“Il sindaco ‘sceriffo’ non ha vigilato al suo interno”

Il Municipio di Vetto

A Vetto c’è qualcosa che ribolle da tempo. Pareva, infatti, che alcuni malcostumi potessero perpetrarsi impunemente sotto gli occhi di tutti. Il primo a sollevare il pentolone fu l’ex parroco don Carlo Castellini che, nel 2007, in una omelia e pure sul settimanale "Camminando" (notizia ripresa da Redacon), si chiedeva quanta droga navigasse nell’Enza. Passarono oltre tre anni senza che nulla di apparente potesse succedere. Poi, fu la volta dell’operazione "Piazza pulita" condotta dai carabinieri di Castelnovo ne' Monti. Partita all’ombra della Pietra di Bismantova, arrivò ben presto a Vetto, addirittura con risvolti in Comune. Ma l’illegalità ha mille forme; singolare il fatto che ancora una volta nell’occhio del ciclone ci sia il Comune. Nei giorni scorsi, infatti, hanno destato vasto scalpore le gravi grane giudiziarie in cui sta incorrendo l’ormai ex ragioniere del Comune di Vetto Enrico Novembrini, accusato di aver letteralmente taroccato il suo stipendio.

Risale, infatti, al 25 luglio l’interrogazione proposta dai consiglieri Renzino Fiori, Luigi Ruffini, Ivano Pioppi e Margherita Crovi al sindaco di Vetto, Sara Garofani, sull’operato di Novembrini, responsabile del servizio tributario, capo dell’ufficio affari generali e segreteria, ufficio personale, commercio e attività produttive, ufficio anagrafe ed elettorale. Causa dei sospetti, le forti ambiguità rispetto alle mensilità di Novembrini emerse in un sommario controllo del bilancio 2010 eseguito dai consiglieri.

Cosa si intende per ambiguità? Sembra che il ragioniere si pagasse uno stipendio più alto. Confidando in un equivoco di ordine burocratico, i quattro consiglieri hanno, invece, smascherato una irregolarità (a quanto pare oggetto di risvolti penali) vera e propria. Ora i consiglieri sono non solo indignati per l accaduto, ma anche per il silenzio del sindaco del Comune, che non rilascia dichiarazioni. Ma a difesa della buonafede del sindaco, certo, c’è il suo agito: rilevato quanto denunciato dalla minoranza, il 5 agosto Sara Garofani, insieme ad un agente della Polizia municipale, si è recata in Procura per presentare una denuncia nei confronti del sospettato, difeso attualmente dall’avvocato Noris Bucchi, che ha prontamente firmato le sue dimissioni, così come raccontato in un ampio servizio sul Carlino Reggio, a firma di Sabrina Pignedoli. Sempre sul Carlino, si apprende che l’ex ragioniere non vuole rilasciare dichiarazioni.

Ma per la minoranza la questione non è finita qui: “Com’è possibile che nessuno si fosse accorto che da tempo il ragioniere truffasse sul suo stipendio? Qualcuno dovrà rispondere a questa e ad altre domande, visto che, recidivo, per un reato simile, da ragioniere capo, Novembrini è stato promosso a responsabile di I settore”, lamenta il capogruppo di minoranza Renzino Fiori.

“Stiamo valutando le azioni da intraprendere e ovviamente ci aspettiamo un meticoloso controllo contabile e amministrativo, soprattutto per rassicurare i nostri cittadini, già perplessi di fronte agli ultimi avvenimenti accaduti nel nostro Comune”, è l’affermazione dei consiglieri, i quali si riferiscono allo scalpore sull’arresto del geometra comunale di Vetto, S. Z.. Ad aprile infatti, nell’ambito dell’operazione “Piazza pulita”, il 37enne era stato trovato in possesso di cocaina, hashish e alcune centinaia di euro in contanti, suscitando clamore e polemiche da parte di tutti i cittadini. S.Z. però ha conservato la sua posizione pubblica grazie al patteggiamento.

Ma scoppia ormai la bagarre anche politica. E sulla questione interviene il Pdl vettese, per firma di Giovanni Ferrari, coordinatore del Popolo della libertà e già capogruppo consiliare di minoranza nella precedente legislatura. “Oltre alle notizie di stampa – lamenta Ferrari - nulla si sa di più e, tra la nostra gente, viene spontaneo formulare delle ipotesi e porsi delle domande, mentre il primo cittadino vettese non ha ritenuto di rilasciare fino ad oggi alcuna dichiarazione in merito. Qualche chiarimento da parte del sindaco e della giunta ci sembrerebbe intanto più che opportuno, per non dire dovuto, a fronte dello sconcerto che regna tra la popolazione”.

Quindi una domanda: “Con tutte le tecnologie informatiche oggigiorno disponibili, si è portati infatti a credere, e non senza ragioni, che il sistema pubblico nel suo insieme - compresi dunque i nostri amministratori, e non soltanto il personale dipendente - possa esercitare in qualsivoglia momento azioni di controllo incrociato sulla gestione economica del proprio ente ed essere nel contempo in grado di monitorare ogni movimento di denaro, datosi appunto che gli strumenti tecnici non mancano; compito che dovrebbe essere tanto più facile in un comune di piccole dimensioni, come il nostro”.

“Esca il sindaco Sara Garofani dal suo silenzio e dica alla comunità vettese quali meccanismi di controllo sulle entrate e sulle spese vigono nel nostro Comune e come li ha esercitati in questi anni anche nella sua veste di assessore al bilancio (delega che aveva mantenuto nelle sue mani) e, in precedenza, come vicesindaco all’epoca dell'amministrazione Nobili”.

E un’altra ancora: “Nello scorso quinquennio, 2004-2009, il sindaco Garofani aveva assunto la responsabilità della Polizia municipale e forse anche competenze dell’ufficio tecnico; dunque un sindaco toti-valente, che richiama l’idea del "sindaco sceriffo". Nonostante quindi il suo spaziare nei diversi settori degli uffici comunali, non si sarebbe accorta che i conti non tornavano, cosa che è invece riuscita alla minoranza consiliare, pur non avendo a portata di mano tutti quei dati ed elementi che sono a disposizione diretta del sindaco”.

“In questo vi è qualcosa di inspiegabile e paradossale – conclude l’esponente del Pdl. Pure l’immagine del Comune, come istituzione, non ne esce affatto bene: spesso agisce all’esterno da controllore, vedi l’Ici sugli immobili, la Tarsu quanto a nettezza urbana e parecchio altro ancora, e scopriamo poi che, al proprio interno, non riesce a mettere in atto sistemi di controllo che paiono essere molto semplici, per non dire elementari”.

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Proponiamo di seguito i documenti integrali cui nell'articolo si fa cenno: l'interrogazione presentata dalla minoranza e la nota del Pdl vettese.

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L'interrogazione

Durante lo svolgimento del nostro compito di controllori dell’attività amministrativa, in veste di consiglieri comunali, ad un sommario controllo del bilancio 2010, dai documenti esaminati sono emerse incongruenze tra importo di alcune mensilità di un dipendente e effettiva riscossione. Non sapendo attribuire la causa di questa discordanza, chiediamo alla S.V., augurandoci possasi trattare di un mero equivoco di ordine burocratico, una delucidazione da inoltrarsi in forma scritta.
Certi di sua cortese e solerte attenzione, restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

(I consiglieri Renzino Fiori, Luigi Ruffini, Ivano Pioppi e Margherita Crovi)

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Il documento del Pdl

In questi giorni la comunità vettese ha appreso dagli organi di stampa che il ragioniere comunale ha rassegnato le proprie irrevocabili dimissioni, con il sindaco Sara Garofani che ne ha assunto le funzioni (a cominciare dalla responsabilità del servizio finanziario e tributario) e che avrebbe denunciato alla Procura il funzionario in questione per essersi aumentato lo stipendio (stando sempre alle notizie riportate dalla stampa).
Nulla si sa di più e tra la nostra gente viene spontaneo formulare delle ipotesi e porsi delle domande, mentre il primo cittadino vettese non ha ritenuto di rilasciare fino ad oggi alcuna dichiarazione in merito, così come sembra non abbia ancora risposto all'interrogazione avanzata il 25 luglio dai consiglieri di minoranza (che pubblichiamo in calce, ndr), che richiedevano chiarimenti circa le incongruenze da loro rilevate sul piano contabile, e questo suo silenzio ci lascia francamente stupiti e perplessi.
Spetta ad altri, cioè agli organi all’uopo preposti, verificare se in questa vicenda sono stati commessi illeciti e agire poi di conseguenza, ma vi sono aspetti di natura amministrativo-politica che nel frattempo non possono essere ignorati e accantonati e per i quali un qualche chiarimento da parte del sindaco e della giunta ci sembrerebbe intanto più che opportuno, per non dire dovuto, a fronte dello sconcerto che regna tra la popolazione vettese, e per non innescare un clima di sfiducia verso le istituzioni locali.
Con tutte le tecnologie informatiche oggigiorno disponibili, si è portati infatti a credere, e non senza ragioni, che il sistema pubblico nel suo insieme - compresi dunque i nostri amministratori, e non soltanto il personale dipendente - possa esercitare in qualsivoglia momento azioni di controllo incrociato sulla gestione economica del proprio Ente ed essere nel contempo in grado di monitorare ogni movimento di denaro, datosi appunto che gli strumenti tecnici non mancano; compito che dovrebbe essere tanto più facile in un comune di piccole dimensioni, come quello nostro.
E se ci si aspetta questo modo di procedere in condizioni di normalità, visto che chi ci amministra impiega i soldi di tutti noi, a maggior ragione la regola dei controlli e dei monitoraggi costanti e sistematici dovrebbe valere quando le risorse finanziarie vanno calando - vedi la situazione attuale causa le grandi difficoltà economiche che sta da tempo incontrando l’intera Europa, e non solo - proprio per utilizzare al meglio le risorse disponibili e concentrarsi sulle priorità. Ma i nostri amministratori locali della sinistra preferiscono invece dirci a ritornello che non ci sono più soldi e scaricare ogni colpa sul governo centrale e semmai aumentare le imposte locali, mentre in parallelo le tariffe dei servizi comunali sono in continuo aumento.
Il sindaco Sara Garofani dovrebbe dunque uscire dal suo silenzio e dire alla comunità vettese quali meccanismi di controllo sulle entrate e sulle spese vigono nel nostro Comune e come li ha esercitati in questi anni anche nella sua veste di assessore al bilancio (delega che aveva mantenuto nelle sue mani) e in precedenza come vicesindaco all’epoca dell'amministrazione Nobili.
Se la memoria non ci tradisce, durante il nostro mandato dello scorso quinquennio, 2004-2009, il sindaco Garofani aveva assunto la responsabilità della Polizia municipale e fors’anche competenze dell’ufficio tecnico; dunque un sindaco totivalente, che richiama l’idea del “sindaco sceriffo”, ma nonostante il suo spaziare nei diversi settori degli uffici comunali non si sarebbe accorto che i conti non tornavano, cosa che è invece riuscita alla minoranza consiliare, pur non avendo a portata di mano tutti quei dati ed elementi che sono a disposizione diretta del sindaco. In questo vi è qualcosa di inspiegabile, e di paradossale, e non mancano pertanto i motivi di delusione e anche di preoccupazione.
Pure l’immagine del Comune, come istituzione, non ne esce affatto bene: spesso agisce all’esterno da controllore, vedi l’Ici sugli immobili, la Tarsu quanto a nettezza urbana e parecchio altro ancora, e scopriamo poi che al proprio interno non riesce a mettere in atto sistemi di controllo che paiono essere molto semplici, per non dire elementari.

(Giovanni Ferrari, coordinatore Pdl di Vetto, già capogruppo consiliare di minoranza)

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2 Commenti

  1. Un plauso a Giovanni Ferrari e ai consiglieri di opposizione di Vetto
    In montagna da qualche giorno non si parla d’altro, sul tavolo degli imputati il sindaco di Vetto e la sua discutibile gestione del Comune. Preoccupa la bufera giudiziaria che ha colpito il cuore dell’Amministrazione comunale di Vetto ed il silenzio assordante del suo sindaco Sara Garofani. Il Sindaco di Vetto, di fronte ad un documento protocollato, si sarebbe recata in Procura per presentare una denuncia nei confronti del dipendente “infedele”. I cittadini e il Pdl vettese, attraverso il suo coordinatore Giovanni Ferrari, chiedono come mai il ragioniere del Comune, già recidivo, sia stato promosso da Sara Garofani per la carica di vicesegretario comunale con incarico di responsabilità in molti settori. Il ragioniere oltre ai suoi interessi favoriva forse qualcuno che interessava alla giunta? Appena 5 mesi fa, l’Amministrazione comunale di Vetto è stata scossa da un altro grave episodio: il geometra comunale scelto nel 2009 dopo la vittoria elettorale, Silvano Zecchetti, è stato arrestato dai carabinieri di Castelnovo ne’ Monti, nell’ambito dell’operazione “Piazza pulita”; i carabinieri, infatti, durante una perquisizione, avrebbero trovato nella disponibilità di Zecchetti dosi di cocaina e di hashish e 700 euro in contanti, ritenuti provento di spaccio. Noi tutti consiglieri reggiani d’opposizione dovremmo prendere esempio da Renzino Fiori, Luigi Ruffini, Ivano Pioppi e Margherita Crovi, che hanno esercitato nel migliore dei modi la loro funzione di controllori dell’attività amministrativa. Ciò detto, preoccupa il ripetersi di gravi episodi che mettono in cattiva luce l’operato della giunta di Vetto e pongono molti interrogativi sul comportamento della sindaca. Ci chiediamo infatti perché, finora, il primo cittadino non abbia fornito spiegazioni ufficiali sull’episodio che riguarda il suo ragioniere. Com’è possibile che un dipendente comunale denunciato per “infedeltà” possa essere stato proposto, dallo stesso sindaco, alla carica di vicesegretario comunale, responsabile di anagrafe, commercio, servizio elettorale…? Si pone, inoltre, un problema di opportunità, quantomeno politica, circa il fatto che un altro dipendente, in questo caso il geometra Silvano Zecchetti, dopo la condanna subita possa tranquillamente conservare il suo posto di lavoro e mantenere le stesse funzioni, come se nulla fosse successo. In questo Comune sono troppe le cose che non vanno, il sindaco dovrebbe forse fare un passo indietro visto che ha vinto le elezioni per pochi voti; con responsabili del servizio elettorale abili a cambiare i numeri bisogna tenere gli occhi molto aperti.

    (Fabio Filippi)

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  2. Questione morale… questione politica… in un paese
    E’ con sgomento che apprendo del nuovo “scandalo” che si abbatte ai piedi
    del Faille. Da semplice contribuente vettese, da semplice cittadino, urgono alcune domande che mi piacerebbe sapere se vagheranno nel cyberspazio in attesa di risposte o potranno invece incontrare qualche voglia di approfondimento, di riflessione costruttiva per capire la realtà in cui viviamo.
    VIVO IN UN PAESE ADDORMENTATO? IN UN PAESE che NON VEDE, NON SENTE E NON PARLA? NON CREDO, PERCHE’ DI CHIACCHERE A MEZZA VOCE SE NE SENTONO TANTE IN QUESTI GIORNI.
    Ma anche i nostri amministratori mi paiono “DORMIENTI” cone i famosi depositi che se non movimentati verranno confiscati.
    Questo silenzio assordante (1500 letture e zero commenti da parte della gente comune, intendo non impegnata politicamente) mi crea una sofferenza pari allo sgomento provato alla lettura dei fatti accaduti.
    Premetto che per quel che riguarda le accuse di “reati” per principio mi dichiaro
    GARANTISTA, NON DOBBIAMO GIUDICARE NOI, CI PENSERANNO LE PROCURE, La MAGISTRATURa, LA LEGGE. Per me le persone sono innocenti fino alla condanna, certo i “patteggiamenti” sono ammissioni di colpevolezza di reati ma non li giudicherò certamente io. Mi sta a cuore il rispetto e la dignità delle persone, di tutte le persone di qualsiasi parte politica. Certo che mi irrita non poco la pretesa superiorità etica e morale di una “sinistra” pronta a mandare sempre a casa tutti tranne i compagni o i collaboratori fidati e fedeli. Al massimo quando scoppia un piccolo scandaletto dalla loro parte “trattasi di errore personale” e si costituiscono subito parte civile, parte lesa, sicuri che la cosa finisce lì (Greganti docet) con una condanna personale senza mai mettere in dubbio il “sistema di potere”, oramai ventennale, senza ricambi, che consente il proliferare di clientelismi, di voti di scambio, di conflitti di interesse (controllore e controllato nel medesimo tempo) e quanto altro da che mondo e mondo accade, soprattutto in politica e nel pubblico impiego.
    E i vettesi? Tutti in silenzio perchè così va il mondo e poi che cambia a me? Nulla, quindi non mi espongo, non rischio, mi infratto… mi faccio i miei… Insomma chiudo gli occhi e fingo di essere cieco e sono anche sordo e quindi, di conseguenza, muto… Peccato che non mi accorga che con il mio silenzio, con il mio non voler capire cosa succede, sul non voler cercare risposte di senso ad interrogativi elementari, mi annoveri fra i “morti viventi”, cuscino degli “amministratori dormienti”. Un plauso alla MINORANZA che ha posto l’interrogazione. Al sindaco, che è il mio sindaco anche se non l’ho votato, domando: “Signor dindaco, non le pare che i cittadini di Vetto meritino perlomeno di sapere cosa succede veramente nella nostra amministrazione pubblica? O aspettiamo semplicemente che si applichino aumenti addizionali Irpef, Tarsu, etc.?
    Grazie e buonanotte da 1 vettese che soffre e che non si rassegna a dormire senza tentare di conoscere, senza speranza di capire.

    (Commento firmato)

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