“Abbinamento Parmigiano Reggiano-McDonald’s? Segno della crisi”. La risposta di Giuseppe Alai, presidente del Consorzio

Riceviamo e pubblichiamo.

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La collaborazione commerciale tra la catena di fast food McDonald’s e il nostro formaggio, il Parmigiano Reggiano, non è piaciuta a tanti produttori e agricoltori. La McDonald’s ha lanciato sul mercato un hamburger denominato ‘280 gr al Parmigiano Reggiano’, ma per i più nell’abbinamento Parmigiano Reggiano-McDonald’s evidenzia la crisi che sta attraversando l’importante marchio emiliano.

Per prestigio e qualità organolettiche il Parmigiano Reggiano è, a tutti gli effetti, il più importante formaggi europeo. Prestigio che sembra oggi essere in netto declino, il Consorzio sembra incapace di affrontare i cambiamenti del marcato.

Le associazioni agricole hanno denunciato la difficile situazione in cui versa il Parmigiano Reggiano, incapace di spuntare prezzi adeguati. Hanno rilevato una riduzione della produzione nell’ultimo anno, cui ha corrisposto una pesante riduzione delle quotazioni, e hanno puntato il dito sull’oligopolio delle cinque centrali d’acquisto, ormai monopoliste del mercato.

Il bollettino di settembre concernente l’andamento del Parmigiano Reggiano evidenzia una situazione particolarmente difficile: diminuzione della produzione (-5,6% ad agosto), discesa dei prezzi, giacenze elevate, calo dell’export.

La situazione è talmente grave che la stessa Regione Emilia-Romagna ha deciso di chiedere al ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, lo stato di crisi per il settore; l’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni, ha parlato di misure urgenti per favorire la ripresa dei prezzi.

Ho quindi optato per un’interpellanza, chiedendo alla Giunta di intervenire al fine di alleviare la crisi del formaggio italiano più prestigioso, attuare azioni adeguate per tutelare i consumatori, i lavoratori e i produttori da qualsiasi abuso di posizione dominante o da eventuali altri effetti negativi.

(Fabio Filippi, consigliere regionale del Popolo della Libertà)

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LA RISPOSTA DI GIUSEPPE ALAI PRESIDENTE DEL CONSORZIO DEL PARMIGIANO-REGGIANO

E’ articolata la risposta del presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano, Giuseppe Alai, ai contenuti dell’interpellanza del consigliere regionale di Forza Italia Fabio Filippi, ed in particolare alle considerazioni relative all’accordo che ha portato il “re dei formaggi” nei panini (2.500.000 pezzi) della catena McDonald’s.
Una risposta che parte da due domande. La prima: “a fronte degli accordi già stipulati da McDonald’s con i due più importanti formaggi francese e tedesco (Roquefort e Cheddar), già presenti nei fast food italiani, sarebbe stato logico stare fermi, lasciando ad altri la possibilità di intercettare un ampio pubblico giovanile?”. La seconda domanda: “se l’accordo l’avesse fatto il principale concorrente del nostro formaggio, che avrebbe detto Filippi?”.
E Alai spiega: “McDonald’s ha scelto da tempo una linea di qualità che lo ha orientato decisamente verso prodotti a Denominazione d’Origine Protetta; una scelta qualificante che riguarda punti di ristorazione frequentati da milioni di giovani, cioè quel target che trae straordinari benefici dal Parmigiano-Reggiano (per proteine, fosforo, e soprattutto calcio altamente biodisponibile che costituirà una riserva per tutta la vita) e, soprattutto, che non è facilmente avvicinabile alle produzioni d’eccellenza alimentare e non è responsabile degli acquisti che si compiono nei punti di vendita attraverso i quali avviene la gran parte della commercializzazione”. “In questo modo prosegue Alai – abbiamo cercato di cogliere una potenzialità nuova, inserendoci in un canale di vendita sino ad oggi chiuso, e mi pare che questo sia oltremodo importante in una situazione di crisi che lo stesso Filippi – di cui in questo caso apprezzo l’interessamento ripetutamente richiama”. “Se l’accordo darà buoni risultati, il nostro prodotto andrà oltretutto in tanti altri punti di ristorazione d’Europa, rafforzando così i consumi internazionali”.
“Non comprendo quale immagine possa perdere il nostro prodotto”, aggiunge Alai: “stiamo parlando di punti di ristorazione veloce, ma non per questo dequalificati o non controllati: il prestigio del Parmigiano-Reggiano cadrebbe se cadesse la sua qualità, ma non in funzione di canali di vendita e di consumo che vanno dalla grande distribuzione ai grandi ristoranti, agli autogrill, ai discount (qui avviene il 16% del totale delle vendite), a modeste trattorie”.
Non so – aggiunge Alai – se Filippi fosse a conoscenza dell’accordo già realizzato da McDonald’s con francesi e tedeschi, visto che attaccò il Consorzio quando denunciò l’assenza del nostro formaggio tra i 10 prodotti scelti per essere testati in Cina, ignorando che noi in Cina c’eravamo già e con ben quattro aziende: Unigrana, Italcheese, Ambrosi e Zanetti: quanto hanno fatto Roquefort e Cheddar mi pare confermi comunque palesemente la validità di questa scelta, perché anche in quel caso siamo di fronte ad eccellenze casearie di Paesi UE”.
“Che il Parmigiano-Reggiano vanti un indiscusso primato qualitativo e di notorietà è un fatto estremamente positivo e frutto di lavoro; il problema, però, non è difendere solo un primato qualitativo (riconosciuto anche da McDonald’s nel momento in cui l’ha scelto tra tanti formaggi), ma affermarlo concretamente nella commercializzazione, perché è da queste vendite che nascono i redditi dei produttori”.
“E allora – aggiunge Alai – ripeto la domanda: se l’operazione l’avesse fatta il Grana Padano, cosa avrebbe detto Filippi e cosa avrebbero detto i nostri produttori, vedendosi sfilare una possibilità di rafforzare una posizione sul mercato?”.
“Noi – conclude Alai – cerchiamo di raggiungere i giovani andando laddove anch’essi vanno: ci dica, Filippi, se conosce un altro principio analogamente valido”.
(da www.emilianet.it)

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3 Commenti


  1. Beh, direi che mossa di marketing è geniale! Vista che c’è stata l’opportunità perchè non sfruttarla?! Non sono un sostenitore di Mc Donald’s, ne ho sempre criticato la qualità. Poi, grazie al mio lavoro, ho iniziato a conoscerlo. Son stato a vedere dove producono il pane e vi assicuro che è genuino e porgono un’attenzione incredibile alle normative sanitarie. La carne non saprei (a me non piace, e sicuramente non è prima scelta). Ma nell’insieme penso che non ci perda nessuno in questa partnership, la Mc Donald ci guadagna di qualità e il Parmigiano Reggiano di immagine. Quindi bene così! Certo che montanari come noi il Parmigiano continueranno a mangiarlo come l’han sempre mangiato 😉

    (Alessandro Torri Giorgi)

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  2. Toccato il fondo
    Con questa mossa, secondo me, il nostro prodotto di prestigio ha toccato il fondo. Accostare la qualità del Parmigiano Reggiano alla carne dei panini del McDonald’s per me è una vera e propria stupidaggine. Invece di continuare a svendere sia economicamente sia come immagine il nostro prodotto bisognerebbe iniziare a rivalutarlo in termini di qualità come prodotto di nicchia, non darlo ad una multinazionale che produce panini di qualità discutibile. Vergogna…

    (Mattia Rontevroli)

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  3. Dimenticavo…
    E’ l’unico PRODOTTO TIPICO importante della nostra zona, ci vorrebbe più riguardo. Rimango allibito dalla nota di Alai quando dice: “McDonald’s ha scelto da tempo una linea di qualità che lo ha orientato decisamente verso prodotti D.O.P.”. So di certo che la carne che usano nei McDonald’s non è di certo D.O.P.; per non parlare delle salse, del pane e soprattutto dei vari oli che usano per friggere. Ho amici che a Milano hanno lavorato nei Mc e dopo i loro racconti non ho mai più mangiato lì… Complimenti ad Alai per “l’ottima scelta”.

    (Mattia Rotevroli)

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