Intervista a Milarepa

Milarepa nacque nell'XI secolo in Tibet sul confine Nepalese, molto presto gli morì il padre.
La vedova, Bianca Ghirlanda, spogliata dal cognato, cadde in miseria e decise di mandare il figlio ad apprendere la magia nera. Ravvedutosi, sarà proprio lui, Mila (“Repa” – vestito di cotone) a diventare discepolo del maestro Kagyupa, Marpa che lo rese potenzialmente ed effettivamente uno dei più grandi santi del Tibet.

Mila qual'è stato il rapporto con tua madre?
La mia vera madre fu Dagmema, moglie di Marpa. Ho sofferto quando ho ritrovato le ossa di Bianca Ghirlanda, ma mi è servito a realizzare che quello verso di lei, lo stesso che mi ha portato a compiere atti malvagi, era solo attaccamento, perché l'amore non è obbedire, ma volgere insieme lo sguardo verso il bene.

Tu che hai sottomesso molti demoni, come reagisci di fronte al male?
Male e bene – noi diremmo dharma bianco e dharma nero – sono complementari e oltre ad essi non esiste niente. Io amavo confrontarmi coi demoni, proiezioni della mia mente, invitandoli a fermarsi per la notte, per vedere chi era più abile in corpo, parola e mente. E' la fede che rende un uomo più forte nella scelta tra male e bene.

Quando mediti esistono bene e male?
Quando realizzi la realtà fisica delle cose, laddove “realtà” ha un significato assoluto, l'oggetto di osservazione e chi osserva sono completamente dissolti. Ciò che va osservato non ha alcuna natura propria, è vuoto. Questo si chiama “Chiara Luce” e sarebbe bene prolungarla nel tempo. No, non esistono bene e male.

Cosa vuol dire Meditare? Molti non lo capiscono.
Quando realizzi la visione, che è quanto ho detto sopra, farla fluire senza pause dentro la tua mente, vuol dire meditare. Realizzare la visione è come trovare la felicità, poi, questa va coltivata.

Come integri la pratica nella vita quotidiana?
Con la certezza che atto e agente non esistono come noi li intendiamo, riesco a fare qualsiasi cosa senza perdere la mia consapevolezza. E' buffo! Abbiamo appena parlato dei concetti religiosi di: Visione- Meditazione- Azione

Cosa pensi delle cose mondane, visto il distacco che hai col mondo?
Odio la città, il matrimonio, le lusinghe, le contese, i parenti di sangue, le ricchezze e la bellezza del mio corpo. A volte c'è anche del bene in queste cose, ma se le seguissi non potrei raggiungere il mio scopo. Per amare il mondo non serve fare altro che guardare dentro noi stessi, lo so che è difficile da credere, ma lo fate anche voi cristiani quando pregate.

Allora come hai scelto di vivere la vita di eremita?
Se dovessi vivere per sempre in un solo luogo, stando in mia compagnia, in breve vi stanchereste.
Quando l'intimità è eccessiva nasce naturalmente il disprezzo. Quando si rimane insieme a lungo ci sono molte offese

Ci rivedremo Getsun?.

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