Un anno fa ci lasciava don Vittorio Chiari

Ritratto a carboncino di don Vittorio Chiari (Roberto Mercati)

E come dimenticare la voce di don Vittorio? Con la sua inconfondibile erre moscia...e non so quante altre consonanti in perenne roteazione nella sua bocca! Al telefono poi chi lo capiva?!

Eppure il suo linguaggio, le sue parole, arrivavano sempre chiare e perfettamente udibili, colpendo nel profondo il cuore di chiunque. Una miscela di sapienza, rispetto ed efficacia. Sapienza perché lui era un creativo dotto e al tempo stesso geniale, ispirato costantemente dalla Parola. Rispetto perché era delicato e sensibile, tanto con un bravo ed educato ragazzo universitario, quanto con un ragazzaccio di strada sempre al limite tra il lecito e la delinquenza. Efficacia perché "come la pioggia e la neve che scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver irrigato la terra" così erano le sue parole.

Noi tanti che lo abbiamo conosciuto, soprattutto negli anni di teatro e cultura del "Meeting dei giovani della montagna reggiana" e dopo con il gruppo "Sinapsi", abbiamo potuto attingere, anzi assorbire, molto da lui: il valore dell'impegno nel gruppo di lavoro, l'amore per l'arte e la bellezza ma soprattutto il valore dell'attenzione verso "l'ultimo" il più piccolo, la persona ai margini.

Credo fosse questo il suo dono più grande: l'attenzione a questo "ultimo" del quale spesso ci dimentichiamo. L'ultimo è ovunque, non solo povero, sulla strada o di fronte all'ingresso del supermercato che chiede qualche spicciolo, ma, senza che ce ne accorgiamo è a scuola, al lavoro, o in qualsiasi altro ambiente umano. L'ultimo spesso si mimetizza tra gli altri senza che questi  possano accorgersi del suo dolore, della sua sofferenza interiore.

Forse anche io, ai tempi in cui abbiamo conosciuto don Vittorio, ero uno di questi "mimetizzati", con le mie tante piccole nevrosi interiori, ansie, preoccupazioni, con la mia scarsa fiducia in me stesso.

Solo dopo molti anni, ripensando all'attenzione che don Chiari mi aveva prestato, mi sono accorto di quanto fosse stato in grado di capirmi, darmi fiducia e motivarmi, direttamente e indirettamente tramite la fenomenale magica terapia del teatro e del recital.

Sono profondamente grato a don Vittorio perché è anche merito suo che ho potuto trovare una mia dimensione lavorativa e più in generale una mia dimensione umana.

 Da questo ultimo punto di vista credo di poter essere il portavoce di moltissime altre persone, gli ex "CIOFANI" della montagna (come lui ci chiamava pronunciando decisamente male la parola "GIOVANI"), che hanno ricevuto altrettanto beneficio.

Grazie don, arrivederci.

 

Roberto Mercati

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4 Commenti

  1. Grazie Robby di questo efficace e dolce ricordo! Grazie Don, arrivederci!

    (Gemma)

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    • Hai dipinto Don Vittorio come lo ricordiamo: un grande umanissimo BRAVO PRETE che non dimenticheremo mai e che sta intercedendo sicuramente per tutti noi “piccoli”.
      Grazie Robby. Un abbraccio.

      (Pimpi)

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  2. La persona. Il don. L’animatore. Il genitore che molti avrebbero voluto. Lo scrittore e molto altro. Su Redacon don Vittorio ha lasciato alcuni dei suoi scritti che ne rappresentano il pensiero, sempre aperto al dialogo e alla comprensione, e la persona. Ci mancano le sue corrispondenze periodiche: ora on-line finchè Redacon esiste, le sue testimonianze sono nostre e di tutti e per sempre. Basta cliccare qui.

    Con immutato affetto.

    (La Redazione)

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  3. Impossibile descriverti, tutto resta dentro al cuore però…e non finirò mai di ringraziarti per i valori che mi hai trasmesso e per quel che continui a darmi!
    Grazie Don …e Grazie pure a Roberto per questo carboncino meraviglioso che ci hai virtualmente donato! ;-))

    (Rita)

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