Ampliare le opportunità per gli agricoltori in Appennino

Le aggregazioni tra produttori e soprattutto dei caseifici che lavorano il Parmigiano Reggiano, i fondi del nuovo Piano di sviluppo rurale della Regione per sostenere gl’investimenti, il Parco nazionale dell’Appennnino tosco emiliano ed i suoi imprescindibili legami con il territorio agricolo, la differenziazione produttiva che passi attraverso la valorizzazione di prodotti ‘di nicchia’ quali il Pecorino dell’Appennino Reggiano (è in corso l’iter perché gli sia riconosciuta la Dop: denominazione d’origine) ed altri prodotti tipici, la produzione di energia dalle tradizionali fonti di approvvigionamento del legname, che in Appennino deriva dal taglio del bosco ceduo, un rapporto più collaborativo con le attività venatorie e ciò che vi è connesso: sono diversi esempi di quel nuovo volto dell’agricoltura che viene definita “multifunzionale”, ovvero che è meno impegnata a massimizzare le produzioni ed invece cerca in un rapporto di reciprocità con il territorio nuove fonti per far vivere le aziende. C’è tuttavia spazio per altre cose, come uno sviluppo più pieno dell’agriturismo, che nelle nostre zone montane non ha espresso ancora tutte le sue potenzialità, così come allevamenti quali i bovini da carne o che salvaguardino la biodiversità quali il progetto per il recupero della pecora “Cornella bianca” o del Cavallo del Ventasso.

E’ questo un riassunto parziale delle molte cose dette questa mattina nel convegno che la Cia reggiana e la Zona montana dell’Organizzazione, hanno organizzato nella Sala del Consiglio comunale a Castelnovo né Monti, “capitale” del comprensorio appenninico reggiano e della Comunità che l’amministra, sotto il titolo: “Le scelte dell’agricoltura nell’Appennino reggiano”. Appunto di molte e differenziate opportunità per ridare all’agricoltura una prospettiva ed incoraggiare i giovani a rimanere nel territorio rurale, si è discusso e concordato di fronte ad un vasto pubblico, sotto la regia del direttore Cia Francesco Zambonini, con Giorgio Davoli della Cia reggiana che ha svolto l’intervento introduttivo riassumendo le dimensioni ed i problemi dell’agricoltura montana e lanciando l’idea e la disponibilità per un tavolo che coordini in loco le scelte da sostenere.

Sono quindi intervenuti nell’ordine: il direttore del Parco nazionale dell’Appennino Giuseppe Vignali, la vice presidente della Commissione Agricoltura del Senato, sen. Leana Pignedoli, l’assessore all’agricoltura della Comunità montana dell’Appennino reggiano Afro Rinaldi, l’assessore all’agricoltura della Provincia Roberta Rivi; le conclusioni sono state tratte dal presidente della Cia provinciale Ivan Bertolini.

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