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Italiani? Anche brava gente

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Gli italiani non finiscono mai di stupire: nel bene e nel male. Soprattutto nel bene! Mercoledì sera mi sono imbattuto con Ernesto e sua moglie, anime di un movimento a favore dei poveri, chiamato “La goccia”, che mi ha lasciato senza fiato.

Seguendo le impronte tracciate per terra, autentico itinerario di solidarietà con i popoli del Sudan, del Kenia, del Nepal, sono entrato in un capannone pieno di “usato” e di “nuovo”, che il mondo del benessere butta via in un dispendioso “usa e getta”, che offende chi stenta a dar da mangiare ogni giorno ai propri bimbi. “Arsenale della Provvidenza”, la “Goccia” è mercatino per tanti clienti d’oltre confine, in difficoltà a comprare negli Outlet e ai prezzi scontati di fine stagione.. Non solo: sostiene progetti di istruzione, di case, di salute, in aree di grande povertà gemellate con loro. Organizza viaggi in quei paesi “sofferti” perché i giovani volontari, che lo aiutano qui in Italia, incontrando il volto dei poveri, abbiano a fare scelte stili di vita essenziali.

C’era gente nel capannone per una riflessione sul tema dell’immigrazione, dove si è parlato della cultura che favorisce l’accogliere, il comprendere, l’ascoltare, il mettersi nei panni dell’altro. Tra i presenti, altri gruppi di solidarietà, rappresentanti della Caritas, ingiustamente accusata da alcuni “giusti” di far entrare in Italia la massa di clandestini, che rende insicure le nostre città.

Ma davvero l’insicurezza nasce dall’accoglienza e dalla solidarietà della Caritas? Non nasce forse da chi si mette contro e non riconosce persone che affrontano fatiche e di sacrifici, spesso disumani, per affrontare l’insicurezza di orizzonti e terre nuove, inospitali, dure, aride, incapaci di leggere i vissuti dei poveri, tanto sono rinchiuse nelle proprie sicurezze, nei propri egoismi? Invece di “buonismo”, si è parlato di una cultura della persona e di leggi che abbiano a salvaguardare la dignità di chi viene e di chi accoglie, sottolineando l’importanza del rispetto reciproco, senza criminalizzare nessuno, mettendosi nei panni di chi arriva, con vinto che gli “italiani sono davvero brava gente”!