Leana Pignedoli “stakanovista” del Senato

Con l’inizio dell’anno nuovo è arrivata la classifica delle presenze in aula di deputati e senatori riferita ai primi 20 mesi di legislatura. La graduatoria, pubblicata da Il Sole 24 ore, evidenzia gli assenteisti e gli stakanovisti di Camera e Senato, sottolineando - recita la nota dell'ufficio stampa della senatrice felinese Leana Pignedoli - "come siano soprattutto gli esponenti di centrodestra a mancare dall’aula al momento di discussioni e votazioni".

Tra i “sempre presenti” compare appunto il nome della Pignedoli, terza assoluta nella speciale classifica degli stakanovisti con il 99,51% delle presenze. La senatrice ha partecipato infatti a 1.631 votazioni su un totale di 1.693 e solo due senatori hanno fatto meglio di lei (Guido Galardi con 1.632 presenze e Salvatore Ladu con 1.634, entrambi appartenenti ai Ds).

La Pignedoli si conferma dunque come una delle più presenti tra i banchi di Palazzo Madama, dopo che anche lo scorso anno la classifica pubblicata da L’Espresso la vedeva sullo speciale podio dedicato agli stakanovisti.

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23 Commenti


  1. Pensate a quanto ammonta il GETTONE DI PRESENZA! Speriamo che trasferisca, in parte, questi denari ai giovani di Castelnovo ne’ Monti.

    (f.b.)

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  2. Trovo questo commento profondamente ingrato e diseducativo: negando il merito, banalizzando e facendo d’ogni erba un fascio, non castiga la casta ma l’alimenta.

    (g.c.)

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  3. Quantità e qualità
    Stakanov era un signore che lavorava duramente. Utilizzare la stessa parola per un parlamentare che se ne sta a Roma strapagato mi sembra un’offesa per Stakanov.
    Inoltre, come spesso accade nelle aziende, si è più orientati a premiare la presenza fisica (arrivo puntuale al lavoro ed uscita tardi la sera) piuttosto che la qualità del lavoro stesso indipendentemente dalle ore lavorate. L’articolo enfatizza la presenza sui banchi del Senato, ma non spende una riga, nè di critica nè di elogio, sul lavoro svolto. Dobbiamo eleggere parlamentari presenzialisti o parlamentari che fanno cose buone?

    (Commento firmato)

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  4. Ma la senatrice che ne dice?
    Ma cosa ne dice la senatrice Pignedoli di tutte le legittime lamentele e richieste che si muovono su Redacon? Sarebbe bello e corretto che leggesse ed intervenisse lei stessa. Se non sbaglio essendo la nostra rappresentante in Senato sarebbe suo dovere fare questo…

    (Commento firmato)

    P.S. – Il gettone presenza lo perdi solo se buchi il 70% delle votazioni, per cui un salto a firmare lo si può sempre fare… legge assurda!

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  5. Ringrazio chi, con precisione e senso di collaborazione, ha “corretto il tiro” sul GETTONE di PRESENZA. La risposta da parte dell’on. non potrà avvenire ” …per impegni precedentemente presi… “. Ora sa che è sotto controllo. Grazie.

    (f.b.)

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  6. Praticamente, se ho ben capito f.b., l’onorevole non si interessa di interagire qui coi propri elettori, che hanno legittime lamentele? Forse ha ragione, meglio andare dove ci sono solo applausi e persone facilmente prede di illusionistiche promesse, piuttosto che rispettare chi guadagna un quindicesimo del suo stipendio..

    (Commento firmato)

    P.S. – Mentre un numero incredibile di contratti attende un rinnovo, i compensi parlamentari non hanno mai tardato gli adeguamenti che li portano ad essere tre volte maggiori di tutti i loro colleghi europei.

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  7. Strana gente, gli italiani…
    Non sono certo un sostenitore della sentatrice Pignedoli di cui, anzi, non mi può importare di meno. Tuttavia trovo deprimenti certi commenti, critici senza costrutto, critici solo per la voglia di criticare… Se non fosse andata in Senato sarebbe stata criticata perchè non rappresentava gli elettori, se va in Senato viene criticata perchè ci va…
    Un popolo che non sa far altro che lamentarsi quasi compiacendosi che le cose vadano male per poterle criticare meglio: questo mi sembrano gli italiani.
    Un popolo che pacifica la propria coscienza trovando nella politica e nei rappresentanti (che hanno liberamente eletto) il capro espiatorio di ogni male del paese.
    Continuiamo pure a farci del male….

    (R.S.)

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  8. Consiglio di lettura…
    Mi permetto di consigliare ai commentatori di consultare il sito del Senato e di verificare l’attività della senatrice Pignedoli attraverso la sua scheda.
    Nella sua scheda c’è anche l’indirizzo mail cui si può scrivere per informazioni.

    (Commento firmato)

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  9. Meglio assenti?
    Allora è meglio fare come quelli che si fanno eleggere poi non vanno mai. Non prenderanno il gettone di presenza ma intanto lo stipendio da parlamentari lo prendono, eccome. Finchè il sacrosanto movimento che chiede una moralizzazione della politica poggerà su una base di qualunquismo e discorsi da bar si andrà poco lontano…

    (Commento firmato)

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  10. Le ragioni di questa polemica
    Perdonate, ma mi sfuggono le ragioni di massima che hanno portato questi signori a commentare in maniera così “gratuitamente” critica l’articolo qui sopra pubblicato. Voglio dire, le accuse che si rivolgono alla Pignedoli mi paiono, perlomeno, senza fondamento alcuno: partendo da un semplice dato sulle presenze in aula della Senatrice si è arrivati a disquisire sulla qualità del suo lavoro; e con ciò mi rivolgo principalmente al commento “quantità e qualità”, che così chiude: “Dobbiamo eleggere parlamentari presenzialisti o parlamentari che fanno cose buone”?
    L’interrogativo qui posto è tendenzioso e fuori luogo: proprio perché nell’articolo non si fa riferimento alcuno alla “qualità” del lavoro della Pignedoli, non vedo perché metterne in dubbio la qualità. L’aut aut lì espresso non è, semplicemente, ragionevole. Si vuole lasciare intendere un’assurdità. Parafraso: i parlamentari presenzialisti (che poi questo aggettivo è già di per sé negativo perché sembra definire l’unica qualità del parlamentare…) non fanno buone cose. Gli altri invece sì. Quindi chi è spesso in aula non fa bene il proprio lavoro. Cioè, secondo il commentatore, esisterebbero due specie distinte di parlamentari: chi va in aula e chi fa bene il proprio lavoro. Votare gli uni o gli altri, è la conclusione. Le ragioni, domando, di questo dualismo? Perché votare chi va spesso in aula equivarrebbe a non votare “quelli bravi”?
    La questione Stakanov poi, si può decisamente sorvolare – difendere l’onore del buon Stakanov per denigrare la Pignedoli è una mossa autoconclusiva.
    In ultimo, il GETTONE PRESENZE. Santo cielo, ma fino a poco tempo fa – cioè prima della comparsa del fenomeno dell’antipolitica – si criticavano i parlamentari perché non erano mai in aula. Adesso si attaccano anche quelli perché andando spesso in aula dimostrano soltanto la loro brama di denaro.
    Quali sarebbero stati i commenti se la Pignedoli si fosse classificata tra gli ultimi in questa speciale classifica? Il commentatore di “quantità e qualità” avrebbe plaudito – restando fedele al proprio ragionamento – le “cose buone” fatte dalla senatrice? Non credo.
    L’articolo di Redacon dice, in sintesi, una sola cosa: “La Pignedoli è tra i parlamentari più presenti in aula”. I commenti relativi affermano: “certo, sì, lo fa per arricchirsi con i Gettoni Presenze”.
    A questo punto la Pignedoli dovrebbe intervenire per dire: “no, non è vero”?
    “Ora che è sotto controllo” che cosa dovrebbe giustificare? Dovrebbe scusarsi per le troppe ore trascorse in Parlamento? Oppure affermare che in Parlamento ci va anche per fare il suo lavoro?
    Insomma, queste sono insinuazioni, illazioni gratuite. Chiedere spiegazioni ad un politico, ed attaccarlo se si ritiene che questo non abbia fatto il suo dovere, è più che giusto: è la base della democrazia ed è il miglior deterrente perché questa funzioni. Ma attaccare un politico gratuitamente – un politico in questo caso, ma un qualsiasi uomo in genere – senza una base di verità, senza cioè un minimo di ragionamento cui rifarsi è inutile, e forse anche dannoso. Perché è una calunnia.
    Chi ha scritto i commenti giustifichi gli attacchi, e sono sicuro che allora la Pignedoli risponderà.

    (m.f.)

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  11. Sono il commentatore di “Ma la senatrice che ne dice?”. Il mio commento non valuta l’articolo ma la mancanza della sua voce nelle costanti richieste e lamentele che compaiono nel portale della sua montagna, da parte del suo elettorato.
    Per il resto credo che sia sottinteso, dagli altri commentatori, una più larga insoddisfazione del suo operato rappresentativo, che in effetti non ha a che vedere con l’articolo ma con la persona indicata.

    (Commento firmato)

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  12. Chiedo scusa per la mia ottusità ma c’è qualche cosa che mi sfugge. La notizia è relativa ad un atteggiamento corretto e responsabile di un senatore della Repubbica e cioè quello di rispettare gli elettori garantendo la sua presenza in aula. Questo solleva le… non so come chiamarle… critiche? E per che cosa… Solo perchè è stato fatto il proprio dovere? Un elettore chiede forse ai propri eletti di ricoprire una carica e poi rendersi latitante? Non penso sia così. Oppure forse un assenteismo maggiore farebbe comodo a qualcuno facendo mancare qualche voto al proprio schieramento?… Ma nooo, questa è solo una malignità… forse! Proviamo a dare una risposta a queste considerazioni.

    (S.S.)

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  13. Il suo sito
    Per gli interessati il sito ufficiale della senatrice Leana Pignedoli: @Lhttp://[email protected]=www.leanapignedoli.it#L.

    (Commento firmato)

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  14. Quanta spazzatura
    Scusate, ho resistito il più possibile prima di dire il mio pensiero. Poi non ascolto mai chi mi dice di contare fino a dieci ma è più forte di me. Intanto bisognerebbe che chi scrive spazzatura avesse avere almeno il coraggio di firmarsi. Penso che la sen. Pignedoli faccia bene a non intervenire perchè i cittadini della montagna non sono tutti così, che sfogano le proprie frustrazioni personali attaccando gli altri. Penso che se lei è tra quelle più presenti in Senato sia un merito e vada evidenziato e riconosciuto. Se la situazione del Parlamento è così non porta tutte le colpe la senatrice. Forse anche i parlamentari di quei signori che scrivono spazzatura non partecipano e non fanno niente per cambiare le cose. Penso anche che siano gli elettori i primi che devono darsi da fare per cambiare le cose. Penso anche che i privilegi dei parlamentari, dei consiglieri regionali, degli amministratori, dei dirigenti dei vari carrozzoni pubblici o parapubblici vadano rivisti per il rispetto a chi paga le tasse. Questo deve essere fatto e per quel che so la Pignedoli tra i primi argomenti che ha affrontato quando è arrivata in Senato sono stati proprio i privilegi dei senatori (vedi pensioni). Non ho notizia di altri parlamentari vicini abbiano fatto la stessa cosa. Grazie.

    (Enrico Bini)

    —–

    @CSolo una dovuta precisazione. Le persone che hanno commentato si sono tutte firmate e sono note alla redazione. Semplicemente, hanno chiesto la copertura del loro nome rispetto al pubblico. E’ un loro diritto, che rispettiamo.#C

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  15. Siamo bravi perchè di questa parte e non dell’altra
    Quello che a mio giudizio stona con l’articolo è il commentino “sono quelli di centrodestra che non vengono ecc. ecc.”. A volte parlare sempre male degli altri per dire io sono meglio è controproducente. Infatti senza il commentino avrei apprezzato il suo comportamento. Ma riportare ogni cosa buona per interesse politico ormai ha nauseato. Ricordate questo, politici, lavorate per il cittadino e non per una parte e alla fine contiamo i risultati, non aria fritta.

    (Commento firmato)

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  16. Il senso di responsabilità di chi riceve un mandato elettivo
    Essere presenti alle convocazioni degli organismi elettivi, dal Consiglio comunale al Senato, non puo essere titolo di vanto per nessuno. Preoccupa chi ne fa motivo di vanto e di giudizio del comportamento altrui. Cosa dovrei dire del comportamento dei consiglieri di maggioranza della Comunità montana che, per molte sedute, non raggiungono nemmeno il numero legale per approvare le deliberazioni consiliari da loro proposte? Chi ci ha eletto lo ha fatto perchè il nostro impegno negli organi elettivi sia un fatto normale e non un fatto straordinario!!!! Altro ragionamento va fatto sul come si partecipa alla formulazione delle decisioni. Ci sono consiglieri che per tutto il mandato non produrranno alcun intervento il aula. E’ vero, si partecipa anche sapendo ascoltare in silenzio…

    (Marino Friggeri, Udc Comunità montana)

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  17. Mi sembra che molti commentatori tendano a “dimenticare” che la fonte della notizia NON E’ l’ufficio stampa della senatrice Pignedoli, ma, come scritto chiaramente, l’autorevole giornale della Confindustria @CIl sole 24 ore#C. Quindi nessuno sbandieramento da parte dell’interessata, che, sono convinto, sia ben cosciente di aver compiuto solo il suo dovere anche a fronte di tanti, da Berlusconi a Fassino, che, per ragioni diverse, pur essendo stati eletti non partecipano.

    (Pietro Ferrari)

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  18. Solo due righe per ribadire i concetti espressi in modo appassionato da Bini e puntualmente precisati da Ferrari. Non voglio commentare gli altri interventi perchè non ne capisco il nesso con la notizia. Altre due righe per dire che, per quanto mi riguarda, la senatrice Pignedoli le risposte a cui fanno riferimento alcuni interventi le ha già date lavorando attivamente ed in silenzio senza cercare facile pubblicità intervenendo quotidianamente sulla stampa e alla tv come tanti altri suoi colleghi. Se questo, per alcuni, spero pochi, è un difetto, per me è un grande pregio.

    (Sergio Sironi)

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  19. Giusta informazione?
    Concordo pienamente con quanto han scritto Bini e Ferrari e ammetto che anche a me prudevano le dita. Tralasciando per un momento ogni ideologia, nei primi interventi non capivo le critiche verso chi fa il proprio dovere nel “numero di presenze”, nonostante che, come è stato spiegato, veniva riportata la fonte del giornale nazionale “Il sole 24 ore”. Mi sembra che in questo modo si vanifichi anche il lavoro di questa redazione, che dobbiamo sempre ringraziare, il cui obiettivo è soprattutto quello di informarci nel miglior modo possibile e neutrale; poi i nostri commenti che seguono dovrebbero servire a integrare e capire meglio l’argomento, a criticare con motivi validi e motivati, essere d’accordo o no, ma sempre nel rispetto delle persone e del lavoro. In qualche misura sono d’accordo anche con Sergio Sironi. Scusami, Sergio, ma su una piccola cosa dissento un pochino, e cioè quando Ti riferisci all’informazione dei nostri giornali. Se posso portare un esempio personale (ma penso di non essere un caso isolato), il giornale lo leggo soltanto alla domenica e soltanto le notizie locali e leggo con piacere se c’è qualche lettera di qualche lettore “ruspante”; questo un po’ per mancanza di tempo ma soprattutto perché sono stanco di questa politica raccontata dai giornalisti in modo servizievole, con giri di parole che riportano soltanto quello che passa il convento senza approfondire più di tanto sulle conseguenze delle loro (non) decisioni e sui veri problemi della gente che lavora.
    In conseguenza di ciò, oltre a gradire il buon numero di presenze sul lavoro citato nell’articolo, e rispettare la persona, non sono assolutamente a conoscenza e non posso giudicare l’operato.
    Detto questo, non so se una carica di senatrice non ammette di abbassarsi a scrivere qualche riga su Redacon e rimanere in contatto con la gente comune del posto, ascoltare e capire i problemi, ma una cosa è sicura: il suo stipendio (non piccolo) è pagato da noi cittadini ed è stata eletta per risolvere i nostri problemi e non i loro! Forse quello che segue è soltanto un mio piccolo suggerimento pratico; se mi leggerà, con un piccolo sforzo, potrebbe impegnarsi a far arrivare qualche contributo a qualche organizzazione che funziona bene (mi riferisco ad esempio a questa redazione), ma capisco che per un politico “moderno” è un’operazione difficile da concretizzare senza accostare qualche condizionamento, forse se lo meritano (!) di più i nostri compiacenti giornali e telegiornali… che per giunta sono pieni di pubblicità!
    Aggiungo soltanto che il non firmarsi negli interventi è mancanza di rispetto per chi li legge.
    Grazie.

    (Elio Bellocchi)

    Rispondi
  20. Se consola…
    …non risponde nemmeno sul suo sito personale.

    (Agostino)

    Rispondi
  21. Proposta
    Certo Elio, grazie della precisazione; forse la mia estrema sintesi non ha reso il concetto che volevo esprimere. Quando parlo di facile pubblicità di chi compare quotidianamente sui media mi riferisco alle “solite” facce con i “soliti” argomenti, con le “solite” arrampicate sugli specchi che francamente, per quanto mi riguarda, hanno stancato e, visto che la tecnologia mi aiuta, da ex assiduo ascoltatore, ora cambio canale.
    Discorso diverso è quello a cui fai riferimento tu e cioè del contatto diretto con la propria gente; sarebbe molto interessante ma la mia personalissima perplessità è questa: leggendo questi commenti pensi che possano essere date risposte a tutti senza innescare una spirale di considerazioni tutte rispettabili da un punto di vista di libertà di parola ma francamente difficilmente gestibili dal punto di vista della comunicazione, oppure il rischio è quello di ricreare nel nostro piccolo quella che è diventata la “solita” comunicazione nazionale? Il tema che hai posto sul tavolo è estremamente interessante, proviamo a proporre soluzioni che consentano al senatore di intervenire senza essere bloccato nella sua attività principale. La prima idea potrebbe essere quella di rispondere solo a chi si firma, con diritto di una sola replica di sole due righe e non di più altrimenti il terreno per chi ha tempo da perdere e vuole solo fare polemica diventa veramente fertile. Altra idea potrebbe essere quella di rispondere una volta al mese in modo da raccogliere le varie opinioni e dare una risposta unica poi… a voi il resto.

    (Sergio Sironi)

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  22. Ottimo Sergio
    Ottimo, sono d’accordo, Sergio, quando si presentano le solite facce (di tutti i colori, schieramenti o partiti), anche io cambio canale alla stessa velocità di come cambio con la pubblicità! Ci dedico la stessa importanza e non li sopporto più! Promettono, dicono, disdicono, ma al lato pratico i cambiamenti veri sono sempre minimi e la mia personale convinzione è che non siano mai migliorativi per noi cittadini, …ma per loro sì.
    Sono sicuro che alle prossime votazioni, che sembrano imminenti, ne vedremo delle belle (o delle balle?). Sono soltanto contento perché c’è un referendum che ci aspetta!
    Mi sono chiesto più volte se questo mezzo meraviglioso che stiamo usando ci fosse stato circa 40 anni fa quando una parola, una lettera, un’opinione o un’ideologia erano una cosa seria e valevano ancora qualcosa, quale peso avrebbe avuto per un parlamentare il tenere un collegamento stretto con il proprio elettorato in uguale misura sia per chi l’ha votato che per chi no?
    Per fare solo un esempio, l’indulto. Tanto per farla colma, con la scusa che le carceri erano strapiene, con lo stesso provvedimento sono state condonate anche le multe pecuniarie! Questa “piccola” cosa è passata in silenzio. Cosa c’entra con le carceri strapiene? Perché? Non ne rispondono? Eppure hanno votato a favore quasi tutti!
    Oppure le intercettazioni telefoniche Telecom: siccome danno fastidio, distruggiamole!!
    La tua idea di rispondere soltanto a chi si firma mi sembra ottima, ma la risposta sempre gradita di un qualsiasi parlamentare non deve poi essere il contentino d’occasione o il tentativo di convincimento per poi seguire le scelte già prestabilite in alto loco.
    Ciao.

    (Elio Bellocchi)

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  23. Interazione? Se ne guardano bene!
    Cari Elio e Sergio, l’interazione basta volerla per poterla applicare, per poter rilevare e risolvere i veri problemi delle persone che “non arrivano alla fine del mese” e non percepiscono stipendi enormi e benefici innumerevoli. Ma di fatto questa interazione, che parrebbe scontata e forse obbligatoria non accade (!), e difatti ci ritroviamo con una infinità di problemi a i quali la classe politica pare estranea o disinteressata… Diviene quindi naturale che al minimo appiglio (vd. l’articolo in questione) il cittadino frustrato dalla situazione gravissima, e in condizione disagiata, si scagli contro ogni rappresentate della classe politica. Se poi questo rappresentante non si degna nemmeno di fare sentire la sua voce…
    Le prossime elezioni saranno sì immininenti, ma mi metto le mani nei capelli al solo pensiero di come può andare avanti la situazione, qualunque sia il governo che salga al potere (uno o l’altro, sono sempre i soliti o un rimpastamento dei soliti, che nulla intendono fare per cambiare: una vergogna mondiale!). In italia un reset sarebbe forse l’unica strada per risolvere qualche cosa… ma è più comodo dire che “è più semplice distruggere che aggiustare”; ma di fatto, cari amici, chi lo ha ripetuto non ha mai aggiustato nulla, ha spesso solo peggiorato le cose.

    (Agostino)

    P.S. – La senatrice (e tutti i suoi colleghi) potrebbe davvero degnare i comuni mortali di risposte; anche se riceverebbe ulteriori critiche credo che sia ben pagata per svolgere anche un ruolo di questo genere.

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