Tra favelas, maestri scrittori, calciatori e colpi di fulmine: Ligonchio viaggia nel mondo

LIGONCHIO (23 luglio 2009) – L’uomo delle favelas,lo storico,l’ex calciatore. Storie che si incrociano e che hanno in comune la cittadinanza affettiva col Parco Nazionale. Quest’anno, infatti, la fiera della Val d’Ozola svoltasi lo scorso fine settimana, si è arricchita di un nuovo programma. Con il Sindaco Giorgio Pregreffi,in veste di anchorman, sono stati consegnati sei nuovi attestati di “Cittadinanza Affettiva” ad altrettanti cittadini che vantano legami di origine con le nostre montagne. “’Parco nel Mondo’ – sottolinea Fausto Giovanelli, presidente del Parco - vuol dire che il cuore del nostro Appennino batte anche lontano dai confini geografici e che possiamo disporre di risorse umane importanti per un futuro di maggiore vitalità dei borghi che soffrono maggiormente dell’abbandono”. Ci sono le storie le più diverse come quelle di Matteo Giorgioni, musicista e compositore, il cui padre Giuseppe nacque a Piolo e si trasferì nel bolognese, trasmettendo però al figlio l’amore per la terra natale. “E’ a Ligonchio – sottolinea Matteo – dove ho scritto parte della mia tesi di laurea e sono queste montagne che spesso mi ispirano quando compongo la musica”. E ora il giovane Giorgioni dopo aver fondato una Onlus, aiuta i bambini delle favelas brasiliane. Ma tra i nuovi “cittadini affettivi” c’è addirittura una famiglia intera: Beatrice Baccini e le figlie Annalisa e Monica. Fu proprio tra le montagne di Ligonchio che Beatrice conobbe il marito che giungeva dagli Stati Uniti per far visita ad alcuni parenti. “Siamo nate in Illinois – sottolinea Annalisa in un italiano preciso ma dal forte accento anglofono – ma torniamo sempre volentieri a Ligonchio,dove i rapporti tra le persone sono più diretti e calorosi”. Ma c’è anche Mario Borghi, l’autore di testi importanti per la storia di Ligonchio, e che i cittadini del paese si ricordano anche per l’impegno profuso durante gli anni di insegnamento nella scuola elementare della frazione di Casalino. Ed infine Rino Ceccardi, ex calciatore professionista che ha militato nella Reggiana, nel Pescara, nel Mantova e nel Palermo, ma che fece parte anche del vivaio del Milan. Anche per lui Ospitaletto rimane il luogo ideale dove trascorre feste e ferie con la propria famiglia. “C’è chi da queste montagne è partito per miseria o necessità – interviene Rachele Grassi, responsabile del progetto ‘Parco nel Mondo’ per l’area reggiana – ma tutti sono tornati perché il richiamo alle proprie radici è veramente molto forte”.

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