Stalking / Quando la relazione con l’altro diventa una persecuzione

Una normale relazione si può trasformare in un inferno.

Oppure uno sconosciuto può decidere di iniziare a inseguire e a tormentare qualcuno, non accettando un rifiuto. Questo inseguimento si definisce stalking. Sono molte le donne a dover fronteggiare questa condizione. Quella più classica è quando si cerca di chiudere una relazione, e l'altro non è d'accordo. Di fronte a un "no", inizia a cercare di convincere, per poi passare all'inseguimento, alle minacce, nei peggiori dei casi arrivando alla violenza fisica. Ma è soprattutto la pressione psicologica a logorare chi subisce uno stalking. Ci si sente braccati, "sprotetti", in balìa di una follia da cui non si riesce a sfuggire.

Molte le emozioni che accompagnano questa situazione. Amarezza, fragilità, senso di colpa, vergogna. La persona, che molto spesso si sente "sbagliata", crede di aver fatto qualcosa per "meritarsi" questo, ed è frequente nascondere all'inizio il fatto di essere rincorsi e perseguitati. Si spera sempre che presto finirà e l'altro capirà e lascerà perdere.

Tale pace non arriva però, c'è di fatto un'escalation, arrivando a una folle persecuzione che oltrepassa i confini dell'accettabile. Molte donne narrano di migliaia di sms, email, telefonate che devastano e logorano la psiche di chi le riceve. I comportamenti dello stalker oscillano e sono sempre ambivalenti. Dalla minaccia alla supplica, alle promesse di non farlo più, se solo...

A nulla serve cambiare numero, email, nel tentativo di non farsi inseguire. Il molestatore folle non si ferma, è perso nel suo delirio di "vincere". A tutti i costi. Non accetta la frustrazione del rifiuto. Dietro a un comportamento di stalking c'è di fatto una distorsione o un disturbo di personalità. Componenti narcisistiche, antisociali, bordeline, ossessioni.

La mente di chi non si ferma di fronte a un "no", cerca ogni strategemma per ottenere ciò che vuole o vendicarsi del rifiuto. Dice di "amare" e di fare ciò per amore, che non è mai esistito.

La donna (molto meno i maschi a subire) che subisce tutto ciò è incredula, e paradossalmente cerca anche di proteggere l'immagine dello stalker, lo giustifica all'inizio, cerca spiegazioni, non rivela i particolari che, se compresi e guardati per ciò che sono, terrorrizzano e non riescono a essere concepibili.

Occorre avere il coraggio di parlarne, subito. E denunciare. Purtroppo la legge non protegge chi subisce minacce e persecuzioni. Tuttavia è necessario chiamare il 118, e dire. Pretendendo attenzione e considerazione. Tutelandosi da pericoli che possono sfociare nell'orrore.

Un testo che racconta molto bene lo stato psicologico di chi si trova in una condizione simile:

"Il gentiluomo" Marzia Schenetti - ed. Il ciliegio

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