Sanremo?

Sanremo in crisi? La cosa tange poco chi scrive, in verità. Ma una piccola considerazione merita di essere fatta. Questa sera, ad esempio. Stiamo lavorando sul pc. Abbiamo acceso il primo canale Rai. Magari si ascolta in sottofondo un po’ di musica, ci diciamo tra noi e noi. E’ il festival della canzone italiana, diamine. Alle 23,10 (cioè ora), dopo due ore di diretta, si sono ascoltate in tutto 3 (tre) canzoni dei ragazzi in gara. Per il resto il tempo è stato riempito da: "superospiti", sponsor, presentazione di giurie demoscopiche e di qualità, sfilate, cambi d’abito e discese dalle scale delle vallette, clip, ripetizione fino alla noia dei numeri di televoto, pubblicità, gag (?) tra i presentatori… insomma, di tutto tranne che ciò che dovrebbe costituire il contenuto della trasmissione. La musica. Questa sconosciuta. Bella o brutta. Neanche ce la fanno sentire. E poi va a capire perché la gente si stufa. Ma potremmo mettere al lavoro una commissione di teste d’uovo per indagare il problema. Per indagare su questi ingrati di italiani che voltano le spalle alla qualità. Sul destino cinico e baro che neanche l’auditel… E' proprio il caso di dire: CAMBIATE MUSICA (e fate orari più da cristiani, che la gente il giorno dopo lavora)!

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Un Commento

  1. Approvo
    Come gran parte delle trasmissioni televisive, anche questa costa un mare di euro e produce aria fritta! Non avrei problemi se chi la promuove pagasse con i suoi soldi; che la faccia durare anche un anno; dica o faccia tutte le stupidaggini che vuole. Ma poichè abbiamo appena pagato il canone Rai e quando andiamo a fare spesa la pubblicità che ci propinano durante le trasmissioni gonfia i prezzi del 12% (mi sembra di averlo letto qualche anno fa), i telespettatori hanno diritto a maggior rispetto. Ma per ora così è e forse sarà ancora, anche se i prezzi del petrolio, dei generi alimentari, dell’energia dovrebbero indurre ad atteggiamenti di formica e non da cicala. Una decina di anni or sono un’amministrazione comunale di una importante città (Reggio? Roma?) promosse l’estate dell’effimero e con Sanremo mi sembra che si prosegua con quell’andazzo.

    (c.a.)

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