che gli effetti negativi dell’abuso di alcol non si verificano solo nel tempo successivo l’assunzione, ma che permangono anche come danni sulla produzione di ormoni (tra cui quelli sessuali) e sull’operato dei neuro-trasmettitori, fattori poi che nell’adolescente, e peggio nel pre-adolescente, riscontrano maggiori danni, più o meno permanenti, rispetto a quelli rilevati nell’adulto.

L’informazione che si può trovare a tema oggi è molta (si veda ad esempio Qui e anche Qui), abbiamo nel territorio diversi servizi di aiuto e anche di auto-mutuo-aiuto (come i Sert e i ben noti Alcolisti Anonimi), eppure l’abuso di alcolici e il tasso di alcol-dipendenza persegue nella sua strada, intoccabile.

Che fare quindi per affrontare ancora una volta il problema?
Che fare per poter sperare di arginarne le conseguenze negative?
Forse un “incessante inizio” è quello di discutere interattivamente tra persone e istituzioni dedicate ad affrontare il problema, non una volta soltanto e non in un solo luogo, ma incessantemente senza alcuno scoraggiamento.
Vi invito pertanto a partecipare alla discussione sopra riportata, commentando direttamente sul link presente, per lasciare che i dibattiti, oltre alle semplici parole, portino nuovi strumenti di azione e comprensione per lavorare sullo strano abbinamento Disagio-Cultura.

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