La Comunità MontINA, l’Eremo e la festa: smantelliamo in silenzio!

Cronaca che registriamo. Domande che poniamo pubblicamente agli interessati e ai lettori che vorranno dire la loro.

CRONACA POLITICA - Pare che stiano smantellando la nostra Comunità Montana e più di tanto non se ne parla. Ne nascerà un’Unione e una Comunità Montina? O addirittura duo e tre Unioncine? Comunque sia, a rigore di logica, il caso potrebbe tranquillamente occupare le copertine dei quotidiani. Leggiamo, in proposito, di alcuni imprenditori del Ramisetano che, con nome e cognome, hanno preso le distanze dal loro Comune (criticandone la scelta di fuoriuscire dall’ente a favore dell’Unione dei Comuni). Poi poco altro. Perché questo rumoroso silenzio?

CHIESA E DINTORNI - I Benedettini hanno smantellato (in parte e legittimamente) il coro dell’Eremo di Bismantova. Ma il turista che sale può da subito può ricordare tempi migliori: auto parcheggiate ogni dove, recinzioni provvisorie, fontana e muri del santuario medesimo ‘sgarrupati’. Perché?

CRONACA ROSA – A Felina si è smantellata con successo, anche per quest’anno, la festa camionara del Tartaruga Truck Team. Ma le cronache raccontano, anche per questa edizione, di uno spogliarello integrale notturno, pare apprezzato dai presenti. Ma della cosa non ne avevamo letto nel programma-comunicato stampa del comune patrocinante. Dimenticanze rosa?

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Un Commento

  1. Giornali: investire sulla montagna
    Quesiti assolutamente legittimi… e pertinenti.
    CRONACA POLITICA. A Parma e Modena le comunità montane dove e quando non si rafforzano si ampliano. Qui da noi… beh, è sempre la solita storia. Quella con la “S” maiuscola, però, che attesta inequivocabilmente che fin dai tempi dell’impero romano i due accampamenti, i castrum di gallica ed augustea memoria, sull’asse Taro/Panaro erano dove ora sorgono rispettivamente le città di Parma e di Modena. Reggio era deputata al solo cambio dei cavalli. Guarda caso poi nel corso dei secoli sempre Parma e Modena hanno vissuto esperienze, storiche, culturali, governative di primissimo piano e, nell’ultimo secolo, imprenditoriali, di eccellenza. A differenza di Reggio, invece sempre, e tutt’ora, relegata a ruoli, nella migliore delle ipotesi, assolutamente secondari. A questo poi si aggiunga che fin quando i “giornali” non si decideranno ad investire davvero sulle pagine della montagna, l’attenzione e l’informazione rimarranno sempre di basso profilo. Senza nulla togliere, of course, agli attuali corrispondenti.
    CHIESA E DINTORNI. Effettivamente ho notato anch’io una situazione di triste abbandono. In Vescovado a Reggio che ne pensano? E poi, al di là di un problema di crisi vocazionali, perchè i Benedettini se ne sono andati? Qual è la vera causa? Qualcosa mi sfugge…
    CRONACA ROSA. E per diamine, non sarà certo una procace fanciulla ignuda ad ore antelucane a creare scandalo!!! Che invero sono davvero ben altri!!

    (Paolo Comastri)

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