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A Spigone di Vetto, alla Locanda degli asini, il “settetto” a fiato L’Usignolo

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Continua “Ventieventi”, il ciclo di incontri – tra teatro, natura e buona cucina – che porterà alla Locanda degli asini a Spigone (a pochi chilometri da Vetto d’Enza) attori, musicisti e artisti visivi. Si tratta di venti appuntamenti o venti eventi gratuiti, da giugno a ottobre, tra i castagneti secolari dell’Appennino dov’è immersa la Locanda degli asini: buona cucina, tranquillità, lentezza e spazio alle arti. Con discrezione, senza microfoni, sfruttando gli anfiteatri naturali e i suoni offerti dalla pietra del borgo, a Spigone quest’estate – la seconda, pensata dalla compagnia teatrale “L’Asina sull’isola” – si può fare un salto nel tempo.

Sabato 17 luglio, alle 21, "L’Usignolo" presenta “Sciopero dei musicisti”, il titolo di un valzer che Luigi Mattioli scrisse durante un ricovero in ospedale e del quale è giunto qualche brevissimo frammento accennato a voce da Gianni Caleri. Il settetto a fiato L’Usignolo ha deciso di intitolare così il suo secondo disco, un tributo sincero e appassionato al Concerto di Barco e alle sue musiche.

L'Usignolo è il titolo di uno dei più celebri valzer di Luigi Boccaccio e dà il nome ad un gruppo nuovo, ma con radici molto lontane nel tempo, quando ancora esistevano i cosiddetti "Concerti a Fiato" molto diversi, per composizione e stile, dalle "orchestre" come le pensiamo oggi. Nelle feste popolari, per le sagre della vendemmia e della mietitura, la gente aveva voglia di ballare e, ad accompagnarli già dalla fine dell' 800, erano gruppi di veri pionieri del genere che sui ritmi incalzanti di valzer, mazurche e polche permettevano a clarinetti e trombe di scatenarsi in sequenze di note indiavolate e portate ai più arditi acuti. Ancora non erano in uso le percussioni né ritmi di tradizione spagnola o sudamericana e nemmeno le voci venivano utilizzate, fors'anche per la mancanza di amplificazione; solo strumenti a fiato con aggiunto, a volte, il contrabbasso.

Giovani musicisti diplomati e da anni cultori e valenti esecutori di musica classica o "colta" per così dire, si sono ritrovati a scoprire il divertimento, il piacere e il grande valore virtuosistico della musica popolare della nostra terra. Il gruppo oltre ad eseguire i brani più famosi ed ancora molto amati di questo repertorio, si sta anche occupando di ricercare le pagine meno note per proporle al proprio pubblico, e non manca di inserire le nuove composizioni di Francesco Gualerzi (fondatore del gruppo assieme al M° Mirco Ghirardini) che con grande sensibilità e talento riesce a ricollegarsi alla tradizione rispettandone lo stile e l'atmosfera.

Una proposta di grande valore culturale, di recupero del linguaggio nusicale "nostrano", ma anche un' occasione di autentico divertimento alla scoperta di uno stile prodigioso ed entusiasmante.

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