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Processionaria

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Nidi di larve di processionaria si notano un po’ dappertutto, in questi giorni, passeggiando per le vie del centro, nelle pinete e nell’immediata campagna di Castelnovo ne’ Monti.

Questi sacchetti ragnatelati, che si attaccano a pini e cedri, alla vista un po’ schifosetti, contengono le larve che stanno trascorrendo l’inverno in attesa di uscire a primavera. “Visti da fuori sembrano grossi bozzoli cotonosi ma, al loro interno, racchiudono centinaia di larve ormai prossime alla maturità, provviste di peli altamente urticanti per l'uomo e gli animali domestici”, si legge in un documento informativo diffuso dalla Regione.

Quest’anno, dato che la stagione fredda (almeno finora) non s’è proprio vista, queste decorazioni anticipano sul loro calendario. Avvisa la Regione che è questo il momento per intervenire: “A fine inverno, prima che le larve abbandonino il nido che le ha protette durante la stagione fredda e si disperdano nell’ambiente rendendo più difficile la lotta, si deve raccogliere e distruggere i nidi. Se sono facilmente raggiungibili e ben chiusi (il che si verifica solo se la stagione è ancora fredda) si può tagliarli e bruciarli, facendo molta attenzione perché le larve sono urticanti. Per questa operazione bisogna usare le dovute precauzioni: maschera, occhiali e guanti”.

A Castelnovo è in programma un’opera di disinfestazione?

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Che cos'è la processionaria

E’ un insetto lepidottero (Traumatocampa pityocampa) che causa disseccamenti e defogliazioni anche di forte entità a carico dei pini. Predilige il pino nero (Pinus nigra), ma può infestare anche il pino silvestre (Pinus silvestris), il pino marittimo (Pinus pinaster) e varie specie di cedro. Gli adulti sono presenti tra la fine di giugno e l'inizio di settembre, con un picco di sfarfallamento nel mese di luglio, a seconda delle condizioni climatiche. Dopo l’accoppiamento, le femmine depongono le uova sulla chioma degli alberi, formando caratteristici manicotti attorno ad una coppia di aghi.

Che danni provoca

Le larve di processionaria si nutrono degli aghi, scheletrizzandoli. Le piante colpite vanno maggiormente soggette ad ulteriori attacchi di parassiti. Le larve neonate si possono trovare già a fine luglio alle quote più elevate, mentre nelle aree di pianura e di media collina si osservano di solito a partire da fine agosto; nelle pinete costiere non compaiono in genere prima di settembre. Nel corso dell'autunno le larve formano nidi sericei in genere all’estremità dei rami più soleggiati dentro i quali si riparano nei mesi invernali. Dall'inizio di marzo alla fine di aprile, a seconda delle condizioni climatiche, le larve abbandonano le piante e si dirigono in processione verso un luogo adatto in cui interrarsi e trasformarsi prima in crisalide e poi in adulto. I peli urticanti presenti sul corpo delle larve le rendono particolarmente pericolose per le persone e gli animali domestici, soprattutto nella fase di fuoriuscita dai nidi invernali. Il contatto diretto con le larve o la dispersione dei peli nell'ambiente può causare reazioni epidermiche e reazioni allergiche.

 

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1 commento

  1. Caccia alla processionaria
    Nei giorni scorsi il Comune di Vezzano ha organizzato, con la Forestale, le associazioni dei cacciatori e altri servizi, la distruzione dei nidi di processionaria in una pineta locale a mezzo di fucilate (il nido si apre colpito dalla rosa di pallini e non permette alle larve di maturare). E’ un sistema un po’ rumoroso, ma sembra sia efficace.

    (Commento firmato)

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