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Rivive la storica pista della Macchiusa

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Fra pochi mesi compirà 60 anni. Lo storico Sci club Bismantova di Castelnovo ne' Monti è nato l’8 gennaio del 1952 (è il più longevo gruppo ancora in attività nel capoluogo montano) dalla passione di pochi entusiasti dello sci di fondo  ed è ancora una realtà viva nel mondo dello sci dell’Appennino. Generazioni di fondisti,  ormai alcuni con i capelli bianchi, hanno contribuito a tenere vivo e a far crescere il sogno di coloro che negli anni ‘50 diedero vita al Bismantova. Primo presidente fu Franco Orlandi, poi venne Luigi Teggi, quindi Ireneo Torcianti, Memo Zanni, Narciso Corbelli, fino ad arrivare all’attuale presidente Francesco Giannasi.

Volontari al lavoro

Sport dai pochi fronzoli, di fatica, di agonismo, per anni ha permesso ai ragazzi e agli adulti di allenarsi nella storica pista castelnovese della Macchiusa. Poi le scarse nevicate e i problemi tecnici hanno costretto gli appassionati e gli atleti  a  lunghe trasferte a Pratizzano o nel modenese.

Oggi, alcuni ciclisti dell’Università del Pedale e fondisti, con qualche capello bianco ma ancora tanta voglia di fare, hanno cominciato a credere nella possibilità di riavere a Castelnovo una pista da sci di fondo. E si sono dati da fare. Individuato il luogo, l’hanno ripulito e sistemato. Hanno trovato un “gattino” per battere la pista e ora stanno col naso all’insù in attesa della neve. La nuova pista “I Pavoni” nasce  nello splendido paesaggio sottola Pietra di Bismantova, ha una lunghezza di circa 2 km e potrà essere un punto di ritrovo di tutti gli appassionati. E gli ideatori sperano di tanti bambini che potranno così  divertirsi a “fare fondo”.

* * *

Lo Sci Club Bismantova: una realtà viva nel contesto sociale. 50 anni di vita "d'oro" sono stati compiuti l’ 8 gennaio 2002. Nato dall’entusiasmo di pochi appassionati dello sci di fondo nel lontano 8 gennaio 1952, lo Sci club Bismantova ha sempre considerato preminente l’attività rivolta verso i giovani e giovanissimi, prova ne sia il continuo mantenimento di un vivaio e di una scuola, che gli permette di affermare che in ogni fase dei Giochi della Gioventù, nelle rappresentative provinciale e regionale per lo sci di fondo, è sempre stato presente con almeno uno o due atleti dello sci club castelnovese. Questa situazione esiste dall’istituzione dei giochi invernali della Gioventù. Sotto la bandiera del Bismantova sono passate quasi due generazioni, per alcuni ora cominciano i capelli bianchi, quasi 60 anni di storia nello sport dell’Appennino reggiano non rappresentano uno scherzo. Il prestigioso sodalizio non ha conosciuto soste dalla sua fondazione. Pur praticando attività agonistica anche nello sci alpino, si deve riconoscere che la disciplina principe dello Sci club è lo sci di fondo. Il punto di forza che permette al Bismantova di essere dominante nel fondo reggiano ed una delle stelle più luminose a livello regionale, è un vero e proprio modo di vita sociale. Lo stile del Bismantova sta nella coesione che è riuscito a dare ed a mantenere tra società, dirigenti, genitori e ragazzi. Pure con l’ambiente esterno, compresi gli amministratori locali, esistono e sono sempre esistiti ottimi rapporti che aumentano intorno al gruppo una certa solidarietà. Prova ne sia la sede sociale realizzata mediante la ristrutturazione di una parte del seminterrato di un fabbricato nella zona Peep. L’Amministrazione comunale ha dato un contributo nella spesa dei materiali necessari alla sistemazione dei locali, mentre l’esecuzione delle opere è stata fatta direttamente con prestazioni volontarie dei soci dello Sci club. Altro fiore all’occhiello sono i riconoscimenti ufficiali ottenuti, i quali pongono lo Sci club ai primi posti dei valori regionali e nazionali al merito sportivo. Spiccano il diploma di benemerenza della Fisi, i distintivi d’argento e d’oro della medesima Federazione italiana sport invernali, oltrechè la stella d’argento al merito sportivo da parte del Coni nazionale. L’impegno per la stagione bianca implica per il Bismantova una preparazione che non si interrompe praticamente mai. Già dall’inizio del mese di giugno giovani e ragazze, dai cuccioli agli juniores, iniziano gli allenamenti sotto la guida dei tecnici. Le ambizioni e i propositi dello Sci club Bismantova sono sempre stimolati e pieni di contenuti, ma purtroppo la neve non sempre corrisponde all’impegno che il Bismantova profonde in tutte le sue componenti.

 

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9 Commenti

  1. Il mio nome e Farina Fiorello. Nel ’52 avevo 10 anni e sono uno dei primi atleti dello Sci club. Andavamo a fare fondo nella pista dei Pavoni con Teggi, poi arrivarono i centri sciistici valligiani. Ho ancora il primo diploma e il primo numero di gara con la scritta Bagnoli sport. Le finali si svolgevano a Nevegal di Belluno, ho alcune foto. Sono molto felice di quello che state facendo per rimettere in funzione la pista.
    Tanti saluti a tutti.

    (Fiorello)

  2. La pista “Mondiale” della Macchiusa. Magari tornassero quei tempi e quelle nevicate, quanti ragazzini e ragazzine; ai tempi non c’erano palestre, piscina e tutti a fare fondo sono passati dalla pista “mondiale”, come la mitica famiglia Teggi la chiamava (e sì perchè in casa Teggi oltre a governare le mucche la grande passione era lo sci di fondo). Ci si trovava a guardare le gare a Telecapodistria, da loro che abitavano in “alto”, le parabole erano ancora da venire… Il problema è che si doveva sempre tifare x gli atleti russi, altrimenti rischiavi di non essere più invitato!!! Quante volte per organizzare una gara si spalava x giornate intere per ammucchiare la neve, batterla con gli sci e poi… la notte una bella sciroccata e il giorno dopo a maledire il vento e la pioggia… Un anno la gara era per il giorno di S. Stefano e c’era pochissima neve, quindi si decise di santificare il Natale con una bella spalata x arrivare pronti all’appuntamento, ma come spesso accadeva… acqua e vento a distruggere tutto!!! E il te’ della Lina e della Giulia chi se lo ricorda!!!

    (Gianni Leurini)

  3. Un passato che spero ritorni. Noi (mezzi) fondisti di Casina guardavamo i bismantovini come fossero i nostri fratelli maggiori… Quante sciate insieme e quante volte i fratelli maggiori ci consigliavano la “giusta” sciolina “oggi Nera o Rossa… per voi mezzi pianzani va più che bene!!!!”… Poi ovviamente ci si trovava regolarmente con il taccone… a maledire e stramaledire quei falsi consulenti…

    (Ivano)

  4. Quanti ricordi!!! E che dire sulle trasferte nei paesi del modenese, che sembravano irraggiungibili… Si partiva la mattina all’alba, chi poteva con mezzi propri, oppure con quello che allora veniva chiamato “servizio pubblico”… E dopo un viaggio tutte curve qualche atleta arrivava ridotto uno straccio, causa il mal d’auto, però si affrontavano le piste ugualmente e con tutto l’impegno possibile! Il tè della Lina e della Giulia era un appuntamento fisso, a fine allenamento in casa Teggi c’era l’assalto degli atleti che si erano preparati sulla pista della Macchiusa e quando se ne andavano tutti rimaneva il lago lasciato dalle scarpe piene di neve. Ma casa Teggi, alla Macchiusa, era la casa dei fondisti. Sono cose che non si dimenticano, specialmente per me che le ho vissute molto da vicino, ma sono quei ricordi che ti restano nel cuore!
    Grazie a chi ha permesso a me e a tante altre persone di vivere quei bei momenti!

    (Donatella Zanni)

  5. Complimenti allo Sci club Bismantova e all’Università del Pedale per il lavoro svolto! L’iniziativa è veramente bella e potrà aiutare tanti giovani (ma non solo) ad avvicinarsi allo sport dello sci di fondo. Chiedo solo una precisazione: dove inizia e come si sviluppa l’anello in questione? Perché sapendo bene qual è il percorso, potrebbe essere utilizzato anche nelle altre stagioni per allenamenti per la corsa campestre e quando c’è la neve (per chi non pratica lo sci di fondo) per qualche ciaspolata!
    Un saluto.

    (Giuliano Rossi)

  6. Per Giuliano: se domenica mattina non sai cosa fare vieni a fare un salto nei prati sopra Casa Pattino. Noi siamo lì a rifinire il tutto e prima che arrivi la neve diamo anche un po’ di cera ai prati per renderli più scorrevoli. Può essere che verso mezzogiorno ci sia anche un piccolo intermezzo culinario!!!
    Ti aspettiamo.

    (Gianni Leurini)

  7. E’ vero… sono cose che non si dimenticano… perchè, a ripensarci, accoglienza senza limiti, direi rara… che oggi ne sono quasi commossa. Bellissima e ricca esperienza. Pista dura, ma vien quasi la voglia di riprovarla…
    Grazie dell’opportunità che offrite.

    (Grazia)

  8. Bravi, veramente un’ottima iniziativa, come commentava l’amico Fiorello Farina. Ricordo quando andavamo nella stalla di Nino Teggi a mettere la grundvalla (era un impregnante per lo sci con il fondo in legno) per poi passare alla sciolinatura; quando bisognava mettere il klister era una disperazione per le mamme, si tornava a casa con i vestiti tutti appiccicati. Il mio commento era rivolto agli organizzatori con una domanda: se volete ricevere delle foto delle gare di quei tempi, datemi un indirizzo mail e ve le invio. Saluti e ancora bravi.

    (Franco Baroncini, Svizzera – Ti)

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