“Caccia agli ‘animali nocivi'”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Gli animali nocivi continuano a danneggiare l’agricoltura. Mai come quest’anno stormi di centinaia di uccelli hanno compiuto razzie nei vigneti proprio nel periodo della vendemmia. Molti sono gli agricoltori che si sono lamentati dei danni provocati in seguito a queste “invasioni”.

Dal 1° di settembre si poteva attivare la caccia contro questi volatili nocivi ma pochi erano informati di questa possibilità e si sono ritrovati inermi davanti alla perdita di un anno intero di lavoro. Parliamo di esemplari che si sono rapidamente riprodotti come storni, nutrie, corvi e cornacchie, caprioli e cinghiali in montagna. Presenze che si vogliono tutelare a tutti i costi senza considerare gli effetti devastanti che ne subisce l’agricoltura. Negli ultimi cinque anni l’Emilia-Romagna ha prelevato dalle tasche dei cittadini oltre un milione e 200mila euro per far fronte ai gravissimi danni causati alle produzioni agricole dagli storni.

Rivolgiamo alla Provincia e all’assessorato all’ambiente competente in materia una serie di richieste urgenti:
- una maggiore sensibilità verso il mondo agricolo che ogni anno denuncia perdite rilevanti che si sommano al periodo di crisi che stiamo attraversando;
- permettere la caccia anche in altri periodi dell’anno in modo da controllare e razionalizzare l’espansione di questi animali;
- fornire maggiore competenza e conoscenza di tutte le possibilità offerte per poter fermare e limitare i danni all’ambiente;
- maggiori investimenti sui fondi utilizzati per risarcire gli agricoltori e che sino ad oggi si sono fermati al 50% di quanto richiesto.

Confagricoltura provinciale mette a disposizione degli imprenditori agricoli i suoi uffici per informare e preparare correttamente le domande di risarcimento dei danni. E’ da rimarcare ancora una volta come le istituzioni tengano sempre in scarsa considerazione i bisogni delle aziende anche quando si tratta di regolare la proliferazione di specie che stanno distruggendo anche altre forme animali più deboli. Anche l’agricoltura è una sistema delicato che va salvaguardato.

(Lorenzo Melioli, presidente provinciale di Confagricoltura)

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