Le scoperte di “Agile”

Che AGILE funzionasse egregiamente gli astrofisici lo sapevano fin dallo scorso maggio, quando il satellite catturò i suoi primi fotoni. Ma da qualche giorno hanno scoperto che, oltre che ben studiato e perfettamente realizzato, è anche parecchio fortunato. E questo non guasta perché dimostra, prima del previsto, che il satellite è uno strumento preziosissimo per lo studio della natura delle emissioni Gamma ed X nell’Universo, uno dei segreti che più resistono alla ricerca astrofisica degli ultimi anni.

Tutto ha inizio nel pomeriggio del 24 luglio scorso. Ai ricercatori del team di AGILE arriva un' “allerta” da astronomi che stavano monitorando, con telescopi da terra, il flusso ottico del quasar 3C454.3, una galassia dal nucleo attivo (ovvero, con al centro un buco nero in attività): sta succedendo, forse, qualcosa di strano in quell’oggetto. Messi sul “chi vive”, i ricercatori di AGILE hanno potuto ripuntare rapidamente l'oggetto celeste con i due strumenti sensibili ai raggi gamma montati sul satellite—il Silicon Tracker e il Minicalorimetro, realizzati dall'INAF e dall'INFN. Il flusso nella radiazione gamma della 3C454.3 si e' rivelato subito assai più intenso del previsto. Un flare, questo il termine tecnico, talmente energetico da renderla la seconda sorgente gamma più brillante del cielo, subito dopo la pulsar Vela. Nonostante sia stata osservata molte volte, questa sorgente non aveva mai mostrato un’attività così intensa come quella registrata da AGILE.

Tuttavia l'operazione del ripuntamento del satellite, a causa dei pannelli solari (che devono essere ovviamente mantenuti rivolti verso il Sole), si è realizzato solo in parte: 3C454 viene sì inquadrato, ma rimane alquanto fuori asse rispetto al centro, di qualche decina di gradi. Ed è proprio mentre il telescopio è in quest'assetto che, a pochissime ore di distanza dalla prima osservazione del flare di 3C454, si realizza l'evento che è in cima alla lista dei desideri di ogni astrofisico delle alte energie: esattamente nel centro del campo di vista di Agile, là dove non ci si attendeva alcunché, esplode un GRB, un lampo di raggio gamma. Per capirsi: un po' come ritrovare un bel paio di pantaloni dati per smarriti, e scoprire che in una tasca c'è il biglietto vincente della lotteria.

Il prezioso segnale a raggi X del GRB 070724b (così battezzato perché scoperto, appunto, il 24.07.2007), che ha già fornito validissimi dati, dura appena 55 secondi. Un tempo brevissimo: se Agile non l'avesse avuto proprio lì, nel centro del suo campo di vista, non avrebbe mai fatto in tempo a coglierlo. In questo modo, invece, il terzo strumento a bordo del satellite, il rivelatore sensibile ai raggi X Super-Agile (realizzato dall'INAF), è riuscito a catturarlo fino all'ultimo fotone. Nei prossimi giorni, gli astrofisici avranno una montagna di dati da analizzare e interpretare. Ma ora, a dominare, è l'entusiasmo per le prestazioni del piccolo satellite: se i tre strumenti di bordo non avessero funzionato tutti alla perfezione, il “colpo di fortuna” del 24 luglio scorso sarebbe stato in buona parte vanificato.

Grande soddisfazione nel team di ricerca. “Un po’ di fortuna ci vuole anche nella ricerca scientifica”, dice Marco Tavani, dell’INAF, Responsabile Scientifico di AGILE, “ma certo se non si è preparati ad ogni evenienza e non si è lavorato bene prima serve a ben poco… AGILE ha dimostrato che il suo largo campo di vista permette di osservare sorgenti celesti che prima non era possibile studiare. E' questa la vera arma vincente, insieme alla combinazione di strumentazione X e gamma, punto forte della missione.”

AGILE, il cui nome è l'acronimo di Astro-rivelatore Gamma a Immagini Leggero, è una missione dell'Agenzia Spaziale Italiana, progettato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica, dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e da numerosi Istituti universitari italiani. Realizzato interamente in Italia dagli Istituti scientifici e da un consorzio industriale (Carlo Gavazzi Space, Oerlikon Contraves, Telespazio, Thales-Alenia Space), è stato lanciato dall’India il 23 aprile scorso.

(Fonte: Inaf)

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