E se la sanità non fosse più un diritto?

 L’Economista Rudy Dornbusch diceva che gli europei sono così ricchi da potersi permettere di pagare tutti per non lavorare. Ora la situazione è completamente ribaltata.

Le tenuta del modello sociale europeo è fortemente compromessa. I livelli assistenziali, previdenziali e di sanità potrebbero non essere più sostenibili per le casse pubbliche.

Ne iniziamo a prendere coscienza anche nella nostra provincia, perchè ormai non è raro leggere comunicazioni del seguente tenore:

...per l’anno 2012 i finanziamenti agli enti pubblici per le funzioni socioassistenziali sono stati fortemente contratti. Lo stato delle cose ha reso indispensabili alcune scelte politiche e tecniche sul ridimensionamento dei servizi.

Relativamente alla situazione del sig... i cambiamenti saranno i seguenti:

-        interruzione dell’assegno di cura sulla base del cambiamento del progetto di vita dell’utente. Le nostre priorità per gli assegni di cura sono:

 * sostegno alle persone disabili che vivono sole,

 *  sostegno a progetti educativi non altrimenti realizzabili per mancanza di una rete di servizi,

 *  sostegno a nuclei famigliari che assistono persone gravemente disabili con patologia d importante rilevanza sanitaria

In sostanza si arriva in alcuni casi – quelli meno gravi per ora - alla revoca dell’assegno di cura.

E di certo questa scelta  comporta il grande rammarico degli operatori del servizio che svolgono le loro funzioni non solo con professionalità. ma anche con grande impegno e coinvolgimento emotivo.

I tagli alla spesa pubblica invece non guardano in faccia a nessuno. I numeri sono freddi e implacabili così come lo sono quelli che leggiamo nel  rapporto Italia 2012, presentato a Roma, dall'Eurispes

I consumi in sempre maggiore contrazione

Leggiamo nel rapporto Italia 2012, che secondo il 67% degli intervistati la situazione economica del Paese è «nettamente peggiorata negli ultimi dodici mesi». Quasi la metà delle famiglie italiane (48,5%) deve fare ricorso ai  risparmi per arrivare a fine mese. Per il 45,7%  degli intervistati il traguardo della quarta settimana viene superato con difficoltà crescenti; il 27,3% dichiara di non arrivare a fine mese.

In difficoltà la capacità di risparmio ed il pagamento degli oneri per la casa (mutuo e affitto)

Lo studio Eurispes rivela che oltre il 70% degli intervistati afferma  di non riuscire a risparmiare, a fronte del  15,7% di coloro che  riescono a mettere da parte del denaro; un quarto (24,9%), inoltre, ha difficoltà a pagare la rata del mutuo ed il 18,6%) ha lo stesso problema con il canone di affitto.

Le prospettive per il futuro

Non va meglio neppure se si guarda all’immediato futuro. Nel rapporto Eurispes si legge che la quota di quanti ritengono di poter «certamente» risparmiare, nei prossimi dodici mesi, è inferiore al 5%, mentre quelli che pensano «probabilmente» di riuscire a mettere da parte una porzione di reddito arrivano al 13,1%. Per il 38,2% è probabile che non ci sarà possibilità di risparmio; sono il 34,8 per cento coloro che indicano con  assoluta certezza l'impossibilità di poter risparmiare nei prossimi mesi.

 

(Rossella Ognibene)

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2 Commenti

  1. Leggendo questo diario di crisi, mi è subito balzato alla mente il progetto di un canile che dovrebbe essere attuato nel comune di Ramiseto con fondi stanziati sia dalla Comunità europea che da enti pubblici come Comunità montana, Provincia e comuni appenninici. La cifra di questo progetto dovrebbe comportare un’uscita di 2 milioni e 200 mila euro. Perchè non rinsaviamo e facciamo un bel progetto per quegli anziani che non arrivano alla sussistenza? O per i senzatetto? Non vorrei pensare che in un’epoca di civiltà come la nostra rispettiamo maggiormente i cani degli umani.

    (L.D.)

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  2. Parto dalla domanda che si pone L.D. e dico: “Sì, egregio/a L.D., alcuni rispettano di più gli animali degli uomini, altri prendono gli animali e poi… li abbandonano”. Questo è significativo! E’ lo specchio della società. Confusione totale! Gli animali vanno rispettati, ma anche le persone!!! Questo degrado totale, questo non farcela più parte da lontano, sicuramente, ma il “buongoverno Berlusconi” al momento del controllo del cambio tra la lira e l’euro non ha fatto assolutamente nulla, anzi ha favorito lo sbando nello scambio, così come ha favorito l’evasione e la collusione. Sono ormai vent’anni che ha preso sempre più campo nelle persone, sicure di poterla fare franca, il pensiero che più “freghi” (scusate il termine) e più sei furbo. Del resto era il P.d.C. che invitava ad evadere e si è visto a che punto siamo arrivati. Al di là della crisi mondiale, se in Italia avessimo avuto una politica diversa, potevamo trovarci come la Germania e non come la Grecia, perché poco ci manca. La creatività degli italiani, la bellezza ed abbondanza di musei ed opere d’arte, luoghi belli ed invitanti come i nostri, non vi sono né in Germania né in qualsiasi altro stato europeo, ma “con la cultura non si mangia”!!! Ciò che è grave è che non si mangia più nemmeno con le macchine Fiat che, oltre ad essere costruite con materiali scadenti e senza nessun progetto innovativo, l’amministratore delegato, sostenuto dalla politica del “buongoverno Berlusconi” ha detto che chiude due stabilimenti in Italia se non vende macchine in America (chi vuoi che compri la 500) e, comunque, se ne va a produrre all’estero, dopo che la società che amministra ha beneficiato di numerosissimi sostegni dello Stato italiano e per moltissimi anni. E come lui ormai fan tutti gli imprenditori, dai 10/20 dipendenti in su. Rimangono i piccoli perché non possono delocare e che fanno? Mancando l’indotto delle ditte più grandi i datori di lavoro di poche persone magari… così, perché non sono furbi… si suicidano. E’ questo il risultato della politica. Ormai è tardi e indietro non si torna! C’è chi ha molto, c’è chi ha poco o pochissimo. C’è chi spende un sacco di soldini per i cani o altri animali e c’è chi li abbandona. Gli anziani oltre ad essere sempre più soli non avranno nemmeno la possibilità di curarsi, di trovare chi li assiste… di un “canile”… ed allora? Una punturina e… buonanotte suonatori! A tra poco!!!

    (Luisa Valdesalici)

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