E’ scomparso il prof. Ugo Bellocchi

Scompare un eminente studioso reggiano come il prof. Ugo Bellocchi. Pubblichiamo di seguito un ricordo di Gino Bedini, attuale presidente di quella Deputazione reggiana di storia patria che già fu presieduta dallo stesso Bellocchi dal 1968 al 1977 e ancora dal 1993 al 2008.

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Con il professor Ugo Bellocchi scompare una personalità eminente della cultura reggiana, che con il suo instancabile lavoro di ricercatore ha contribuito in modo sostanziale al progresso degli studi storici locali e della storiografia in generale (basterebbe citare la sua monumentale opera sulle encicliche papali).
Presidente della Deputazione reggiana di storia patria dal 1968 al 1977 e poi dal 1993 al 2008, seppe coniugare nella maniera migliore le qualità del giornalista e quelle dello storico ricercando temi e problemi di più ampio interesse divulgativo, indagati e approfonditi con metodo scientifico e con l’ausilio delle testimonianze documentali.

Bellocchi ha esplorato il mondo medievale della nostra terra con studi che si riferiscono all’epoca matildica, ha studiato con particolare passione il dialetto reggiano e la cooperazione, ma soprattutto si è occupato, per quanto riguarda la sua città a cui era particolarmente legato, della nascita della bandiera tricolore, su cui è ritornato più volte con articoli e saggi fondamentali, in gran parte riportati nella corposa bibliografia apparsa in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Storico di valore non ha tuttavia tralasciato di favorire l’opera di ricerca di giovani e meno giovani suggerendo argomenti, indicando filoni d’indagine, facilitando la pubblicazione di testi, in particolare sul “Bollettino storico reggiano” di cui è stato direttore responsabile per tutto il periodo della sua presidenza della Deputazione.

Come giornalista ha svolto ruoli di particolare rilievo in diverse testate nazionali e locali, portando l’esperienza della sua opera e dei suoi studi anche nel mondo universitario con l’insegnamento della storia del giornalismo all’Università cattolica di Milano. A Reggio, nel secondo dopoguerra, ebbe a ricostituire l’Associazione stampa assieme al collega Gino Bedeschi, divenendone presidente effettivo e rimanendo poi presidente onorario.

I soci della Deputazione partecipano con commozione al dolore della figlia dott.ssa Lisa nel ricordo di una guida che per anni ha retto con saggezza e prestigio l’istituzione secolare.

(Gino Badini)
(Si ringrazia Giuseppe Adriano Rossi per la collaborazione)

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Il cordoglio del sindaco di Reggio Emilia

Esprimo cordoglio mio personale e dell’Amministrazione comunale per la scomparsa del professor Ugo Bellocchi, giornalista, docente di storia del giornalismo all’Università Cattolica di Milano, autorevole studioso del Tricolore e del Risorgimento italiano. Bellocchi è stato uno degli intellettuali più illustri e versatili di Reggio Emilia e tra i più importanti storici italiani contemporanei.
A lui dobbiamo, a seguito di approfondite ricerche, la definizione nel 1963 delle esatte caratteristiche del Primo Tricolore, nato a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797.
Ci lascia una testimonianza straordinaria di studioso rigoroso e profondo nelle più di 80 opere pubblicate, dedicate alla storia nazionale e della società civile: i suoi interessi hanno spaziato dalla storia economica e della cooperazione, a quella del giornalismo, della Chiesa e della Resistenza, all’arte, alla letteratura e alla storia locale, cioè della città e del territorio di Reggio Emilia, che ha amato profondamente e raccontato con intelligenza, come storico e giornalista, alla guida fra l’altro delle pagine reggiane del Resto del Carlino.
Lo ricordiamo fra i promotori più convinti del Museo del Tricolore di Reggio Emilia. Il volume “Bandiera madre. I tre colori della vita”, pubblicato di recente nell’ambito delle Celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, è uno degli esempi più recenti del suo lavoro e del suo affetto per i temi dell’Unità d’Italia, del Risorgimento e del nostro Tricolore.

(Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia)

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Un Commento

  1. A sei anni dalla scomparsa voglio, caro Professore, ricordarti a quanti ti hanno conosciuto attraverso le tue opere, alcune delle quali fatte insieme: tu come autore o direttore editoriale, io come editore. La tua competenza storica e giornalistica ci hanno fatto fare “ La storia del giornalismo italiano “ un’opera oggi presente nelle maggiori biblioteche pubbliche e universitarie, non solo in Italia. Voglio ricordare la meticolosità con cui lavoravi, mai fidandoti di dati scontati, ma verificandoli sempre e correggendoli quando necessario. Studioso serio, non ha mai cercato la facile strada della popolarità, ma il paziente lavoro di chi sapeva di lavorare per il futuro. Molti studiosi o tesi trarranno come fonte i tuoi lavori. Mi manchi molto, un abbraccio ovunque tu sia, il tuo amico editore Ennio Pittureri.

    (Ennio Pittureri)

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