Home Società “Se sono rap che male ti fò?”

“Se sono rap che male ti fò?”

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Da lontano ho adocchiato un gruppo di ragazzi e giovani studenti, che si stavano divertendo alla grande. Ho voluto partecipare alla loro allegria e mi sono inserito nel gruppo senza alcun problema da parte dei due giovani di 17, 18 anni, che stavano sfidandosi, free-style, in una delle mode rap che impazzano tra i giovani oggi.

Conoscevo il rap dagli anni sessanta, quando era il canto della contestazione giovanile negli Stati Uniti. Non conoscevo quello dei due non tanto improvvisati cantanti: era un susseguirsi ritmato di parole, una dopo l’altra, cantate velocemente, rapidamente, da non tenergli dietro. Sconvolgente era quello che cantavano: offese alle madri, piuttosto “pesanti”, parole da trivio, violente, bestemmie nei confronti della donna e di Dio.

Mi sono permesso di interrompere la sfida perché questo non suscitava nei presenti sentimenti rifiuto, di ribellione, che agitavano invece me… Ridevano! Nessuna disapprovazione! Loro si sentivano della razza dei “bad boys”.

Mi sono permesso di dire che un ragazzo cattivo ai miei tempi se la prendeva e veniva alle mani, se uno offendeva in modo anche leggero la madre e la famiglia. Mi hanno guardato comeun essere piovuto da un altro pianeta: “E’ il nostro modo di esprimerci, di dire la nostra rabbia!”. Hanno ripreso, uno contenendo il linguaggio, l’altro no, per cui ho imposto subito la “fine della trasmissione”!

Non sono un prete bigotto, non mi sono mai scandalizzato in tanti anni di “parolacce e bestemmie al vento”: mi ha rattristato la leggerezza con la quale gridavano il loro disprezzo della donna, degli altri. Mi sono detto: regalerò loro il libro che ho scritto sulla Donna, dove cito padre Turoldo in un suo famoso discorso in Duomo a Milano, forse il primo dopo essere stato allontanato per anni a causa delle sue insolite predicazioni: “E’ con la donna che la creazione fa un balzo in avanti. Dopo aver creato la Donna, Dio non crea più nulla e fa festa e si riposa”.

Nel libro ho scritto che sono certo che Dio l’ha posta nel cuore della creazione perché l’uomo fosse meno solo, che Dio l’ha contemplata, le ha sorriso e le ha confidato un segreto: vocazione della donna è l’amore! Forse, leggendomi, i due cantanti rap potrebbero trovare parole più rispettose di quelle che avevo udito tra gli applausi divertiti dei loro fans! Lo spero!

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